Piano cottura a induzione: funzionamento e consumi

di | 16-08-2018 | Come risparmiare, News Gas e Luce, Quanto consuma

Quanto consuma un piano cottura a induzione? Qual è il risparmio rispetto ai fornelli a gas? Ecco una breve panoramica per chi vuole una casa al 100% elettrica [Aggiornato 2022].

Piano cottura a induzione: funzionamento e consumi
Confronta

Il piano cottura a induzione è sempre più desiderato dagli amanti della cucina per le sue innegabili qualità: maggiore sicurezza e estrema facilità nella pulizia. Ma cucinare attraverso l’elettricità anziché con il gas, quanto pesa sui costi della bolletta? Vedersi recapitare una bolletta dell’elettricità salatissima dopo aver scelto l’induzione è una paura comune a molti. Ma sarà davvero così?

Cerchiamo di scoprirlo insieme andando a analizzare quanto consuma un piano cottura a induzione.


Sommario

Quanto consuma un piano a induzione?

A differenza di quanto si potrebbe pensare, il piano cottura a induzione non comporta un grande dispendio di energia elettrica tale da incidere pesantemente sulle bollette. Infatti, l’energia che viene impiegata per generare calore viene adoperata esclusivamente sulla superficie della pentola. In altre parole, il calore non si disperde nell’ambiente come avviene con la fiamma generata dal gas e la cottura dei cibi risulta essere molto più veloce. Quindi, minore è il tempo di somministrazione di energia, minore sarà il consumo. Inoltre, nell’esatto momento in cui la pentola viene tolta dalla piastra in vetroceramica, il collegamento, o meglio, il circuito elettrico si interrompe e così pure la somministrazione di energia.

Il merito di questi impianti si trova proprio nel fatto che permettono di ottenere lo stesso calore prodotto da un piano a gas, ma con meno dispendio energetico.

Ma come calcolare il consumo in kilowatt di un piano a induzione? La variabile principale, così come per gli altri elettrodomestici presenti in casa, è la potenza elettrica. L’uso di una singola piastra a induzione di un fornello genera un assorbimento di circa 2.000 W se utilizzato al massimo della potenza, ma se usato saggiamente con potenze più basse e cicli corretti di accensione e spegnimento i consumi sono molto più bassi. Un piano cottura a induzione tende infatti ad avere un assorbimento molto elevato all’avvio, che può arrivare a 3.600 W, per scendere tranquillamente intorno a 600 W in fase di utilizzo. Questo significa che se si vuole far installare un piano cottura, molto probabilmente si dovrà aumentare la capacità del contatore arrivando fino a 4,5 kW o addirittura 6 kW.

Per calcolare esattamente il consumo di energia di un piano a induzione sarà necessario stimare le ore mensili di utilizzo dell’apparecchio e moltiplicarle per i kW assorbiti. Ottenuti i kW totali di consumo al mese basterà moltiplicare per il prezzo dell’energia elettrica previsto nella offerta luce del tuo gestore o dei gestori che stai valutando. Il prezzo ottenuto sarà il costo in bolletta e potrai facilmente compararlo con i consumi del gas, valutando pro e contro.

Esempio pratico di consumo di un fornello a induzione e confronto con fornello a gas

Abbiamo già anticipato che il sistema a induzione ha un rendimento migliore di un fornello a gas, pari al 90% contro il 40-55% del secondo: la differenza sta nell’elevata dispersione termica dei fornelli a gas che comportano che buona parte del calore sprigionato dalle fiamme si disperde nell’ambiente. Per dare una prima idea a parità di energia termica (es. 1.100 W) da convogliare “dentro la pentola”, una piastra a induzione consumerà 1.200 W contro circa 2.000 W di un forno a gas.

Per rispondere al fatto se conviene più l’induzione o il gas, è necessario fare un confronto sulla spesa tenendo conto di molte variabili, ma possiamo semplificare il tutto, ipotizzando di aver bisogno di 500 kWh di calore all’anno per la cottura. In questo caso per avere questa quantità di calore con un fornello a gas (efficienza 50%) sarà necessario avere 1000 kWh, ovvero circa 95 metri cubi d gas all’anno per una spesa di circa 118 euro l’anno; con un piano a induzione (efficienza 90%) il consumo sarebbe di 556 kWh per una spesa di 122€ (ipotizzando un costo kWh di 0,22€).

Da un punto di vista di costi la differenze sarebbe pertanto minima, ma qualora il riscaldamento fosse condominiale o potessimo utilizzare una pompa di calore, sarebbe possibile eliminare totalmente i costi del gas.

Consumi piano a induzione: cosa considerare

Tuttavia ci sono diversi aspetti da tenere in considerazione quando si opta per un piano cottura a induzione anche non del tutto piacevoli:

Con potenza del contatore si indica la potenza impegnata dal contatore per fornire elettricità alla casa. Il livello di potenza è indicato nei contratti stipulati dal cliente con il fornitore di energia elettrica scelto. Tale valore viene stabilito in base alle esigenze di consumo del cliente, in funzione al tipo e al numero degli apparecchi elettrici che usa quotidianamente.

La potenza si misura il chilowatt (kW) e nella maggior parte delle case degli italiani è pari a 3kW. Come si potrà immaginare l’aumento della potenza del contatore ha un costo che varia a seconda del mercato in cui ci si serve, tutelato o libero. In quest’ultimo caso, i costi per l’aumento della potenza contrattuale dipendono dal fornitore di energia elettrica con il quale si è stipulato un contratto. Ad ogni modo è importante sapere che dal 1° aprile 2017 al 1° aprile 2019 i clienti domestici sia del mercato libero che del mercato tutelato non pagano il contributo fisso amministrativo pari a 27€ e usufruiranno di uno sconto del 20% sul contributo previsto per ogni kW di potenza aggiuntiva richiesta.

Quanti kw servono per un piano cottura a induzione?

Ogni piano a induzione ha una potenza massima diversa: sul mercato sono presenti piano che vanno da 3,7 kW a 7,6 kW, distribuiti poi tra le varie zone di cottura.

Quanto si risparmia con il piano cottura a induzione?

I risparmi si hanno in termini di rendimento dove i fornelli a induzione hanno una efficienza del 90%, contro il 40-50% dei classici fornelli a gas.

Quando conviene il piano cottura a induzione?

Occorre fare un attento confronto di vantaggi e svantaggi: se avete una potenza di contatore di 3kw e necessitate del metano per il riscaldamento probabilmente non vi conviene. Se invece state pensando di avere una casa completamente elettrica, o una casa con impianto fotovoltaico e riscaldamento a pompa di calore, sì.

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Come funziona il piano cottura a induzione

I piani cottura a induzione sono dei particolari tipi di fornelli di tipo elettrico. Ciò significa in parole semplice che, la cottura dei cibi avviene, anziché attraverso il calore generato dal gas metano, attraverso un principio di induzione elettromagnetica capace di scaldare le pentole e quindi cuocere. Per quanto riguarda la conformazione dell’impianto, il piano cottura è costituito da:

  • Una piastra in vetroceramica
  • Delle Bobine, ossia, fili di rame alimentati da corrente che generano un campo magnetico

Grazie alle bobine, una volta posata sul piano una pentola dal fondo ferroso, si chiude un circuito elettrico dal quale si genera un campo elettromagnetico. Il capo generato, a sua volta, sprigiona calore che riscalda molto velocemente il fondo della pentola e, quindi, per trasmissione di calore, il cibo che essa contiene.

Perché si venga a creare campo elettrico, sono necessarie, dunque, pentole con il fondo piatto e esclusivamente ferroso (ferro e leghe) dato che tale materiale permette la creazione del campo elettromagnetico.

Praticità e sicurezza

Oltre all’aspetto economico, prima di scegliere se acquistare un piano cottura a induzione, si possono valutare altri due importanti parametri: la praticità e la sicurezza.

Rispetto ai fornelli a gas, i piani ad induzione sono più facili da pulire e come detto sopra, la cottura dei cibi risulta molto più rapida: basti pensare che per portare 1 litro di acqua a ebollizione si impiegano solo circa 3 minuti. Inoltre gli apparecchi sono provvisti di un timer per impostare i tempi di cottura e spegnimento automatico.

Con le cucine a induzione è possibile fare a meno della cappa dato che alcuni modelli sono dotati di aspiratori che evitano la dispersione di fumi e vapori di cottura grazie ad un sistema di aspirazione integrato.

Per quanto riguarda la sicurezza non si corre nessun rischio legato a fughe di gas e non si

ha la necessità di portare tubazioni di gas in casa. Inoltre la piastra è dotata di zone di cottura a  riconoscimento automatico delle pentole: esse si attivano solo in presenza del pentolame grazie al fondo magnetico (ferroso), e non si accendono se ad esempio ci si appoggia una mano.

Il nostro consiglio

La prima regola per risparmiare sulla bolletta della luce anche con il piano cottura a induzione è sempre una: avere una buona offerta energia elettrica per la casa. Sceglierla, tuttavia, non è mai semplice. Ecco perché comparare le varie tariffe sul mercato energia può essere non solo utile, ma può far risparmiare anche molto tempo in ricerche. Visitate il sito ComparaSemplice.it, oppure telefonate al numero 0321085995 per avere a vostra disposizione, tutta l’esperienza di esperti nel campo energia che potranno aiutarvi a scegliere l’offerta che più si conforma alle vostre esigenze.

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