Consumo energetico lavastoviglie: quanto ci costa e come risparmiare nell’utilizzo

di | 03-06-2020 | Come risparmiare, Energia

L’utilizzo degli elettrodomestici in casa è certamente pratico, ma diventa importante sfruttarli con oculatezza per evitare salassi (clicca qui per ricevere consigli utili su come abbassare i costi della bolletta della luce). Ma a quanto ammonta il consumo della lavastoviglie nella cifra che ci ritroviamo a dover pagare? Si tratta di un apparecchio presente ormai in ogni casa, ma che può avere un’influenza non da poco per il consumo di acqua e di elettricità che richiede. Massima attenzione quindi al modello scelto (se non soddisfatti di quello inserito nella cucina in fase di acquisto) si può optare per una soluzione differente), ma anche a dimensione e capacità.


Sommario

Consumo energetico lavastoviglie – Un elettrodomestico diventato indispensabile

Ormai da molti anni sono in tanti a non poter fare a meno della lavastoviglie, praticamente indispensabile soprattutto per le famiglie numerose. La sua invenzione si deve a una donna Josephine Cochrane: l’idea di realizzare uno strumento meccanico che aiutasse a lavare le stoviglie le è venuta nel 1886: lei era infatti alla ricerca di uno strumento che la aiutasse nella gestione della casa visto che era abituata ad avere diversi amici e parenti a casa per cena. Tutto questo ha portato alla creazione da parte della donna di un’azienda che rappresenta ancora una realtà solida nel suo settore: la KitchenAid.

L’evoluzione tecnologica ha ovviamente permesso a uno strumento così utile di diventare ancora più performante e di soddisfare molteplici esigenze. Per capire se si sia scelta la versione più adatta è però importante avere una presa di coscienza di quanto il suo utilizzo possa influire sui consumi energetici generali.

I fattori che si devono prendere in considerazione per avere un quadro il più possibile preciso sono diversi. Innanzitutto la classe energetica, ma anche capacità e dimensioni, oltre ovviamente a tempi e modalità in cui questa viene azionata. Il primo aspetto è certamente l’elemento primario da valutare: è consigliabile quindi puntare almeno su un device di tipo A++ o A+++: pur avendo un costo di acquisto maggiore, i benefici saranno tangibili nel corso del tempo. Se a questo poi si affiancano lavaggi brevi o a basse temperature difficilmente si può arrivare a un consumo superiore a 1 kWh (per avere il costo vero e proprio questo dovrà essere moltiplicato con quanto previsto dalla tariffa a cui si è deciso di aderire). In molti casi, infatti, possono bastare 30-45 minuti e una temperatura non superiore ai 45°: il consumo si aggirerà così intorno a 0,7 kWh.

Per chi invece fosse ancora in possesso di un modello datato (classe B) e non avesse la possibilità di provvedere alla sostituzione, il consumo energetico potrebbe aggirarsi tra 1.4 e 1.8 kWh.

Quanto costa un lavaggio in lavastoviglie – Occhio anche al consumo idrico

E’ però bene ricordare come l’utilizzo di questo elettrodomestico finisca per avere un’influenza non solo sulla spesa per l’energia elettrica ma anche per l’acqua. Anche questo aspetto deve essere riportato sull’etichetta energetica lavastoviglie.

Per saperne di più sono due gli elementi da prendere in considerazione: capacità di carico e livello di evoluzione del dispositivo (determinanti sono filtraggio, sistema di erogazione e distribuzione). In genere gli apparecchi più moderni non portano a utilizzare più di 6 litri, mentre per quelli più datati si può arrivare addirittura a 45 litri.

Occhio inoltre anche al tipo di lavaggio che si decide di sfruttare: se si scelgono quelli più brevi si può arrivare a una riduzione del 45%. Ma anche in questo caso c’è una differenza evidente (mentre si è intenti nell’operazione quasi non ce ne accorgiamo) rispetto al lavaggio a mano: se si impiega almeno una mezz’ora si può arrivare addirittura a 50 litri (è necessario conteggiare il tempo necessario per far sì che l’acqua si riscaldi).

Consumo lavastoviglie – Lavaggio rapido e non solo: come risparmiare

Anche per chi è dotato di un modello di lavastoviglie efficiente avere qualche accortezza nelle modalità di utilizzo potrà essere sempre piuttosto utile e potrà avere benefici importanti sulla bolletta energetica. Molto spesso si tende però a fare un errore e pensare che lavare i piatti a mano, soprattutto quando si è solo in due o tre in famiglia, possa essere più vantaggioso rispetto all’utilizzo della lavastoviglie. In realtà se questa si trova a pieno carico e si utilizza l’acqua calda, la quantità diventa più o meno sempre la stessa (clicca qui per conoscere quali sono gli errori che spesso commettiamo, anche inconsapevolmente, e che non ci permettono di risparmiare energia). Anzi, questo elettrodomestico, soprattutto se si tratta di una versione moderna, finisce per sfruttare una quantità di acqua inferiore.

Attraverso un uso più consapevole del dispositivo i vantaggi potranno essere notevoli. Ecco alcuni consigli:

  • Occhio alla funzione “ammollo”. Quando si ha poco tempo a disposizione si potrebbe decidere di effettuare un lavaggio anche per pochi piatti proprio perché ci consente di avere la cucina più in ordine. Se si compie questa scelta, però, sarebbe bene non sfruttare questa potenzialità proprio perché è quella che richiede una maggiore quantità di acqua. E’ poi altrettanto inutile provvedere all’asciugatura: questa può essere eseguita personalmente o lasciando lo sportello aperto per qualche minuto.
  • Attenzione al modello scelto. La lavastoviglie è ormai una presenza quasi costante nelle cucine da più di una ventina d’anni e non può che essere apprezzata per la praticità. Quelle più recenti rappresentano però la mossa più oculata in termini di risparmio perché sono più efficienti sul piano energetico. Per avere la garanzia che siano in grado di assicurare questo aspetto è quindi raccomandabile verificare l’etichetta energetica dove sono riportati gli elementi essenziali del device. Qui è solitamente presente una stima del consumo annuo, da prendere in considerazione per avere un’idea più precisa sui costi.
  • Controlla la temperatura. Un aspetto a cui si presta spesso poca attenzione è la temperatura utilizzata durante il lavaggio. In molti casi questa può essere impostata a priori: se si opta per un numero di gradi non troppo elevati si riuscirà anche a consumare meno.
  • Controlla i piatti. Lo sporco più difficile da togliere richiederà certamente una fatica (e una temperatura maggiori). Si potrebbe quindi provvedere, se possibile, a eliminare preventivamente le tracce più insidiose. Il prelavaggio dovrebbe però essere effettuato solo se strettamente necessario o se siano presenti segni di bruciato sulle stoviglie.
  • Praticità sì, ma anche oculatezza. Avere a disposizione una lavastoviglie consente importanti agevolazioni, soprattutto per chi ha una quotidianità particolarmente frenetica e poco tempo da dedicare alla cura della casa. Per chi non una famiglia numerosa sarebbe comunque opportuno sfruttare questo elettrodomestico solo se a pieno carico, quindi magari anche solo ogni due o tre giorni.

 

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