Riqualificazione energetica: come ottenere le agevolazioni del 65%

Riqualificazione energetica: come ottenere le agevolazioni del 65%
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di | 05-04-2016 | Energia, Energia Rinnovabile

Da circa dieci anni, in particolare con la Legge n.296 del 27 dicembre 2006, è possibile ottenere delle agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica di edifici ed appartamenti (i così detti Ecobonus). Inizialmente, e fino a tre anni fa, tale agevolazione permetteva di detrarre dall’IRPEF o dall’IRES il 55% delle spese effettuate per riqualificazione energetica su abitazioni o uffici.
Dal 2013 è entrata in vigore una nuova legge, la n. 90 del 3 agosto 2013, che può essere considerata un ampliamento della precedente e che ha innalzato il valore della massima detrazione possibile al 65% delle spese totali effettuate. L’innalzamento della percentuale da poter detrarre non è stata l’unica modifica apportata tra le due leggi, visto che sono stati inseriti anche una serie di nuovi parametri e tecnologie che rientrano nel merito della riqualificazione energetica. In particolare sono stati inclusi, come possibili interventi di riqualificazione, i lavori inerenti l’installazione di schermature solari e l’installazione di impianti di particolari climatizzatori invernali, il cui riscaldamento sia generato da biomasse combustibili. Inoltre, a seguito del sempre maggiore utilizzo della domotica, sono stati inclusi nelle spese per il miglioramento energetico anche alcuni dispositivi che permettono di controllare in remoto gli impianti casalinghi come riscaldamento, pannelli solari eccetera, per assicurare il controllo del corretto uso di tali impianti per una sicurezza ed un risparmio energetico maggiore.

La detrazione sia dall’IRPEF che dall’IRES evidenzia che possono godere di questo tipo di agevolazione fiscale sia le persone fisiche che le società. Per potere accedere alle detrazioni fiscali è necessario effettuare o avere effettuato i lavori tra 6 giugno 2013 e il 31 dicembre 2016. Inoltre, si devono seguire procedimenti particolari, che permettano ed assicurino l’installazione corretta dei sistemi di risparmio energetico. Infine, va specificato che gli edifici su cui si effettuano i lavori, siano essi appartamenti privati o condomini, devono essere caratterizzati da alcuni parametri.

Sommario

Per quali interventi?

Un edificio su cui si devono effettuare i lavori per la riqualificazione energetica del riscaldamento, ad esempio, deve già essere dotato di un impianto di riscaldamento, quindi non si può fare richiesta di detrazione fiscale per l’installazione di un impianto nuovo, ma solo per la riqualificazione di uno vecchio. Solo nel caso in cui i lavori prevedano l’installazione di pannelli solari, dovendo realizzare un impianto del tutto differente da un qualsiasi impianto di riscaldamento, si può effettuare una richiesta di detrazione anche in mancanza di un impianto pre-esistente.
Va poi specificato che tutti gli edifici, siano essi abitazioni, uffici, negozi o qualsiasi altra categoria catastale, può fare richiesta di questo tipo di detrazione per lavori di riqualificazione energetica. Non è così quando si parla, invece, di ristrutturazioni classiche, visto che le normative sono differenti e interessano solo le abitazioni.

Oltre al miglioramento degli impianti di riscaldamento, la detrazione può essere richiesta per tutti quei lavori che permettono di ridurre il fabbisogno giornaliero di energia, in particolare sul riscaldamento. Per questo motivo possono essere considerati lavori per la riqualificazione energetica quelli di coibentazione dei pavimenti o la sostituzione di finestre ed infissi in favore di strutture maggiormente isolanti.

Per poter chiedere la detrazione, naturalmente, devono essere presentati una serie di documenti, non solo inerenti i lavori, ma soprattutto attestanti l’esistenza dell’edificio e la regolarità del pagamento dell’ICI/IMU. Per questo motivo è necessario produrre la data di iscrizione al catasto e il pagamento delle dovute imposte.
Come accennato in apertura, il periodo di tempo in cui devono essere stati svolti i lavori per potere usufruire della detrazione sono compresi tra il 6 giugno 2013 e il 31 dicembre 2016. Lavori effettuati precedentemente al 2013 hanno potuto usufruire di detrazioni pari al 55% mentre, a partire dal 1 gennaio 2017, le detrazioni subiranno un brusco decremento, scendendo ad un valore del 36%. Naturalmente, queste percentuali non sono valide per spese infinite, ma vanno applicate ad una spesa massima che dipende e varia a seconda del tipo di intervento. Ad esempio, per la riqualificazione energetica di edifici già esistenti, la massima detrazione possibile è pari a 100mila euro.

Quando si parla di riqualificazione energetica di edifici, come detto, si può parlare di qualsiasi tipo di immobile. Non viene invece definita la tipologia di intervento che rientra in questo campo, potendo quindi essere un intervento di ogni tipo, purché migliori l’efficienza energetica dell’edificio stesso.
Quando, invece, si parla di lavori sugli involucri, ossia di coibentazione e miglioramento della tenuta energetica di porte, finestre ed infissi, si parla di campi ben definiti, con una spesa massima detraibile pari a 60mila euro. Questa voce, rispetto alla precedente di riqualificazione energetica, è più precisa e dettagliata per cui è più facile riconoscere quali siano gli interventi che rientrano in questo campo.
Stessa somma anche nel caso si decida di installare dei pannelli solari, per i quali non sarà possibile detrarre una somma di spesa superiore ai 60mila euro.
Per il miglioramento degli impianti di climatizzazione già esistenti, invece, la massima somma detraibile è pari a 30mila euro.

Per meglio comprendere il significato di massima spesa detraibile va specificato che i valori riportati precedentemente corrispondono proprio al 65% che può essere detratto dalla spesa e non alla spesa che deve essere effettuata. Questo significa che nel momento in cui una persona effettua un intervento di riqualificazione energetica per il suo appartamento, negozio, ufficio o altro elemento catastale, la somma massima che può spendere, per poter usufruire di tutti i 100mila euro di detrazione, corrisponde a poco più di 153.846 euro. Eventuali spese in più non prevedono un’ulteriore detrazione che, come detto, non può superare il 100mila euro.
Nel caso, invece, di interventi sull’involucro oppure nel caso di installazione di pannelli solari, la massima detrazione possibile di 60mila euro si può ottenere per una spesa pari a circa 92.307 euro. Infine, per gli interventi sull’impianto di riscaldamento, la massima detrazione possibile corrisponde a 30mila euro, ossia ad una spesa di poco più di 46.153 euro.

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Chi può richiedere le agevolazioni?

Quando si decide di effettuare i lavori di riqualificazione energetica bisogna specificare chi può ottenere i benefici fiscali, a seconda che i lavori vengano effettuati su un condominio, su un appartamento/ufficio/negozio di proprietà o meno. Nel caso di appartamenti va subito detto che la detrazione compete solo a chi effettua la spesa, indipendentemente che si tratti del proprietario o dell’affittuario. In caso di riqualificazione energetica su edifici, possono beneficiare della riduzione eventuali enti, società o altro che effettuano i lavori, ossia la spesa. Infatti, bisogna sempre ricordare che la detrazione al 65% riguarda non solo le persone fisiche, ma anche le imprese: le detrazioni, infatti, possono essere effettuate dall’IRPEF o dall’IRES a seconda dei casi.

I documenti necessari da presentare

Un aspetto molto importante, per poter usufruire dei benefici, è che tutte le spese che vengono effettuate devono poter essere tracciate. Nel momento in cui ci si rivolge ad una ditta per i lavori, quindi, è fondamentale rivolgersi a personale qualificato, ossia ad una ditta professionale e con le carte in regola. Il pagamento, infatti, dovrebbe essere effettuato tramite un bonifico in cui venga ben evidenziata la causale del versamento. Molte ditte sono specializzate proprio in questo tipo di lavori, per cui potranno spiegare al meglio quali siano le modalità di pagamento e la dicitura da dover riportare sia sul contratto per i lavori, sia sulla causale di pagamento.

Entro tre mesi dalla fine dei lavori è poi necessario inviare la copia della certificazione di efficienza energetica all’ENEA, ossia l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. La certificazione del lavoro effettuato può essere inviata dalla persona che ha effettuato i lavori o, in caso di lavori complessi, può rendersi necessaria la competenza di un tecnico, in grado di compilare tutti i campi richiesti dall’ENEA ed inerenti i parametri fisici e tecnici degli impianti installati. Una errata compilazione della certificazione da inviare all’ENEA può portare alla perdita della detrazione fiscale. E’ quindi importante non prendere con leggerezza la compilazione di questa certificazione, in cui dovranno essere specificati, ad esempio, i requisiti di trasmittanza termica, come da tabelle specifiche.

Quando tutte i lavori vengono effettuati in maniera regolare, i pagamenti sono tracciabili e le certificazioni inviate all’ENEA riconosciute come corrette, si potrà ottenere la detrazione. Come ci si può immaginare, l’importo non verrà detratto in un’unica soluzione, ma lungo dieci anni, a partire dall’anno in cui è stata effettuata la spesa. Le quote previste sono costanti e distribuite in maniera omogenea durante l’arco decennale.

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