Nuovo conto termico approvato: ecco cosa cambia

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di | 28-01-2016 | Energia

conto-termico1Il nuovo conto termico è stato approvato dalla Conferenza Stato Regioni: quali saranno i cambiamenti in merito? È innanzitutto importante ricordare che manca la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, che segnerà l’entrata in vigore a 90 giorni “dell’Aggiornamento del sistema di incentivazione della produzione di energia termica da fonti rinnovabili ed interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni”. Così è infatti chiamato il nuovo conto termico, che andrà a sostituire il vecchio conto in vigore dal 2012.

A disposizione ci sono 900 milioni di euro annui, dei quali 700 milioni sono destinati ai privati e alle imprese e 200 milioni alle pubbliche amministrazioni, alle cooperative di abitanti o sociali e alle società che hanno il patrimonio pubblico.

Per le sole pubbliche amministrazioni si tratta di interventi mirati alla trasformazione in edifici ad energia quasi zero, i cosiddetti NZEB, alla sostituzione dei sistemi di illuminazione con dispositivi dalla natura efficiente e all’installazione di tecnologie che interessano la gestione e il controllo virtuosi degli impianti termici ed elettrici, nonché la contabilizzazione del calore e i sistemi di termoregolazione.

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Per quanto riguarda i privati, il nuovo conto termico interessa la sostituzione di impianti di climatizzazione invernali che sono in essere con impianti per la produzione di acqua calda che siano dotati di pompe di calore, la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di serre alimentate a biomasse e l’installazione di impianti solari termici destinati alla produzione di acqua calda sanitaria ad integrazione degli impianti di climatizzazione invernale, anche se essi sono abbinati a sistemi di solar cooling.

Sono interessati anche i sistemi relativi alla produzione di energia termica per processi produttivi e le immissioni in reti di teleriscaldamento o teleraffrescamento. La manovra interessa anche la sostituzione di scaldacqua elettrici con equivalenti a pompe di calore e la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con corrispettivi alimentati a pompa di calore.

L’incentivo, che di base può coprire il 40% della spesa, sale al 50% se si tratta di una zona termica E oppure F e se l’isolamento è accompagnato dall’installazione di nuovi impianti. In alcuni casi l’incentivo può raggiungere il 55% della spesa totale. Se l’edificio è mutato in un “edificio ad energia quasi zero”, la percentuale sale al 65%, anche per quanto riguarda l’installazione di sistemi di illuminazione efficienti.

Anche le spese per le diagnosi energetiche e per la redazione dell’Ape, qualora vi fosse l’idea di convertire l’edificio in uno a “energia quasi zero”, sono incentivabili al 100% per le PA e al 50% per i privati. I termini per ricevere le somme variano infine da 180 giorni a 90 giorni.

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