Quanto consuma una stufa elettrica: consigli con un occhio al risparmio

di | 05-07-2019 | News Gas e Luce, Quanto consuma

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Quanto consuma una stufa elettrica: consigli con un occhio al risparmio
Confronta

Siamo ormai nel pieno dell’estate con temperature spesso anche difficili da sopportare e l’idea di pensare all’inverno  può sembrare quantomeno prematura, ma non lo è se vogliamo pensare all’attrezzatura necessaria per rendere la propria casa confortevole ma allo stesso tempo calda e accogliente. I termosifoni sono certamente un elemento imprescindibile, ma spesso in alcune zone del nostro Paese può rivelarsi utile utilizzare anche qualcosa di supplementare da utilizzare soprattutto nel clou della stagione più fredda. Ecco quindi le indicazioni su quanto consuma una stufa elettrica, uno strumento ormai sempre più diffuso anche per i costi piuttosto accessibili.


Sommario

Quanto consuma una stufa elettrica: analisi dei costi in bolletta

Le stufe elettriche sono note per i consumi elevati e per il “peso” sui costi in bolletta. Ovviamente non è sempre vero, in quanto sono presenti comunque sul mercato dei dispositivi ad alta efficienza energetica. Per questo essere a conoscenza dei vari modelli di stufe disponibili è fondamentale per capire quale possa essere l’impatto di questo accessorio nelle spese di casa e scegliere l’offerta luce più adatta alle proprie esigenze. Scegliere il dispositivo con una potenza adeguata sarà importante anche per questo aspetto.

Sul mercato esistono modelli diversi sia per tipologia di riscaldamento che per dimensioni: queste differenze si traducono ovviamente in diversi consumi e dipendono dalla potenza. Le stufe elettriche sul mercato hanno una potenza massima che può variare da 500 a 2.500 watt, spesso regolabile in base alle proprie necessità.

Per avere una stime del consumo di una stufa elettrica è necessario moltiplicare la potenza per il tempo di accensione: ad esempio, se lasciamo accesa una stufa da 1000 Watt per 4 ore alla massima potenza, questa avrà consumato 4 x 1000 = 4000 Wh, ossia 4 kWh.

Quanto consuma una stufa elettrica da 2000 Watt?

Ipotizzando di avere una stufa da 2000 Watt e un costo kWh di 0,22€ nel contratto luce, utilizzare la stufa per 4 ore comporta una spesa di 1,76€ al giorno.

Quanto consuma una stufetta elettrica all’ora?

Dipende molto dalla tipologia di stufetta elettrica acquistata, dalla sua potenza e dall’ambiente da scaldare. Ipotizzando di dover scaldare una stanza da 20 mq, una stufa tradizionale consuma 2000 W, una alogena, al quarzo o infrarossi ne consuma circa 800 W l’ora. Da considerare che più grande è la stanza e più ore potrebbero servire per scaldarla

Come stimare la potenza necessaria della stufa?

La cosa più difficile in fase di acquisto di una stufa elettrica è proprio stimare la potenza che potrebbe servirci per riscaldare l’ambiente, in modo da prenderla della potenza più bassa possibile evitando sprechi. Il primo passo è stimare la superficie in metri quadri della stanza da riscaldare: per farlo sarà sufficiente misurare i due lati della stanza in metri e, se rettangolare, moltiplicarli fra loro per avere i mq. Ottenuto questo dato occorre considerare che servono dai 10 W ai 15 W per metro quadro per riscaldare un ambiente con una stufa elettrica, a seconda del grado di isolamento termico dell’edificio. Ottenuti questi due dati conoscere la potenza minima della stufa sarà un gioco da ragazzi: basterà infatti moltiplicare i due valori. Per esempio per un ambiente di 100 mq occorre una stufa di potenza compresa fra 1.000 e 1.500 W.

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I costi sono basati sul totale annuale delle bollette e rappresentano le singole voci nel dettaglio, per un consumo stimato di kWh.

Quale stufa elettrica scegliere?

La scelta della stufa elettrica dipende dall’utilizzo che si prevede e quindi dalla necessità. Se si ha la necessità di riscaldare un locale di medie dimensioni (ad esempio, 10 metri quadrati) può essere sufficiente un dispositivo da 1.000 watt. Per un ambiente più grande, invece, con una superficie anche di 30 metri quadrati diventerà inevitabile pensare a un qualcosa di più potente, quindi almeno da 2.000 watt.

Per far sì che il riscaldamento sia ottimale è però fondamentale valutare anche una serie di aspetti, a partire dalle pareti o eventuali spifferi. Una stanza ben coibentata ha una bassa dispersione dal calore. Se poi, almeno per qualche ora del giorno si è raggiunti dal sole, l’obiettivo sarà raggiunto più facilmente.

Quali Modelli di stufe elettriche sono disponibili?

L’utilizzo di una stufa elettrica può rivelarsi ottimale soprattutto quando la temperatura esterna è particolarmente rigida e si avverte l’esigenza di uno strumento aggiuntivo ai termosifoni per riscaldare la casa. Questo genere sono sempre più diffusi e apprezzati soprattutto per le dimensioni piuttosto ridotte, ma la scelta in fase di acquisto deve essere effettuata con attenzione per non ritrovarsi poi uno strumento che finisce per incidere pesantemente sui costi in bolletta.

Sul mercato sono infatti disponibili vari modelli, caratterizzati non solo da costi differenti, ma anche con consumi a volte piuttosto differenti tra loro.

In linea generabile è consigliabile puntare su una versione a irraggiamento, in grado quindi di produrre calore al loro interno attraverso un processo di combustione, per poi diffonderlo all’esterno. Questo genere di sistema si rivela quello più efficiente anche per preservare la salute di chi si trova nella stanza: il sistema non genera infatti alcun movimento d’aria e può rivelarsi quindi adeguato anche per chi soffre di problemi di allergia o di respirazione quali l’asma. Si tratta inoltre di un accessorio utile anche per ridurre i consumi di energia. All’interno di questa categoria rientrano tre differenti modelli di stufe:

  • Stufa elettrica alogena: il calore viene generato grazie alle lampade alogene presenti all’interno e diffuse attraverso una serie di ventole;
  • Stufa elettrica a infrarossi: il calore viene emesso in forma di raggi infrarossi;
  • Stufa elettrica al quarzo: il funzionamento delle lampade contenute all’interno è del tutto simile a quello del modello alogeno, ma con una differenza rilevante, ovvero un consumo maggiore.

In alternativa, è possibile anche acquistare stufe a convezione, pensate soprattutto per chi ha la necessità di riscaldare l’ambiente in modo continuo ma soprattutto in tempi rapidi. L’aria fredda viene raccolta dal basso, mentre poi all’esterno viene diffusa l’aria calda verso l’alto. I costi di acquisto sono in genere più elevati, ma allo stesso tempo è sconsigliabile in caso siano presenti in casa persone con problemi respiratori: durante il riciclo d’aria vengono infatti diffusi anche polveri e allergeni che possono rivelarsi nocivi.

Come risparmiare energia: le stufe elettriche a basso consumo

Scegliere la migliore stufa elettrica a basso consumo è certamente importante se si desidera non doversi ritrovare tra le mani una bolletta che comporterà un salasso non da poco, ma non è l’unico aspetto da prendere in considerazione. Questo fine può infatti essere raggiunto anche attraverso un comportamento più consapevole da parte di chi vive in casa e sente la necessità di riscaldare al meglio i vari ambienti.

In linea generale, il primo consiglio da seguire può sembrare scontato ma non lo è: per evitare dispersione eccessiva del calore è raccomandabile predisporre la stufa in ambienti non eccessivamente grandi. Riuscire a creare la temperatura desiderata richiederà così meno sforzi e impegno.

Valutare con attenzione il modello già in fase di acquisto può essere altrettanto importante. È bene verificare se la versione prescelta sia dotata di un termostato, accessorio che consente di impostare una temperatura predefinita. Non appena l’obiettivo viene raggiunto, il dispositivo si spegne. Si tratta di un aspetto non da poco proprio perché consente di non tenere accesa la stufa in modo illimitato con conseguente consumo che potrebbe quindi essere evitato se non strettamente necessario. Se il termostato è quindi effettivamente presente (lo ritroviamo in modo piuttosto semplice anche nei modelli dai costi più accessibili) diventa quindi fondamentale non dimenticarsi di utilizzarlo.

Un altro accessorio che può rivelarsi utile per ridurre le spese può essere l’impostazione del timer. Si tratta di un accessorio che può rivelarsi provvidenziale in molte occasioni proprio perché consente di utilizzare la stufa per un periodo determinato di tempo. Ad esempio, è possibile fare in modo che la stufa resti accesa poco prima che stiamo per tornare a casa per ritrovare un ambiente con il tepore desiderato. Allo stesso tempo, può essere ideale impostare questo strumento se si teme di addormentarsi e di dimenticare quindi che resti accesa.

Trattandosi poi di un device che consuma corrente per funzionare, è altrettanto necessario fare un controllo sull’offerta luce che si sta utilizzando (oltre che all’operatore a cui si è aderito). L’utente deve infatti avere una chiara percezione sul periodo della giornata in cui si concentrano maggiormente i consumi (clicca qui per conoscere meglio quali siano le fasce orarie che consentono di risparmiare). Se si sta poco in casa è meglio puntare su una tariffa luce bioraria, che consente appunto di spendere meno durante la sera o il weekend. In alternativa, tutti i gestori propongono anche tariffe di tipo monorario, con un prezzo per kWh univoco in tutto l’arco elle 24 ore. È inoltre sempre meglio limitare la potenza della stufa a massimo 2 Kilowatt per non far scattare il contatore di casa.

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