Quando accendere termosifoni 2018: tutto quello che c’è da sapere

Quando accendere termosifoni 2018: tutto quello che c’è da sapere
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di | 10-10-2018 | Energia

Il mese di ottobre è ormai iniziato a praticamente in tutta Italia le temperature hanno iniziato a calare in modo sensibile. Per chi trascorre diverso tempo in casa diventa quindi inevitabile iniziare a pensare di accendere i termosifoni, lo strumento ideale per rendere l’atmosfera più piacevole. Anche in questo 2018, soprattutto per le attività commerciali e per i condomini, l’operazione deve avvenire rispettando alcune tempistiche ben precise.

Ecco quindi tutti i dettagli per agire al meglio e non andare incontro a sanzioni.

Sommario

Quando accendere termosifoni 2018: le differenze zona per zona

Rendere la casa o una propria attività commerciale accogliente per molti è quasi un imperativo. In un periodo come quello che ci apprestiamo a vivere tutto questo è possibile grazie anche all’accensione del riscaldamento. I più freddolosi non vedono l’ora di farlo, ma è necessario procedere seguendo la normativa in vigore, che viene aggiornata di anno in anno.

In base alla legge 10-1991 è possibile capire quando agire per non incorrere in sanzioni. Il nostro Paese è stato infatti suddiviso in una serie di aree climatiche a cui corrisponde una tempistica ben precisa per l’utilizzo della caldaia. Ecco quindi qui di seguito le varie zone:

Zona AComuni di Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle
Zona BProvince di Agrigento, Catania, Crotone, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Siracusa e Trapani
Zona CProvince di Bari, Benevento, Brindisi, Cagliari, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Imperia, Latina, Lecce, Napoli, Oristano, Ragusa, Salerno, Sassari, Tarant
Zona DProvince di  Genova, La Spezia, Forlì, Ancona, Ascoli Piceno, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Macerata, Massa Carrara, Pesaro, Pisa, Pistoia, Prato, Roma, Siena, Terni, Viterbo, Avellino, Caltanissetta, Chieti, Foggia, Isernia, Matera, Nuoro, Pescara, Teramo e Vibo Valentia
Zona EProvince di Alessandria, Aosta, Asti, Bergamo, Biella, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Novara, Padova, Pavia, Sondrio, Torino, Varese, Verbania, Vercelli, Bologna, Bolzano, Ferrara, Gorizia, Modena, Parma, Piacenza, Pordenone, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Treviso, Trieste, Udine, Venezia, Verona, Vicenza, Arezzo, Perugia, Frosinone, Rieti, Campobasso, Enna, L’Aquila e Potenza
Zona FProvince di Cuneo, Belluno e Trento

 

A ogni zona è associata una data ben precisa per procedere con l’attivazione e lo spegnimento dei termosifoni, ma anche un numero massimo di ore giornaliere. Ecco qui i dettagli:

Zona climaticaData Accensione RiscaldamentoData Spegnimento RiscaldamentoOre di accensione al giorno
Zona A 1 dicembre 201815 marzo 20196 ore
Zona B1 dicembre 201831 marzo 20198 ore
Zona C15 novembre 201831 marzo 201910 ore
Zona D1 novembre 201815 aprile 201912 ore
Zona E15 ottobre 201815 aprile 201914 ore
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Seguire la normativa è certamente importante, ma i più freddolosi possono stare tranquilli. I Comuni di residenza emettono infatti delle delibere che permettono di tenere acceso il termosifone anche più ore di quelle normalmente consentite, nei casi straordinari in cui le temperature invernali siano particolarmente rigide.

L’accensione dei termosifoni ha regole ben precise

Il riscaldamento in casa e nelle attività commerciali deve seguire una normativa, che viene aggiornata di anno in anno. Chi deve rispettarla non è chiamato solo a rispettare le date indicate, ma anche modalità specifiche nel funzionamento dei termosifoni.

In Italia, indipendentemente dalla zona geografica, è infatti necessario non superare i 20° centigradi. Qualora la temperatura esterna dovesse rivelarsi più rigida è comunque possibile sforare di massimo 2° centigradi. Questo è valido per abitazioni, uffici e scuole.

La situazione è invece parzialmente differente negli edifici dove vengono svolte attività artigianali o industriali (o equiparabili). In questi casi non è infatti possibile andare oltre i 18° centigradi.

L’imposizione relativa alla temperatura da non superare è stata introdotta non solo perché si ritiene che questo possa consentire di svolgere al meglio il proprio lavoro per evitare spese eccessive, ma anche per motivazioni esterne. La qualità dell’aria che ci circonda richiede infatti un’attenzione maggiore da parte di tutti. Fare il possibile per non sfruttare i termosifoni se non necessario rappresenta un passo importante.

Cosa fare per risparmiare

Un utilizzo oculato del riscaldamento in casa o all’interno della propria attività non comporta solo benefici per l’ambiente, ma può essere importante anche per ridurre le spese. Un aspetto tutt’altro che irrilevante in una fase come quella attuale.  Sono molte infatti le famiglie che si trovano ad avere a che fare con diverse difficoltà economiche.

Può essere innanzitutto fondamentale identificare le esigenze per evitare di trovarsi di fronte a veri e propri salassi in bolletta. Per chi trascorre diverse ore lontano dalla propria abitazione e rientra soprattutto la sera o nei weekend può essere utile puntare su una tariffa bioraria. Il costo diventa infatti più basso proprio in queste fasce orarie. Una situazione tipica di chi lavora o studia fuori casa.

Non è però finita qui. Chi vive in un palazzo spesso finisce per porsi un interrogativo che può essere determinante per le finanze familiari: meglio il riscaldamento autonomo o centralizzato? Ls differenza ora è diventata più rilevante e ci porta a propendere per la prima soluzione. La motivazione è certamente di tipo economico, ma non solo. È ormai possibile installare impianti che ora si sono fatti più efficienti e in grado di sfruttare energia di tipo rinnovabile.

Chi teme di andare incontro a problemi con i vicini o con l’amministratore di condominio facendo presente la propria posizione può comunque stare tranquillo. Grazie alla specifica “Riforma del condominio” introdotta nel 2012 chi è interessato può infatti passare a un riscaldamento di tipo autonomo in maniera piuttosto semplice soprattutto se si vive in un edificio costruito recentemente. Il vantaggio è evidente grazie anche alle detrazioni fiscali disponibili. Questo passo consente così di evitare sprechi. È inoltre possibile sfruttare gli aspetti positivi del mercato libero. Non solo quindi scegliere l’operatore che si preferisce, ma anche l’offerta che si ritiene più adatta alle proprie abitudini.

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