Slitta da luglio 2020 a gennaio 2022 la fine del mercato tutelato

Slitta da luglio 2020 a gennaio 2022 la fine del mercato tutelato
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di | 13-12-2019 | Energia

Si prospetta una novità importante per tutti i consumatori residenti nel nostro Paese: la fine del mercato tutelato dell’energia, che avrebbe dovuto scattare a partire da luglio 2020, entrerà definitivamente in vigore a partire dal 1° gennaio 2022. La modifica, che sembrava già nell’aria nei giorni scorsi pur senza alcuna anticipazione precisa in merito alle date, è stata decisa da un sub-emendamento alla manovra presentato da Elisa Pirro (M5s) e approvato dalla commissione Bilancio del Senato. Inoltre, il Ministero dello Sviluppo Economico dovrà prendere una posizione precisa in merito ai criteri da mettere in atto in modo tale che ogni utente possa sapere come regolarsi.

Sommario

Fine mercato tutelato energia – Arriva la proroga del governo

La novità era nell’aria, ma ora sembra ormai vicina l’approvazione definitiva: è stata prorogata la fine del mercato tutelato grazie a un subemendamento M5S approvato in commissione, che prevede lo slittamento dal 1° luglio 2020 al 1° gennaio 2022. Qui si legge infatti che il Mise, sentita l’Autorità per l’energia (ARERA) entro marzo stabilisca “modalità e criteri dell’ingresso consapevole” nel mercato libero dei clienti finali. Ognuno non dovrà quindi farsi prendere dall’ansia, anche questo cambiamento nasce con l’obiettivo di tutelare gli interessi di tutte le parti coinvolte.

Il passaggio al Senato della manovra è già previsto nella giornata di lunedì, sarà poi la volta del cdm per la nota di variazione del Bilancio, per arrivare quindi al voto finale sul provvedimento. Non è escluso quindi che si possa arrivare all’approvazione definitiva, se non ci saranno intoppi nell’iter, già entro la fine dell’anno.

Mercato tutelato proroga – Cosa potrebbe cambiare per gli utenti

Pur non essendo entrato in vigore in via definitiva il mercato libero, sono già diversi i fornitori che hanno predisposto diverse offerte ad hoc pensate per chi desidera approfittare sin da ora dei vantaggi. Tutte queste tariffe si caratterizzano per la possibilità di usufruire di un prezzo bloccato per un determinato periodo di tempo, l’ideale insomma per poter restare tranquilli dalle possibili variazioni trimestrali previste dall’ARERA. La conseguenza principale era proprio quella di doversi trovare tra le mani una bolletta con un importo incerto e più alto di quello che ci si potesse aspettare. In caso di insoddisfazione, nessun problema, è infatti possibile passare a un’altra compagnia in modo completamente gratuito e senza il rischio di dover incorrere in disattivazioni dal servizio o di dover subire interventi sul contatore. Anzi, non è nemmeno necessario inviare una comunicazione d recesso all’azienda con cui si desidera interrompere il rapporto.

Proprio l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente è stata la principale interprete in questi giorni a farsi portavoce dell’idea di mettere in atto una proroga per l’abolizione definitiva del mercato tutelato. Ora che la data era ormai prossima, infatti, il rischio concreto era quello di doversi ritrovare a gestire un aumento generalizzato dei prezzi un po’ da parte di tutti gli operatori del settore. La motivazione era chiara: cercare di conquistare l’interesse di chi ancora non aveva approfittato della situazione ed era quindi alla ricerca di un fornitore che proponesse un’offerta davvero allettante.

L’ARERA si è detta quindi convinta di come fosse indispensabile agire in maniera graduale per tutelare in modo effettivo e trasparente gli interessi dei consumatori.

Se davvero la misura dovesse trovare l’approvazione anche da parte del Senato, sarà così possibile, se lo si desidera, restare sotto il regime di maggior tutela senza il rischio di dover incorrere in sanzioni di alcun tipo. L’energia continuerà comunque a essere erogata con le medesime modalità.

Resta comunque importante percepire come il mercato libero non debba essere considerato come un possibile “tranello”, ma bensì come un’opportunità da cogliere al volo per iniziare a risparmiare (clicca qui di seguito per sapere quali errori non commettere per ridurre le spese di luce e gas). Pur con la possibilità di poter interrompere facilmente un accordo, resta comunque importante percepire come non si debba essere precipitosi nella scelta del fornitore e della tariffa, ma pensare bene a quale sia la soluzione che meglio di addice alle proprie abitudini e consumi.

La fine del mercato tutelato dell’energia – L’ultima mossa spetta al Mise

Un ruolo definitivo in questo percorso che dovrebbe consentire a tutti i consumatori di puntare su tariffe che siano davvero in grado di rispondere ai propri bisogni spetta al Ministero dello Sviluppo Economico. Il Mise avrà infatti il compito di emanare il decreto in cui saranno indicate tutte le indicazioni da rispettare. Questo dovrà arrivare entro un tempo massimo di 90 giorni dall’entrata in vigore della legge.

Affinché tutte le parti coinvolte possano dire la loro, sarà comunque necessario che siano accolte anche le opinioni dell’ARERA e delle Commissioni Parlamentari competenti che hanno lavorato in prima persona sulla questione.

Alcuni aspetti non dovranno essere trascurati, proprio con il fine ultimo della tutela degli utenti: la salvaguardia del principio di concorrenza, a pluralità dei fornitori e delle offerte nel libero mercato e i consigli da seguire su come passare al mercato libero per chi non lo avesse ancora fatto prima.

E non è finita qui. Sarà inoltre necessario dare le indicazioni sull’albo dei venditori, ovvero i soggetti autorizzati a esercitare la vendita nel mercato dell’elettricità e in quello del gas.Tutto dovrà avvenire con il massimo della trasparenza: sarà infatti indispensabile segnalare i criteri, le modalità, ma soprattutto i requisiti tecnici, finanziari e di onorabilità per l’iscrizione e la permanenza nell’albo in modo da garantire l’affidabilità nel tempo del soggetto iscritto.

Per chi non dovesse rispettare i criteri, la conseguenza sarà l’impossibilità di operare. Se l’azienda non si dovesse dimostrare in grado di rimediare alla mancanza dei requisiti, sarà quindi inevitabile l’avvio di un’istruttoria da parte del Mise. L’organismo avrà così il compito di valutare la situazione e, in caso di non adeguamento, arrivare all’estromissione definitiva dall’elenco.

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