Consumo microonde: quanto ti costa in bolletta

Consumo microonde: quanto ti costa in bolletta
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di | 28-01-2020 | Energia

Il microonde è ormai diventato uno strumento quasi imprescindibile per molti, utilissimo soprattutto per chi ha poco tempo a disposizione ma non vuole rinunciare ai propri pasti preferiti. La cottura degli alimenti è infatti più rapida rispetto a quella del forno elettrico tradizionale. Non manca nemmeno l’efficacia: se si sceglie un modello dotato di sensori in grado di rilevare la temperatura superficiale dei cibi è praticamente impossibile che questi possano bruciare per una semplice disattenzione. Questo elettrodomestico può però essere utilizzato anche per far bollire l’acqua per un thè, oltre che per fare lievitare l’impasto per il pane e la pizza e addirittura uno yogurt. Insomma, la versatilità è certamente una caratteristica distintiva, ma può essere fondamentale utilizzarlo con qualche accortezza se si desidera risparmiare nella bolletta energetica.


Sommario

Uno strumento utilissimo ma occhio ai consumi

Il forno a microonde è ormai diventato uno strumento presente quasi in tutte le case e apprezzato per la sua praticità. A differenza del forno elettrico tradizionale, infatti, il tempo necessario per la preparazione dei cibi è quasi dimezzato e, conseguentemente, lo sono anche le spese per l’energia (si parla di un risparmio di energia e di tempo di circa il 50% in più rispetto ad un forno tradizionale). L’ideale, insomma, per chi ha una quotidianità particolarmente frenetica e vuole evitare i salassi in bolletta.

I vantaggi non sono però finiti qui: il sapore degli alimenti non subisce alcuna alterazione, lo stesso vale per vitamine e Sali minerali contenuti all’interno. Non è nemmeno necessario verificare continuamente la cottura: basta seguire le indicazioni presenti sulla confezione per non sbagliare la tempistica.

Nonostante gli aspetti positivi sul piano economico, può essere utile avere un’idea più precisa su quanto l’utilizzo di questo strumento possa incidere sulla nostra bolletta. I fattori che condizionato il costo sono diversi:

  • La potenza dell’apparecchio;
  • Il tempo di funzionamento).

Questo rende quindi importante valutare con particolare cura il tipo di device che si sceglie già in fase di acquisto, prendendo in considerazione anche la classe di efficienza energetica, elemento che incide su tutti i prodotti di tipo elettrico.

È bene quindi verificare nella garanzia la potenza, suddivisa in due ambiti, quella di entrata e quella di uscita. Il consumo di energia è influenzato dalla prima, che non è altro che quella che il forno assorbe dalla rete elettrica, durante il suo funzionamento. Solitamente per i forni impiegati per l’uso domestico è compresa tra i 1000 e i 1.500 Watt. Già questa caratteristica mette in evidenza la differenza rispetto al forno tradizionale, che va da 2.000 a 2.500 Watt. La potenza di uscita è invece quella richiesta per la cottura vera e propria e, generalmente, è compresa tra i 600 e i 4.200 Watt.

Ognuno di noi ha la possibilità di misurare il consumo senza grandi difficoltà. Lo scopo può essere raggiunto attraverso un wattometro, strumento che è disponibile in commercio a cifre ridotte (bastano 20-25 euro): questo deve essere inserito alla presa elettrica e successivamente collegato al microonde. In pochi secondi si riuscirà a rilevare non solo la potenza istantanea, ma anche i kWh assorbiti nell’arco di tempo desiderato. Si può poi fare una stima ancora più precisa effettuando un calclo della spesa corrispondente inserendo il costo a kWh, da reperire direttamente in bolletta (dividendo il fatturato in un dato periodo per il numero di kWh consumati in tale periodo). La precisione è quasi massima (si stima in genere un errore che non supera il 10%). Questo può ovviamente essere applicato anche per altri oggetti di cui non si conoscono i dettagli inseriti nell’etichetta energetica o con assorbimento variabile.

Microonde – Usarlo e risparmiare energia è possibile

Chi vive da solo finisce spesso per essere un assiduo utilizzatore del microonde. In questi casi, infatti, si ha spesso per avere poco tempo a disposizione o voglia per cucinare e ci si può affidare ai molteplici prodotti in vendita che richiedono solo pochi minuti nel forno per poter essere consumati. Questo strumento può comunque essere utilissimo anche per le famiglie, che preferiscono evitare di sfruttare il forno elettrico tradizionale (richiede qualche minuto per raggiungere la temperatura giusta prima di inserirci gli alimenti). Inevitabilmente, questo comporta un consumo di energia, che può comunque essere ridotto grazie ad alcune semplici accortezze nel modo di agire quotidiano.

Come raggiungere l’obiettivo?

Il funzionamento in genere è piuttosto breve e non comporta la necessità di preriscaldare quello che sarà inserito all’interno prima di procedere con la cottura vera e propria. Già questo non può che essere un vantaggio in vista della bolletta energetica che ci ritroveremo tra le mani, ma si può fare molto di più.

Se si desidera ottimizzare i tempi il primo passo da compiere consiste nella scelta di contenitori adeguati. I più adatti allo scopo sono certamente la ceramica, il pirex, la ceramica, la plastica (solo se appropriata – le indicazioni son solitamente presenti) e il cartone. Per evitare piccoli inconvenienti è comunque raccomandabile prestare attenzione alle indicazioni riportate sulla confezione e verificare se siano segnalate eventuali controindicazioni. Meglio invece non utilizzare le porcellane contenenti metallo e i metalli in generale, la plastica non idonea e il vetro. Quest’ultimo, in modo particolare, può generare conseguenze spiacevoli legate allo sbalzo di temperatura fino addirittura a rompersi. Se invece si ha tra le mani una confezione già pronta per essere cucinata nel microonde è bene non togliere il coperchio: il risparmio di tempo e soldi saranno evidenti.

Anche la pulizia e la manutenzione periodica dell’apparecchio svolgono un ruolo da non sottovalutare. Spesso, infatti, gli sprechi energetici si verificano per la presenza di residui di cibo dimenticati. Questa operazione può essere eseguita senza troppe difficoltà: bastano acqua e limone per rimuovere le incrostazioni, parti dell’elettrodomestico in cui il calore non riesce ad arrivare.

Anche la posizione ha un peso che non merita di essere trascurato. In linea di massima, non è opportuno lasciarlo vicino ad altre fonti di calore (il rischio concreto è che possano essere accesi in contemporanea): questo scongiurerà la possibilità di un surriscaldamento, oltre a non facilitare l’areazione.

Ogni volta che si avrà bisogno di utilizzare il microonde sarà inoltre opportuno controllare la temperatura: spesso non è necessario selezionare il livello massimo, che invece comporta un dispendio di energia.

Mai dimenticare inoltre quanto lo stand by di tutti i dispositivi e apparecchi elettrici possa incidere sulla spesa periodica che ritroveremo in fattura. Il consumo di elettricità, infatti, prosegue, comunque in misura inferiore, anche quando questi non sono in uso. Una netta riduzione sarà tangibile semplicemente scollegando il device quando non è necessario.

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