Spesa oneri di sistema seconda casa: secondo trimestre 2020

di | 19-05-2020 | Energia

Avere un’abitazione da sfruttare per le vacanze o anche solo un weekend può essere particolarmente utile, ma è bene tenere a mente quali siano i costi che questo comporta. Tra le voci da prendere in considerazione c’è quella relativa alla spesa per gli oneri di sistema, che diventa più elevata per una seconda casa. La differenza è legata a una riforma entrata in vigore a partire dal 1° gennaio 2017 e approvata dall’ARERA (delibera 582/2015/22l), che stabilisce un costo da sostenere più elevato per i non residenti.


Sommario

Oneri di sistema 2020 – Perché ritroviamo questa voce in bolletta

Quando ci si trova la bolletta tra le mani sarebbe bene analizzare ogni aspetto che ha portato a definire l’importo in modo tale da avere le idee più chiare della situazione. La cifra finale, infatti, non dipende esclusivamente dal corrispettivo stabilito dalla tariffa scelta, ma anche da altri costi fissi che possono incidere in modo considerevole. Tra questi c’è la spesa relativa agli oneri di sistema, che rappresentano all’incirca il 20% del costo annuo per la luce e il 4% per il gas.

Ma cosa si intende con questo termine? Si tratta di un costo che è stato definito dall’ARERA (Autorità Energia Elettrica e Gas) e resta fisso indipendentemente dal fornitore a cui si è deciso di affidarsi. Si ha una parte che resta fissa e una che è invece variabile. Su questo aspetto nel corso degli anni è stata effettuato un cambiamento importante: fino a qualche anno fa la parte variabile aveva un valore più elevato a seconda di quanto veniva fatturato (a essere penalizzate, inevitabilmente, erano quindi i nuclei più numerosi), mentre ora è soprattutto la parte fissa a essere maggiore.

Il passaggio decisivo arriva con gli oneri di sistema legge 12/2017, anno in cui nel mese di gennaio viene approvata la delibera 582/2015/R/eel. Non si realizza in quel momento solo l’abolizione del principio della progressività (più alti sono i consumi, più alto diventa il prezzo al kWh). Si introduce inoltre una nuova tariffa per i servizi di rete, relativi al trasporto e alla distribuzione dell’energia elettrica, spostati sulla parte fissa (quello che comporta la riforma è quindi che i costi di rete saranno pagati per la potenza impegnata e non più in base ai kWh consumati dal cliente).

Oneri di sistema come si calcolano – Perché sono più alti per la seconda casa

La riforma introdotta nel 2017, pur essendo nata per ridurre le disparità, non ha comunque permesso di superare del tutto un elemento importante: la distinzione nei costi da sostenere tra residenti e non residenti. Avere una seconda casa in cui trascorrere parte del proprio tempo libero può quindi essere utile, ma comporta la necessità di spese superiori per le utenze domestiche. È bene tenere quindi presente questo aspetto, che finisce per rendere ancora più importante la scelta del fornitore e della tariffa a cui affidarsi.

La spesa per la casa in cui non si ha il domicilio, pur prevedendo consumi più bassi, risultano più elevate. La differenza principale la fa proprio l’importo relativo agli oneri di sistema. Per i clienti residenti questa voce viene applicata in quota energia e viene calcolata in €/kWh, con un importo che può variare sulla base dei consumi del cliente. Diversa è invece la situazione per i non residenti: in questo caso viene applicata sia in quota energia che in quota fissa: gli oneri vengono pagati quindi, in parte nella quota energia in €/kWh (come i residenti), e in parte in quota fissa in €/mese. ai non residenti sia in quota fissa sia in quota energia.

Pur trovandoci in un periodo difficile per molti ora che si sta provando a ripartire dopo il lockdown generato dal Coronavirus, c’è comunque una buona notizia in merito alle utenze domestiche seconda casa. Questo infatti può essere il momento ideale, per chi non lo avesse ancora fatto e sta pensando di farlo, per procedere con l’attivazione di un’offerta secondo i principi del mercato libero. Una situazione del genere si è venuta a creare soprattutto sulla base di due fattori: le quotazioni delle materie prime all’ingrosso non solo continuano a restare basse, ma questo si accompagna anche a un’inevitabile riduzione dei consumi legata alle minori possibilità economiche di molti italiani (soprattutto di chi è dovuto restare fermo con la propria attività lavorativa). Si registra così in questo secondo trimestre dell’anno, come indicato dall’Autority, una riduzione del -18,3% per l’elettricità e del -13,5% per il gas per la famiglia tipo in tutela.

Vediamo quindi qualche esempio pratico in merito alla spesa che si potrebbe sostenere prendendo in considerazione un’utenza non residente con un consumo pari a 1.500 kWh, un livello di potenza di 3 kW e una tariffa con modalità monoraria, l’ideale per chi non vuole avere troppi vincoli di consumo.

  • E.ON Super 40 Per Te: 469,29 euro annui
  • Edison Web Luce: 445,41 euro annui
  • Illumia Luce Super Web: 463,75 euro annui
  • Enel Luce 30: 501,45 euro annui

Utenze domestiche seconda casa – È possibile fare qualcosa per risparmiare?

Ridurre le spese per le utenze di casa non fa mai male, soprattutto ora che è già possibile usufruire dei vantaggi previsti dal mercato libera in attesa dell’entrata in vigore definitiva della misura. In caso di insoddisfazione per la propria situazione attuale, può quindi essere venuto il momento di prendere in considerazione un cambio fornitore, che potrà avvenire senza alcuna spesa a carico.

Se si tratta però di un’abitazione in cui si trascorre solo parte del proprio tempo, si potrebbe pensare a un costo ridotto per le utenze, ma in realtà non è così. Proprio per questo può diventare utile mettere in atto alcuni semplici accorgimenti nel proprio modo di agire quotidiano che potrebbero apportare benefici al portafoglio.

L’obiettivo potrà essere raggiunto senza troppi sforzi, ma solo con qualche cautela e attenzione in più.

Nel caso in cui si riscontrassero bollette con importi troppo elevati sarebbe bene controllare quale sia la tariffa a cui si è deciso di aderire e capire se sia quella più congeniale per le proprie abitudini di consumo. Possiamo quindi fare un esempio pratico: se si tratta di una casa in una località di villeggiatura potrebbe essere probabile che ci si trovi lontano dalle mura domestiche durante la giornata. A questo punto si potrebbe quindi pensare di sottoscrivere una tariffa bioraria, che consente di spendere meno durante la sera e il weekend (clicca qui per conoscere quali sono le fasce orarie che consentono di risparmiare energia).

Occhio poi alle potenzialità del contatore. Spesso, infatti si tratta di apparecchi standard, che potrebbero avere capacità più elevate rispetto ai bisogni di chi si trova qui solo per una parte dell’anno. Si potrebbe quindi mettere in atto una riduzione di potenza, aspetto che può avere benefici anche sulla spesa.

Il confronto tra le tariffe disponibili rappresenta sempre lo strumento migliore per poter ridurre le spese (clicca qui per conoscere quali sono gli errori che troppo spesso commettiamo e che non ci permettono di risparmiare su luce e gas di casa). Spesso si possono attivare anche soluzioni ad hoc proprio per le seconde case, adatte a soddisfare i bisogni di chi vive solo temporaneamente in una realtà abitativa.

Occhio poi anche al tipo di elettrodomestici che si utilizzano e in modo particolare alla loro classe energetica, che può influire in maniera considerevole sui costi in bolletta. Può poi essere utile pensare di sfruttare, se non lo si avesse ancora fatto, lampadine a basso consumo.

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