Prescrizione delle bollette luce e gas: cosa devi sapere

Prescrizione delle bollette luce e gas: cosa devi sapere
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di | 27-12-2019 | Energia

Pagare con regolarità le fatture per le utenze domestiche è fondamentale per evitare di incorrere in possibili disservizi, ma anche per non subire conseguenze sgradevoli con i fornitori a cui abbiamo deciso di affidarci. Forse però non tutti lo sanno, ma per far sì che tutto proceda senza intoppi è necessario conoscere quando scatta la prescrizione per le bollette luce e gas in modo tale da sapere come agire di conseguenza nel caso in cui l’azienda dovesse rivalersi per un importo non saldato. La normativa a riguardo ha subito una modifica importante proprio recentemente.

Sommario

Prescrizione delle bollette luce e gas – Cosa prevede la legge

Il governo ha recentemente approvato, attraverso il decreto Milleproroghe, un rinvio per l’avvento definitivo del mercato libero (clicca qui per saperne di più e capire quindi come agire per chi è ancora in dubbio), ma già da ora tutti i fornitori attivi nel settore dell’energia propongono tariffe secondo questa regime per iniziare sin da subito ad approfittare di importanti agevolazioni. Ogni utente ha quindi la possibilità di scegliere in maniera consapevole, sulla base delle proprie abitudini ed esigenze di consumo, non solo il fornitore ma anche l’offerta che si preferisce con la garanzia che il prezzo resti bloccato per un periodo determinato di tempo, ma soprattutto di poterlo fare senza alcun onere a carico.

Una possibile dimenticanza relativa alla scadenza di una fattura, soprattutto per chi ha una seconda casa da gestire o ha recentemente cambiato contratto modificando le condizioni in essere, può però portare a non pagare l’importo secondo quanto dovuto. In situazioni di questo tipo non mancheranno ovviamente i solleciti da parte dell’azienda, ma se questi non dovessero essere visionati o se si dovesse ritenere di essere vittima di un’ingiustizia e di voler contestare l’importo è bene conoscere a quali conseguenze si potrebbe andare incontro.

Il timore di andare incontro a un possibile disservizio o addirittura a una causa giudiziaria è certamente forte, ma un parziale sollievo dal problema può arrivare dalla prescrizione. Questo termine finisce spesso per essere abusato, ma non tutti potrebbero conoscerne il reale significato. A dare un importante chiarimento in merito è l’articolo 2.934 del Codice Civile, in cui si sottolinea che “ogni diritto si estingue per prescrizione quando il titolare non lo esercita per il tempo determinato per legge (per effetto dell’inerzia o del non uso da parte del titolare stesso)”.

La durata di questa tempistica può essere differente a seconda dell’ambito di riferimento. Èimportante comunque precisare che questo principio non scatta in automatico, ma è anzi necessario chi ritiene di poterne beneficiare faccia valere in prima persona il proprio diritto mostrando quindi una specifica documentazione di riferimento. Ulteriori precisazioni arrivano infatti nell’articolo 2.938, secondo cui “il giudice non può rilevare d’ufficio la prescrizione non opposta”.

Il modo migliore per evitare che i fornitori delle utenze domestiche possano richiedere un pagamento che non ritengono sia stato eseguito con regolarità è quindi quello di fare in modo che bollette e ricevute che attestano il saldo avvenuto siano conservate con cura (clicca qui se desideri sapere per quanto tempo è necessario conservarle a seconda dei casi). In linea di massima è quindi opportuno averle in casa per almeno cinque anni, termine necessario affinché si possa spiegare la propria situazione in caso di avvenuta prescrizione.

Per i più sbadati che temono di dimenticare le varie scadenze è consigliabile optare per il pagamento con addebito diretto su conto corrente: questo avviene in modo puntuale e regolare nel giorno della scadenza indicato in fattura (clicca qui per conoscere tutti i vantaggi di questa scelta ormai sempre più diffusa).

Prescrizione biennale bollette – Quali sono le conseguenze in caso di mancato pagamento

È bene precisare che la normale prescrizione di durata decennale non vale con le bollette per le utenze domestiche. In caso di mancato pagamento di una fattura, c’è comunque ancora tempo per correre ai ripari prima che si possa andare incontro a conseguenze del tutto negative.

Il fornitore, infatti, non appena si rende conto di un mancato saldo di una o più fatture provvederà infatti a segnalare un sollecito nella bolletta successiva. Qui verrà indicato l’entità dell’importo dovuto comprendente eventuali interessi di mora che contribuiscono inevitabilmente a far lievitare la cifra.

Non manca chi continua ad agire come se niente fosse, ma lo stesso ovviamente non potrà dirsi per l’azienda erogatrice del servizio. A quel punto, se la situazione non è stata ancora regolarizzata, infatti, sarà inviata una raccomandata con ricevuta di ritorno (in modo tale da poter attestare la ricezione della missiva da parte del cliente) per riepilogare l’entità del debito. Qui viene dato un arco di tempo entro cui sistemare il problema; nel caso in cui questo non dovesse avvenire l’azienda può arrogarsi il diritto di interrompere la fornitura.

Qualora l’insoluto dovesse riguardare la fornitura della luce, il disservizio non avverrà comunque in un’unica soluzione, ma graduale attraverso una diminuzione della potenza, in modo tale che l’utente possa, in virtù del disagio arrecato, muoversi di conseguenza.

La circostanza può avere comunque effetti ben diversi nel caso in cui il cliente ritenga opportuno attendere prima di pagare a causa di un errore di fatturazione. Questo è ovviamente libero di segnalare la propria posizione e di contestare la bolletta attraverso una raccomandata a.r. con una contestazione scritta. Grazie a questa mossa può sentirsi al riparo da possibili interruzioni della fornitura che non potranno avvenire fino a che ogni aspetto non sia del tutto chiarito. Se non dovesse sentirsi pienamente compreso da parte della società con cui si è stipulato il contratto, sarà possibile anche presentare un reclamo all’ARERA (il Garante per l’acqua, la luce e il gas) onde ottenere una conciliazione (anche per via telematica). L’Autorità nasce proprio con il compito di vigilare in caso di controversie di questo tipo: anche in un caso come questo non sarà possibile andare incontro ad alcun tipo di disservizio.

Prescrizione bollette 2 anni – Cosa prevede la normativa

Una legge del 2017, che ha avuto effetto a partire dal 2 marzo 2018, ha modificato l’entità della prescrizione per le bollette della luce. A partire da quella data il termine non è più di cinque anni, ma bensì di due. Per quanto riguarda il gas, invece, il periodo è lo stesso, ma la modifica è entrata in vigore solo a partire dal 2 gennaio 2019.

L’ARERA ha dato inoltre ulteriori precisazioni affinché la situazione avvenga nella più completa trasparenza nel rapporto tra società fornitrice e cliente. I venditori devono emettere una fattura in cui siano indicati esclusivamente gli importi oggetto di prescrizione. In alternativa, sarà necessario che questi siano segnalati all’interno di una fattura specifica o di chiusura. Non dovranno mancare opportune indicazioni di contatto (recapito postale, fax o indirizzo email) da utilizzare per indicare la volontà di contestare l’importo e quindi di non pagare.

Le cifre importi oggetto di prescrizione dovranno poi essere automaticamente escluse dai pagamenti nel caso fosse stata scelta la domiciliazione bancaria/postale o su carta di credito come modalità di addebito.

 

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