Al via il Pacchetto Energia Pulita dell’Europarlamento: gli obiettivi

Al via il Pacchetto Energia Pulita dell’Europarlamento: gli obiettivi
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di | 15-11-2018 | Energia

Il Parlamento Europeo il 13 novembre scorso ha fissato i nuovi obiettivi che andranno a arricchire il già ambizioso “Pacchetto energia pulita per tutti gli europei“.

L’obiettivo primario e vincolante, alla cui realizzazione dovranno contribuire tutti gli Stati membri, è quello di fare in modo che, entro il 2030, il 32% dell’energia consumata sia energia pulita, cioè energia prodotta da fonti rinnovabili. Mentre, il secondo obiettivo, questo solo indicativo, prevede, sempre entro il 2030, il miglioramento dell’efficienza energetica del 32,5%.

Secondo la Commissione Europea, attraverso il raggiungimento di questi obiettivi gli europei avranno il vantaggio di usufruire di energia elettrica pulita che pagheranno meno in bolletta.

Sommario

Il pacchetto energia pulita per tutti gli europei

Il 30 novembre 2016 la Commissione Europea ha presentato un pacchetto, “Energia pulita per tutti gli europei”, che prevede misure destinate a mantenere l’Unione Europea competitiva sul mercato mondiale dell’energia verde, ossia, dell’energia prodotta da fonti rinnovabili.

Le proposte legislative del pacchetto formulate dalla Commissione sono state concepite per dimostrare che, anche per l’Unione Europea, il Green Energy è il settore su cui investire per il futuro. Puntando, infatti, sull’efficienza energetica e sulle energie rinnovabili si genera ricchezza per i Paesi in maniera intelligente. Pertanto, il pacchetto contiene misure, a lungo termine, per incoraggiare investimenti pubblici e privati, per promuovere la competitività dell’Unione e per ridurre l’impatto che il passaggio allo sfruttamento dell’energia rinnovabile comporta sulla società.

L’Italia e le fonti rinnovabili

Qual è il livello di utilizzo, in Italia, dell’energia prodotta da fonti rinnovabili? È questa una domanda alla quale possiamo rispondere facilmente, grazie ai dati raccolti e pubblicati lo scorso 16 luglio 2018 dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), la società che svolge le sue attività nel rispetto delle direttive impartite dal Ministero dello Sviluppo Economico e dall’Autorità di Regolazione per Energia Rete e Ambiente (ARERA). La società ha, fra gli altri compiti, quello di organizzare le sedi di contrattazione dei certificati verdi, cioè dei certificati che attestano la generazione di energia da fonti rinnovabili e dei titoli di efficienza energetica.

Il GSE ha determinato ai sensi del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 31 luglio 2009, la composizione del mix energetico iniziale nazionale dell’energia elettrica immessa in rete relativo all’anno di produzione 2017, di seguito riportato:

Fonti primarie utilizzate%
Fonti rinnovabili36,60
Carbone13,75
Gas naturale42,34
Prodotti petroliferi0,75
Nucleare3,68
Altre fonti2,88

Come si può constatare dalla voce della tabella “fonti rinnovabili” l’Italia ha già raggiunto nel 2017 l’obiettivo vincolante formulato dalla Commissione Europea.

Tuttavia, se si confronta la composizione del mix iniziale nazionale del 2017 con quello del 2016 si nota un sensibile calo dello sfruttamento delle fonti rinnovabili, che allora erano sfruttate per il 38,85%.

Efficienza energetica: le misure che si possono adottare

Come abbiamo visto, l’obiettivo della Commissione Europea per il 2030 è quello di migliorare l’efficienza energetica del 32,5%. Ogni Paese membro dovrà attivarsi per raggiungere tale obiettivo.

In Italia, in realtà, esistono già misure che hanno lo scopo di promuovere l’ottimizzazione energetica come, ad esempio, l’Ecobonus, la detrazione della tassa sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) pari a una porzione della spesa sostenuta, concessa quando si eseguono, appunto, interventi volti al miglioramento dell’efficienza energetica della propria casa. A seconda del tipo d’intervento di riqualificazione energetica, sono previste due soglie diverse di detrazioni: al 65% e al 50%.

Stando a quanto riportato dalla bozza della Legge di Bilancio 2019, rimarranno al 65% le detrazioni previste per interventi come:

  • Sostituzione delle vecchie caldaie con caldaie a condensazione a alta efficienza con sistemi di termoregolazione smart evoluti;
  • Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti basati su dispositivi ibridi quali pompa di calore-caldaia a condensazione;
  • Riqualificazione energetica totale degli edifici esistenti, tali da permettere il raggiungimento di alti valori di prestazione energetica per il riscaldamento invernale;
  • Installazione di pannelli solari;
  • Installazione di sistemi per l’isolamento termico.

La detrazione del 65% è applicata anche nel caso in cui vengano sostituiti vecchi impianti di riscaldamento con nuovi sistemi di micro-cogeneratori che permettono con un unico dispositivo di produrre energia elettrica e calore per un impianto di piccola taglia.

Mentre, le detrazioni al 50% sono previste per le spese sostenute per infissi, schermature solari e impianti di climatizzazione invernale tramite biomassa e tramite caldaie a condensazione di efficienza energetica più bassa.

Efficienza energetica in casa

Per migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione si possono effettuare anche interventi più semplici rispetto a quelli previsti per ottenere l’Ecobonus: se non si otterrà la detrazione fiscale, si potranno ottenere comunque vantaggi sulla bolletta della luce, ad esempio, acquistando elettrodomestici di classe energetica più alta.

Secondo quanto riportato dal gruppo EERG, Gruppo End-use efficiency del Dipartimento di Energetica del Politecnico di Milano, che si occupa di effettuare ricerche sull’efficienza energetica, esiste una “lista nera” degli elettrodomestici che quotidianamente utilizziamo in casa, che incidono maggiormente sui costi delle bollette:

  • Il frigorifero: il suo è un consumo permanente in quanto è in funzione tutto l’anno 24 ore su 24 e non può essere staccato dalla corrente. Da solo il frigo è responsabile circa del 20-25% della spesa totale dell’energia elettrica.
  • Il condizionatoreincide più del 10% sui costi energetici.
  • La lavatrice: consuma il 16% di energia.
  • La lavastoviglie: è responsabile del 13% dei consumi

Con elettrodomestici di classe energetica A++ (o superiori) si può risparmiare fino a tre volte di più rispetto agli apparecchi di classe energetica inferiore. I soldi spesi al momento dell’acquisto (in media si parla di 150€ in più rispetto a elettrodomestici di classe C o inferiore) saranno recuperati nei primi tre anni, grazie al basso consumo che questa tipologia avanzata di elettrodomestici permette.

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