Quanto consuma un forno elettrico: costi, vantaggi e svantaggi

di | 19-02-2020 | News Gas e Luce, Quanto consuma

Sei indeciso sull'acquisto del forno più adatto a te? Ecco cosa devi sapere prima di procedere con la scelta: quanto consuma un forno elettrico? Quando conviene installare un modello a gas? [Aggiornamento 2022]

Quanto consuma un forno elettrico: costi, vantaggi e svantaggi
Confronta

La fase che precede l’acquisto di un forno elettrico è un momento che non deve essere trascurato proprio perché dalla scelta dipenderanno i costi che si andranno poi a sostenere durante il suo utilizzo. Tra gli aspetti che meritano di essere approfonditi non ci sono solo le caratteristiche e il costo iniziale, elementi certamente importanti, ma anche la classe energetica. Proprio per questo diventa importante capire quanto consuma un forno elettrico per comprendere se può essere la scelta giusta per soddisfare le nostre esigenze o se, invece, si debba preferire un modello a gas. Informazioni di questo tipo possono rivelarsi importanti anche se in casa non manca il forno a microonde.


Sommario

Quanto consuma un forno elettrico? Ecco quanto incide in bolletta

L’influenza del consumo di un forno elettrico sui costi in bolletta può differire a seconda della tipologia che si decide di acquistare. Sul mercato attualmente troviamo due differenti modelli:

  • Tradizionali: si caratterizzano per la presenza di resistenze elettriche (una superiore e una inferiore) e un grill. I cibi vengono cotti per irraggiamento.
  • Multifunzione: oltre alle resistenze e al grill sono dotati di una ventola. in grado di permettere la circolazione dell’aria calda per la cottura dei cibi

È inoltre necessario fare un’ulteriore distinzione tra forni statici e ventilati. Nel primo caso la cottura risulta essere più lenta e meno uniforme, mentre nel secondo caso avviene in modo più omogeneo e veloce grazie al sistema di ventole.

Ma non è finita qui. Ci sono infatti anche altri fattori da prendere in considerazione, quali dimensioni dell’apparecchio, potenza e classe energetica, oltre ovviamente al tempo in cui questo viene utilizzato.

Per esempio sapevi che il maggior consumo in kW del forno elettrico avviene nella fase di iniziale di riscaldamento? Un forno elettrico non ha un consumo di energia elettrica costante, ma ne assorbe più all’inizio, durante la fase di riscaldamento. È infatti proprio in questa fase che potrebbe saltare la luce in quanto l’assorbimento elettrico è maggiore. Ad esempio, un forno elettrico che viene impostato ad una temperatura di 180°C consumerà 800 Wh nei primi 20 minuti e, successivamente, soltanto 1000 Wh dopo 60 minuti, per arrivare infine a 1500 Wh dopo 90 minuti.

I consumi variano anche in base al fatto che il forno sia ventilato o statico. Un modello ventilato rappresenta consente di risparmiare circa un terzo dell’energia rispetto ad un forno statico (l’aria circola rapidamente e questo consente di rendere più veloce la cottura).

Quanto costa un’ora di forno a 200 gradi?

A 200°C  un forno elettrico assorbe in un’ora tra 0,9 e 1,5 kWh. Incrementando la temperatura a 350°C, i consumi in un’ora raddoppiano fino a 2,0 kWh. Importante sottolineare che è assolutamente indipendente dalla potenza dell’elemento che riscalda. Ipotizzando un costo al kWh di 0,22 euro, in un’ora di cottura alla temperatura di 200°C un forno elettrico tradizionale costa circa 1,3 x 0,22 = 0,28 euro.

Quanto consuma un forno elettrico all’anno?

Il consumo di un forno elettrico è di 346 kWh l’anno, ovviamente ipotizzando un normale utilizzo che potrebbe essere quantificato in 30 minuti al giorno.

Quanto consuma un forno elettrico in watt?

I forni elettrici più diffusi hanno un assorbimento che va da 1000 a 5000 watt, a seconda delle dimensioni. Nel caso di forni elettrici da incasso in generale l’assorbimento massimo è di 3.000 watt.

Quanto consuma un forno elettrico per pizzeria?

Capire quanto consuma un forno elettrico per pizza non è affatto facile. Una importante distinzione da fare è se stiamo parlando di forni per uso domestico o professionali. I forni elettrici per pizzeria professionali lavorano a temperature intorno ai 300 – 350 °C e il consumo medio per un forno dalla capacità di 4 pizze oscilla tra i 4,6 kW e i 6 kW. All’anno una pizzeria a taglio secondo recenti stime ha un consumo di 15000 kilowatt  di energia elettrica; per una pizzeria ristorante invece si possono raggiungere anche i 26000 kWh/anno. Per un forno elettrico ad uso domestico invece i conti risultano più facili da fare in quanto basterà moltiplicare la potenza (es. 3,5 kW) per il tempo di utilizzo alla massima potenza (ipotizziamo 1 ora a 350° C). Pertanto in questo caso sarà 3,5 kWh (3,5 kW potenza * 1 h utilizzo). In termini monetari con un costo a 0,22€ per kWh il costo sarà pari a 0,77€ (3,5 kW potenza * 0,22€ per kWh).

Quanto consuma un forno elettrico da incasso?

Come visto in precedenza l’assorbimento dei forni elettrici più diffusi va da 1000 a 5000 watt; nel caso dei forni da incasso che troviamo nelle cucine di casa l’assorbimento massimo è di 3.000 watt.

Come misurare il consumo del forno

Ma come fare a misurare l’effettivo consumo di un forno elettrico? Un calcolo effettivo dei consumi può avvenire soltanto attraverso un wattmetro, uno strumento rintracciabile nei siti di ecommerce a poche decine di euro. Il funzionamento del wattmetro è piuttosto semplice: il dispositivo dovrà essere inserito in una presa di corrente e poi collegato alla cucina. Si dovrà così inserire il prezzo della luce al kWh previsto secondo la propria tariffa luce casa per ottenere il conteggio del costo totale dell’energia consumata con il forno.

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Vantaggi e Svantaggi del forno elettrico: è davvero la scelta migliore?

Se non si è ancora provveduto all’acquisto e non si sa ancora se il forno elettrico sia la scelta migliore per la propria cucina è bene soppesarne vantaggi e svantaggi. Pur comportando una spesa superiore nella bolletta energetica rispetto a un modello a gas, l’efficacia è maggiore. I cibi infatti cuociono in modo più omogeneo, grazie a una temperatura che si mantiene costante.

Anche le funzioni in dotazione dell’apparecchio possono incidere. L’opzione statica è più adeguata per i cibi lievitati, quali ad esempio la pizza o una torta, mentre il forno ventilato è adatto alla cottura di carne, pesce e verdure.

I maggiori consumi rispetto al forno a gas richiedono inoltre una maggiore attenzione quando si sceglie di utilizzarlo. In linea di principio sarebbe consigliabile non accendere il forno elettrico se sono in funzione altri elettrodomestici, quali ad esempio la lavatrice o la lavastoviglie: il rischio è infatti di far scattare il salvavita, problema che è possibile evitare verificando la potenza del proprio contatore in modo tale da potersi regolare nei comportamenti (il dato è facilmente rintracciabile all’interno della bolletta della luce).

Un altro fattore da considerare sono infine i costi di acquisto e manutenzione: un forno elettrico implica una spesa maggiore, anche se non di troppo, in fase di acquisto, ma anche per il suo mantenimento. In media sono richiesti 500-600 euro, mentre per un piano cottura e un forno a gas dalle discrete potenzialità possono essere sufficienti 400 euro circa.

Come ridurre i consumi del forno elettrico

Se si è ormai deciso che il forno elettrico sia il prodotto che manca alla propria cucina (un modello a gas utilizza una fonte di energia più economica e più ecologica), è bene tenere presente alcune piccole accortezze da sfruttare in fase di utilizzo che potranno rivelarsi molto utili per poter risparmiare. L’effetto sarà certamente evidente in bolletta. Ecco alcuni suggerimenti da prendere in considerazione:

  • Effettuare una pulizia il più possibile regolare. Il calore si distribuisce meglio e in modo uniforme. Non è necessario spendere grandi cifri per prodotti specifici; lo scopo può essere pienamente raggiunto anche attraverso mezzo limone o acqua e aceto.
  • Anche la manutenzione effettuata con cadenza periodica è altrettanto importante. Questo consente di tenere sotto controllo la situazione dell’apparecchio e verificare in prima persona se ci siano eventuali perdite che possono causare fuoriuscite di calore.
  • Ottimizzare il più possibile la cottura. Tutti i modelli in commercio hanno solitamente lo spazio adeguato per consentire l’inserimento di più cibi, in modo tale da ridurre quindi i tempi di accensione. Facendo così si ha la possibilità anche di ridurre la fase di preriscaldamento, ma allo stesso tempo di spegnere l’elettrodomestico prima: il forno resta comunque caldo e si può sfruttare questa fase per terminare l’operazione.
  • Per far sì che non ci siano eccessive dispersioni è necessario evitare il più possibile di aprire continuamente lo sportello. Si può verificare la situazione anche quando questo è chiuso e controllare con mano quando il tempo prestabilito per la cottura è ormai terminato. Altrettanto utile per lo stesso motivo può essere la sostituzione delle guarnizioni quando queste sono ormai usurate.
  • Se si ha la necessità semplicemente di riscaldare gli alimenti o di rendere il pane più croccante è inutile preriscaldare il forno; se in casa è presente un forno a microonde questo può raggiungere appieno lo scopo (clicca qui di seguito se vuoi sapere quanto consuma un forno a microonde).
  • Le pirofile in pyrex spesso consentono di ridurre notevolmente i tempi di cottura.

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