Quanto consuma un ventilatore: la sua influenza in bolletta

Quanto consuma un ventilatore: la sua influenza in bolletta
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di | 23-08-2019 | Energia

In estate quando la colonnina di mercurio raggiunge livelli particolarmente elevati riuscire a trovare sollievo non è mai semplice e armarsi di un po’ di pazienda è davvero necessario. Se questo non bastasse e il livello di sopportazione fosse piuttosto basso si può provare ad attrezzarsi con un serie di strumenti che possano dare maggiore freschezza nell’ambiente in cui ci si trova. In questo frangente si ripete un dilemma che accompagna molte persone praticamente ogni anno: meglio il condizionatore o il ventilatore? (clicca qui di seguito se desideri ricevere qualche consiglio per chiarire i dubbi). L’utente deve però mettere in conto inevitabilmente un incremento nella bolletta della luce (ecco qui alcuni suggerimenti per abbassare i costi). Sapere quanto consuma un ventilatore può essere un elemento che può aiutare a risolvere ogni dubbio in merito.

Sommario

Quanto consuma un ventilatore – Un aiuto per combattere la calura

Si dice spesso come sia difficile riuscire a rimediare al caldo, soprattutto quando questo raggiunge livelli decisamente elevati e non ci sia la possibilità di ricorrere in tempi brevi a un posto più fresco. Nonostante i bassi livelli di sopportazione di molti, un aiuto importante può arrivare da strumenti che comportano un consumo di elettricità ma che in molti casi sono davvero provvidenziali. È il caso, ad esempio, di ventilatore e condizionatore, due apparecchi decisamente diversi tra loro per modalità di utilizzo ma soprattutto per i consumi, presenti nelle case e nelle aziende durante l’estate.

A volte l’uso del condizionatore tende a essere criticato soprattutto quando si imposta una temperatura decisamente troppo bassa rispetto a quella esterna. Questo comportamento non solo finirà per ripercuotersi pesantemente sulla bolletta della luce, ma soprattutto potrà provocare danni da non sottovalutare alla salute di chi si trova intorno, in modo particolare alle vie respiratorie.

In un’ottica anche di risparmio si tende così a preferire il ventilatore, anche se l’effetto che si riuscirà a ottenere sarà certamente più basso rispetto alle attese. Se la scelta è ormai indirizzata in questo senso ci si potrà sentire comunque sollevati dal minore costo da sostenere già in fase di acquisto. Un modello di medie dimensioni può essere infatti disponibile in commercio al costo di poche decine di euro.

Sul mercato è comunque possibile rintracciare versioni di vario genere, che possono essere più o meno adatti a seconda dell’ambiente in cui devono essere posizionati. È in crescita, ad esempio, il numero di persone che sceglie di ricorrere al ventilatore a soffitto, facilmente installabile nell’arco di pochi minuti e pensato per lasciare circolare l’aria già presente nel locale. A livello di consumo l’influenza sarà certamente ridotta, soprattutto se rapportata a quella del condizionatore. Un sistema di questo tipo può comunque essere davvero efficace solo se la temperatura esterna supera di poco i 30°, mentre se il termometro dovesse salire ulteriormente il sollievo che si genera è davvero ridotto. Attenzione poi a non stare troppo a ridosso della zona in cui fuoriesce l’aria: il rischio di andare incontro a problemi di cervicale o mal di testa può essere dietro l’angolo.

In alternativa, sono disponibili modelli da terra (a piantana o a torre) e modelli da tavolo. Questi ultimi sono consigliabili solo se l’ambiente ha dimensioni ridotte, ma possono essere spostati senza grande difficoltà.

Calcolare consumo ventilatore – Qual è la sua influenza in bolletta?

L’utilizzo del ventilatore, soprattutto se questo dovesse avvenire in modo continuare per diverse ore della giornata comporta inevitabilmente un incremento nel costo della bolletta della luce. In questi casi è quindi bene informarsi sul tipo di offerta che si ha attualmente attiva e valutare, eventualmente, se sia necessario cambiarla o passare a un altro gestore. Grazie al mercato libero, che sarà attivo in via definitiva dal ° luglio 2020 (clicca qui per sapere cosa può accaderti se non ti metti in regola entro tale data) il cambiamento sarà comunque gratuito.

Il consumo di questo apparecchio sarà comunque ettamente inferiore rispetto a quello di un condizionatore (clicca qui di seguito per saperne di più sulle differenze)

Il primo passo da compiere per capire quale possa essere l’ammontare della spesa a cui si può andare incontro consiste nella verifica della potenza dello strumento che si ha a disposizione. Questa, infatti, finisce per avere un’importante influenza anche sui consumi.

In linea di massima il consumo di un ventilatore è inferiore di 15 volte rispetto al condizionatore. Basta fare il raffronto consumo ventilatore vs condizionatore, da cui emerge una disparità davvero evidente: 700 watt all’ora per il condizionatore, 50 watt per il ventilatore. Per chi sopporta il meno possibile il caldo si può arrivare a tenere acceso uno dei due device anche 12 ore: per il condizionatore si può così arrivare a 3 euro, mentre per il ventilatore non più di 60 centesimi, a seconda del modello che si sta utilizzando.

Ventilatore acceso tutta la notte pericoloso e costoso?

Ormai sempre più spesso capita di avere a che fare con nottate dalle temperature tropicali dove diventa davvero difficile prendere sonno per l’elevata temperatura che si avverte e che cala con difficoltà. Questo non fa che aumentare la tentazione di andare a dormire mantenendo il ventilatore acceso. Ma è un comportamento davvero corretto?

In linea generale la scelta può essere valida per consentire di disperdere meglio il calore e lasciare quindi traspirare meglio la pelle. Effettivamente, però, per chi soffre frequentemente di mal di gola e colpi d’aria o ha problemi alle vie respiratorie, potrebbe non essere l’ideale. Il disagio potrebbe essere comnque ridotto attraverso il ricorso alle lacrime artificali o bevendo dopo qualche ora un bicchiere d’acqua.

Attenzione in modo particolare a non tenerlo puntato direttamente alla schiena per non subire strappi muscolari. È bene poi che ci sia la massima cautela se nella stanza si trova qualcuno che soffre di allergie: il ricircolo dell’aria che si genera finisce infatti per sollevare la polvere (anche nella casa più pulita una piccola quantità è sempre presente) e questo potrebbe scatenare raffreddore o asma.

Per quanto riguarda l’influenza in bolletta vera e propria, invece, il calcolo da fare non è poi così difficile. Se si pensa a un consumo medio di 45W e a una notte composta da 8 ore si arriva a un totale di 360 Wh. Il consumo totale (360Wh) moltiplicato per il costo di 1 KWh indicato come 0.15 €. (ovviamente questo dipende dall’offerta attiva) 0.36KWh X 0.15€ = 0.054€. Il pericolo di un salasso nella fattura della luce può quindi essere escluso.

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