Quando finisce il mercato tutelato: ultime novità, scatta la nuova proroga (rinvio al 2024)

di | 20-12-2021 | News e Varie, News Gas e Luce, Notizie Gas

Ad oggi, la fine del mercato tutelato è fissata per il 1 gennaio 2024 per i privati (salvo ulteriori proroghe). Cosa ci si deve attendere da questo cambiamento? Come farsi trovare preparati? La guida di ComparaSemplice.it.

Quando finisce il mercato tutelato: ultime novità, scatta la nuova proroga (rinvio al 2024)
Confronta

La fine del mercato tutelato è stata più volte rimandata da parte del Governo. Dopo il tramonto della tutela per le PMI (gennaio 2021), il prossimo passo è la chiusura delle forniture in tutela per i clienti domestici e le piccole aziende (microimprese), fissata per il 1 gennaio 2024 (per i privati): in quella data, chi non l’avrà già fatto, passerà automaticamente al mercato libero dell’energia elettrica e del gas.


Sommario

Il mercato tutelato oggi

Secondo gli ultimi dati Arera, a inizio 2021, le utenze servite in regime di maggior tutela erano 15,9 milioni (di cui 13,6 milioni utenti domestici). Nel corso del 2020, il mercato libero è cresciuto del +9,6% (arrivando a 21 milioni di utenti circa), erodendo in parte le utenze del mercato tutelato. La prospettiva della liberalizzazione definitiva del mercato, ove venisse definita una data certa e improrogabile, vedrà ovviamente aumentare il tasso di cambio mercato. Processo che, comunque, è stato accelerato nel corso del 2021 dai continui incrementi di prezzo della materia prima, che ha incoraggiato i consumatori a osare l’esodo verso le offerte più concorrenziali.

Il servizio di Maggior Tutela è dedicato ai clienti domestici (residenti e non) e alle microimprese con potenza impegnata inferiore a 15 kW. La fornitura è erogata dall’impresa locale di distribuzione o da una società collegata. Le condizioni contrattuali vengono definite dall’ARERA, così come il prezzo della materia prima e il valore delle altre componenti di costo della bolletta che, in parte, valgono anche per il mercato libero. Il prezzo e gli oneri vengono definiti trimestralmente.

La fine del mercato tutelato porterà tutti i consumatori italiani a rapportarsi con le società di vendita e con la loro definizione contrattuale e di prezzo, mentre rimarranno definiti dall’autorità regolatoria gli oneri e le altre componenti di costo.

Principale differenza tra mercato tutelato e mercato libero

Per capire, in poche parole, cosa cambia tra mercato libero e mercato tutelato:

  • mercato tutelato: il prezzo della luce e del gas e le condizioni contrattuali sono regolate dall’Arera e uguali per tutti gli operatori;
  • mercato libero: il prezzo della luce e del gas e le condizioni contrattuali sono definite dagli operatori in regime di libera concorrenza, i consumatori possono scegliere la tariffa più conveniente confrontando le offerte.

Fine tutela: perché

Perché si vuole terminare l’esperienza della tutela nel mercato dell’energia elettrica e del gas? La risposta ci porta indietro di qualche anno. Nel 1996, per la precisione, quando sono state poste le basi per la nascita del Mercato Unico dell’Energia in Europa. Un percorso che presuppone la liberalizzazione del mercato nei singoli Paesi Europei, affidando alla concorrenza del mercato la definizione delle strategie di produzione, approvvigionamento e vendita delle materie prime. La direttiva comunitaria è stata recepita in Italia con il decreto Bersani (Dl n. 79 del 16 marzo 1999).

Fine mercato tutelato: scatta la nuova deroga decisa dal governo

Ancora una volta ci troviamo a registrare una nuova deroga per la fine del mercato tutelato, che scatterà in via definitiva a partire dal 1° gennaio 2024. Si tratta di una decisione che coinvolge però esclusivamente i clienti domestici. Per quanto riguarda invece le piccole imprese (con un numero di dipendenti tra 10 e 50 e/o fatturato annuo tra 2 e 10 milioni di euro) titolari di punti di prelievo in “bassa tensione”, e per una parte parte delle microimprese (con meno di 10 dipendenti e fatturato annuo non superiore a 2 milioni di euro), quelle titolari di almeno un punto di prelievo con potenza contrattualmente impegnata superiore a 15 kilowatt, questo è già scattato nel mese di gennaio.

A dare un’idea di quante persone siano coinvolte da questa misura inserite nel decreto Milleproroghe è ARERA (Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente), che ha diffuso uno studio aggiornato a riguardo. Al momento sono circa 15 milioni tra clienti domestici (il 44,68% del totale dei punti attivi, oltre 29,6 milioni) e non (il 32,4% di 6,9 milioni di contratti) gli utenti che si trovano ancora con il regime di maggior tuela. Per chi si trova in questa situazione le tariffe per l’energia elettrica possono variare su base trimestrale secondo gli aggiornamenti che l’Arera fornisce per le famiglie tipo sia per i consumi di elettricità che per quelli del gas. Questo, inevitabilmente, rende incerto l’importo che si può trovare in bolletta, con il rischio però di andare incontro a un salasso se la situazione dovesse variare. Questa è proprio la differenza principale con chi è invece è già passato al mercato libero (tutti possono già farlo in maniera gratuita, senza alcun rischio di andare incontro a disservizi di alcun tipo nè di effettuare interventi sul contatore): ognuno può infatti decidere, sulla base delle proprie esigenze di consumo quale siano il fornitore e la tariffa che si ritengono più adatte. Non è necessario nemmeno presentare disdetta alla vecchia compagnia nè sostenere alcuna spesa. Non sono previsti vincoli; nel caso in cui ci si dovesse rendere conto di non avere fatto la scelta giusta sarà possibile cambiare fornitore energia nuovamente senza alcun onere a carico.

Cosa succede quando termina il mercato tutelato?

Quando il mercato tutelato avrà raggiunto la sua fine (gennaio 2024), i clienti che si troveranno ancora in regime tutelato seguiranno un percorso di accompagnamento verso il mercato libero (ancora in via di definizione). In questo passaggio il cliente non subirà alcuna interruzione di erogazione di energia elettrica e/o gas e non dovrà sostenere oneri per il cambio del fornitore.

I consumatori che vorranno anticipare il passaggio possono, in ogni momento, decidere di confrontare le offerte luce e gas del libero mercato e cogliere le opportunità delle tariffe bloccate e degli sconti in bolletta.

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Le conseguenze per chi non passa al mercato libero entro il 2024

Alle condizioni indicate appare chiaro quindi quanto conviene passare al mercato libero sin da ora. Ma cosa può accadere per chi volesse attendere ancora e muoversi solo in prossimità della data limite? Niente paura, i disagi saranno davvero ridotti al minimo.

A ogni utente, infatti, la fornitura sarà garantita, senza alcun rischio di andare incontro a disagi per chi vive in casa. Ogni utente potrà quindi valutare liberamente l’offerta che ritiene più idonea; fatto questo, sarà stipulato un nuovo contratto di fornitura. A questo punto spetterà alla nuova compagnia prescelta inoltrare la richiesta di risoluzione del vecchio contratto (recesso) al venditore precedente. Anche in questo caso non ci sarà alcun onere a carico del cliente.

 

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