Quanto consuma un forno elettrico: costi, vantaggi e svantaggi

di | 19-02-2020 | Energia

L’utilizzo degli elettrodomestici può avere un’incidenza importante sulla bolletta energetica che ci ritroveremo tra le mani, ma grazie a qualche piccola accortezza il problema può essere di minore rilevanza. Può essere comunque sapere quanto consuma un forno elettrico per poterlo sfruttare al meglio e capire se, invece, possa fare maggiormente al caso proprio un modello a gas. Informazioni di qesto tipo possono rivelarsi importanti anche se in casa non manca il forno a microonde.


Sommario

Quanto consuma un forno elettrico – Ecco quanto incide in bolletta

La fase che precede l’acquisto di un elettrodomestico è un momento che non deve essere trascurato proprio perché dalla scelta dipenderanno i costi che si andranno poi a sostenere durante il suo utilizzo. Tra gli aspetti che meritano di essere approfonditi non ci sono solo le caratteristiche e il costo, elementi certamente importanti, ma anche la classe energetica, aspetto che influisce in modo determinante sui costi che ci si ritroveranno in bolletta. Proprio per questo diventa importante capire quanto consuma un forno elettrico per capire se può essere la scelta giusta per soddisfare le nostre esigenze o se, invece, si debba preferire un modello a gas.

L’influenza dell’elettrodomestico sui costi in bolletta può differire a seconda della versione che si decide di acquistare. Sul mercato attualmente troviamo due differenti modelli:

  • Tradizionali: si caratterizzzano per la presenza di resistenze elettriche (una superiore e una inferiore) e un grill. I cibi vengono cotti per irraggiamento.
  • Multifunzione: oltre alle resistenze e al grill sono dotati di una ventola. in grado di permettere la circolazione dell’aria calda per la cottura dei cibi

È inoltre necessario fare un’ulteriore distinzione tra statici e ventilati. Nel primo caso la cottura risulta essere più lenta e meno uniforme, mentre nel secondo caso avviene in modo più omogenoe e veloce grazie al sistema di ventole.

Ma non è finita qui. Ci sono infatti anche altri fattori da prendere in considerazione, quali dimensioni dell’apparecchio, potenza e classe energetica, oltre ovviamente al tempo in cui questo viene utilizzato. In linea di massima, al di là del marchio o degli anni di vita del device, il principio da tenere in considerazione è sempre lo stesso: il picco di consumo avviene nella fase iniziale di riscaldamento.

Un modello ventilato rappresenta comunque la soluzione anche in un’ottica di riduzione dei costi: questo, infatti, consente di risparmiare circa un terzo dell’energia rispetto ad un forno statico (l’aria circola rapidamente e questo consente di rendere più veloce la cottura).

Un calcolo effettivo dei consumi può avvenire attraverso un wattmetro, uno strumento facilmente rintracciabile anche nei siti di ecommerce e disponibile a poche decine di euro. Questo dovrà essere inserito in una presa di corrente e poi collegato alla cucina. Si dovrà così inserire il prezzo del kWh previsto secondo la propria tariffa per ottenere il conteggio del costo totale dell’energia consumata con il forno.

 Il forno elettrico è davvero la scelta migliore?

Se non si è ancora provveduto all’acquisto e non si sa ancora se il forno elettrico sia la scelta migliore per la propria cucina è bene soppesarne vantaggi e svantaggi. Pur comportando una spesa superiore nella bolletta energetica rispetto a un modello a gas, l’efficacia è maggiore. I cibi infatti cuociono in modo più omogeneo, grazie a una temperatura che si mantiene costante.

Anche le funzioni in dotazione dell’apparecchio possono incidere. L’opzione statica si rivela più adeguata per i cibi lievitati, quali ad esempio la pizza o una torta, mentre il forno ventilato è adatto alla cottura di carne, pesce e verdure.

I maggiori consumi rispetto al forno a gas richiedono inoltre una maggiore attenzione quando si sceglie di utilizzarlo. In linea di principio sarebbe consigliabile non accenderlo se sono in funzione altri elettrodomestici, quali ad esempio la lavatrice o la lavastoviglie; il rischio concreto è che possa scattare il salvavita e si sia così costretti a restare per qualche minuto senza corrente elettrica. Questo problema può comunque essere evitato verificando la potenza del proprio contatore in modo tale da potersi regolare nei comportamenti (il dato è facilmente rintracciabile all’interno della bolletta della luce).

Una cucina integralmente elettrica implica poi una spesa maggiore, anche se non di troppo, in fase di acquisto, ma anche per il suo mantenimento. In media sono richiesti 500-600 euro, mentre per un piano cottura e un forno a gas dalle discrete potenzialità possono essere sufficienti 400 euro circa.

Consigli utili per ridurre i consumi

Se si è ormai deciso che il forno elettrico sia il prodotto che manca alla propria cucina (un modello a gas utilizza una fonte di energia più economica e più ecologica), è bene tenere presente alcune piccole accortezze da sfruttare in fase di utilizzo che potranno rivelarsi molto utili per poter risparmiare. L’effetto sarà certamente evidente in bolletta. Ecco alcuni suggerimenti da prendere in considerazione:

  • Effettuare una pulizia il più possibile regolare. Il calore si distribuisce meglio e in modo uniforme. Non è necessario spendere grandi cifri per prodotti specifici; lo scopo può essere pienamente raggiunto anche attraverso mezzo limone o acqua e aceto.
  • Anche la manutenzione effettuata con cadenza periodica è altrettanto importante. Questo consente di tenere sotto controllo la situazione dell’apparecchio e verificare in prima persona se ci siano eventuali perdite che possono causare fuoriuscite di calore.
  • Ottimizzare il più possibile la cottura. Tutti i modelli in commercio hanno solitamente lo spazio adeguato per consentire l’inserimento di più cibi, in modo tale da ridurre quindi i tempi di accensione. Facendo così si ha la possibilità anche di ridurre la fase di preriscaldamento, ma allo stesso tempo di spegnere l’elettrodomestico prima: il forno resta comunque caldo e si può sfruttare questa fase per terminare l’operazione.
  • Per far sì che non ci siano eccessive dispersioni è necessario evitare il più possibile di aprire continuamente lo sportello. Si può verificare la situazione anche quando questo è chiuso e controllare con mano quando il tempo prestabilito per la cottura è ormai terminato. Altrettanto utile per lo stesso motivo può essere la sostituzione delle guarnizioni quando queste sono ormai usurate.
  • Se si ha la necessità semplicemente di riscaldare gli alimenti o di rendere il pane più croccante è inutile preriscaldare il forno; se in casa è presente un forno a microonde questo può raggiungere appieno lo scopo (clicca qui di seguito se vuoi sapere quanto consuma un forno a microonde).
  • Le pirofile in pyrex spesso consentono di ridurre notevolmente i tempi di cottura.

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