Per cosa si consuma energia nelle case europee: i dati Eurostat

di | 20-06-2019 | Energia
Per cosa si consuma energia nelle case europee: i dati Eurostat

Le utenze domestiche, nel 2017, hanno rappresentato il 27% del consumo finale d’energia in Europa. Una porzione piuttosto rilevante del fabbisogno energetico di una realtà come l’UE, che richiede un’analisi più approfondita per capire come è stato impiegato questo assorbimento nelle case degli europei. Grazie ai dati Eurostat è possibile sapere, nel dettaglio, quali sono stati gli impieghi principali di energia elettrica e gas naturale a uso domestico.

Sommario

Per cosa è stata utilizzata l’energia nelle case degli europei

Con l’aumento degli elettrodomestici, onnipresenti nelle case dei Paesi industrializzati, si può pensare che sia il consumo di frigoriferi, lavastoviglie e condizionatori d’aria a primeggiare nel bilancio del fabbisogno energetico europeo. Tuttavia non è così.

L’impiego che ha richiesto più energia nel 2017, secondo i dati Eurostat, è stato il riscaldamento domestico: stiamo parlando del 64,1% dell’assorbimento energetico annuale. Nella classifica del consumo, segue il riscaldamento dell’acqua sanitaria, con il 14,8% del fabbisogno domestico. In terza posizione troviamo l’illuminazione e gli elettrodomestici (14,4%). L’energia impiegata per cucinare rappresenta il 5,6% del consumo finale delle utenze domestiche. Il temuto utilizzo dei condizionatori (soprattutto per le brutte sorprese in bolletta), è all’ultimo posto per l’assorbimento di energia delle utenze domestiche (0,3%), anche per l’attenzione alla scelta di dispositivi ad alta efficienza da parte delle famiglie. Il restante 0,9% è impiegato per altri usi.

Nella distribuzione degli usi finali domestici per l’energia, l’Italia non si discosta molto dalla media europea. Nel nostro Paese, la principale voce di consumo è il riscaldamento degli ambienti (67,5%, al di sopra della media europea). Al secondo posto, per volumi di consumo, troviamo l’illuminazione e gli elettrodomestici (12,3%) e, al terzo, il riscaldamento dell’acqua sanitaria (11,9%). Per cucinare, impieghiamo il 6,3% del fabbisogno energetico nazionale domestico. La climatizzazione estiva richiede appena il 0,7% mentre, per gli altri usi, assorbiamo l’1,4%.

Dal consumo domestico d’energia, una lezione sul risparmio

Quale valore può avere questa statistica, al di là della semplice soddisfazione di una curiosità? Il consumatore attento avrà sicuramente colto l’importanza di un’analisi che permette di sapere dove si concentra il maggior consumo di energia.

Se il riscaldamento domestico è la principale fonte di assorbimento d’energia, è lì che si dovrà concentrare il nostro sforzo di ottimizzazione dei consumi. Case ben coibentate, infissi realmente isolanti, caldaie efficienti e impianti di riscaldamento correttamente mantenuti: questi sono i segreti per abbattere decisamente la nostra bolletta luce e gas annuale. Oltre, ovviamente, la scelta di una fornitura gas conveniente, che permetta un risparmio immediato sul consumo della materia prima.

Consumo di energia per carburante

Il fabbisogno energetico del comparto residenziale, nel 2017, è stato coperto da un mix di fonti che ci vedono solidamente legati ai carburanti tradizionali (elettricità, gas, prodotti derivati da olio e petrolio e carbone). Tuttavia, iniziano a consolidarsi importanti asset per la sostenibilità del consumo energetico, come prodotti rinnovabili (biofuel) e il riciclo dei rifiuti.

Per quanto riguarda il riscaldamento degli ambienti, primo impiego di energia nelle case euroee, il mix di combustibili utilizzati vede il gas a svolgere il ruolo principale (27,6%). Importante anche la quota di energia prodotta da fuel rinnovabili e da rifiuti (15%). Nel riscaldamento degli ambienti, l’elettricità gioca, invece, un ruolo residuale (3,4%).

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