Per l’allacciamento della luce è necessaria la residenza?

di | 31-03-2020 | Energia

L’allacciamento della luce è il passo necessario se si vuole fare in modo che all’interno dell’abitazione possa essere erogato il servizio. In genere questa operazione può richiedere dai 15 ai 60 giorni, a seconda del tipo di lavoro che deve essere eseguito. Se ci si sta per trasferire è bene quindi calcolare questa tempistica per presentare la domanda al momento giusto e ridurre il più possibile i disagi. La richiesta può essere effettuata al distributore locale, che provvederà a installare il contatore senza alcuna attivazione; in alternativa, si può scegliere il proprio fornitore preferito, che si prenderà in carico di contattare il distributore di zona. La procedura può essere eseguita anche senza avere la residenza, come è il caso ad esempio di una location utilizzata per le vacanze o solo in modo santuario.


Sommario

Allacciamento della luce – Come fare per presentare la richiesta

Prima di trasferirsi in una nuova casa è bene accertarsi che tutte le utenze siano disponibili. Per far sì che i disagi siano ridotti al minimo è quindi bene verificare quale sia il tempo necessario per la realizzazione dei lavori e presentare così la propria domanda secondo la tempistica corretta.

Non c’è comunque un periodo fisso da rispettare, ma molto può dipendere dal tipo di lavorazione che i tecnici dovranno eseguire e dalle condizioni dell’abitazione. Per quanto riguarda la luce, in genere, si può quindi andare da un minimo di 15 giorni fino a un massimo di 60 giorni. Le strade da seguire in questi casi possono essere due:

  • Contatto con il distributore, l’ente incaricato di far sì che il servizio possa arrivare a destinazione (dipende dalla zona e non cambia nemmeno se si dovesse cambiare il fornitore), che avrà il compito di installare il contatore ma senza provvedere all’attivazione;
  • Contatto con il fornitore (grazie al mercato libero si può scegliere quello che si pensa sia in grado di rispondere maggiormente alle proprie esigenze, che si occuperà di sottoscrivere il contratto di fornitura, oltre che di comunicare direttamente al distributore cosa dovrà effettuare. In questa fase si cercherà anche di comunicare al cliente anche il giorno in cui il tecnico incaricato si presenterà per portare a termine l’opera.

Prima di presentare la domanda sarà bene avere con sé tutti i dati necessari per non andare incontro a ulteriori ritardi. Sono infatti richiesti la potenza disponibile richiesta (per le utenze domestiche, a meno che non ci siano bisogni particolari, è pari a 3 kWh), l’indirizzo della fornitura e il numero della concessione edilizia.

Nuovo allaccio luce – Possibile anche senza residenza

Molti hanno certamente anche una seconda casa, destinata a essere utilizzata per il periodo delle vacanze o magari affittata per avere una piccola rendita mensile garantita. In questo caso la residenza del proprietario è in un altro indirizzo, ma questo non comporta alcun problema nella procedura di allacciamento della luce (vale anche per il gas).

Anche se non si dovesse avere la necessità di poter contare sul servizio in tempi brevi (ci si può muovere in anticipo di vista dell’estate), è comunque possibile operare cercando di ridurre il più possibile i tempi di attesa. Se si ha questa esigenza è consigliabile valutare le varie offerte luce disponibili e capire se ci sia una soluzione che si addice maggiormente alla situazione. A quel punto sarà il fornitore, entro un tempo massimo di due giorni, a prendere contatto con il distributore di zona.

In alcuni casi, si potrebbe ritenere opportuno effettuare un sopralluogo per capire meglio le caratteristiche dell’abitazione e individuare il punto migliore per il posizionamento del contatore. L’addetto provvederà anche a inviare un preventivo (dovrà essere consegnato entro un massimo di 20 giorni lavorativi da calcolare dal momento della ricezione della domanda), che potrà essere saldato entro un massimo di tre mesi.

Trattandosi di una seconda casa, l’utenza sarà domestica non residente.

Le modalità utilizzate per la procedura non presentano comunque differenze rispetto a quanto accade per la prima casa.

E se in casa c’è già il contatore?

Ben diversa può essere invece la situazione se all’interno della location prescelta siano già presenti servizi quali luce e gas. Se esiste già un contratto è necessario richiedere il cambio dell’intestatario del contratto mettendo in atto la voltura. In alternativa, è stata richiesta la disattivazione del contatore da parte del precedente proprietario, bisognerà fare una richiesta di subentro. 

Sia la voltura che il subentro richiedono solo pochi giorni lavorativi (clicca qui di seguito per capire quali siano le differenze principali tra le due situazioni per capire quale sia la procedura da seguire).

Costruisci la tua bolletta

In entrambe le situazioni sarà poi necessario muoversi per la scelta della tariffa più indicata. In attesa del passaggio definitivo al mercato libero, previsto a partire dal 1° gennaio 2022, è già possibile usufruire della agevolazioni che lo caratterizzano. Le opzioni disponibili non mancano, ma in linea di massima se si tratta di un’abitazione in cui si conta di trasferirsi solo durante il weekend o in estate (spesso si rientra solo la sera se ci si dedica a gite fuoriporta durante il giorno), l’ideale è puntare su una tariffa di tipo biorario, che consente di risparmiare per il consumo di energia proprio durante la sera o il weekend (clicca qui per sapere quali sono le fasce orarie che consentono di risparmiare energia).

Forse non tutti sanno che. ai fini della bolletta, il conteggio degli importi avviene in maniera differente per una seconda casa rispetto all’abitazione in cui si ha la residenza. Si paga di più per i costi legati alle quote fisse, che subiscono comunque un processo di riduzione sulla base dei consumi.Attenzione, però, se i consumi di luce sono bassi, non ci saranno grandi variazioni a livello della spesa da sostenere, mentre sarà garantito un risparmio importante per chi avrà consumi di energia maggiori.

A influire in modo incisivo ci sono gli oneri di sistema, imposti dall’Autorità e quindi uguali per tutti indipendentemente dal fornitore prescelto. Per riparmiare in questo caso può essere utile ridurre la potenza del contatore, ma anche ridurre il più possibile gli sprechi durante l’utilizzo dell’energia.

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