Spesa per la materia energia: cos’è e quanto incide in bolletta

di | 02-04-2020 | Energia

L’importo da pagare nella bolletta della luce non è composto solo dal numero di kWh consumati, ma anche da altre aspetti che spesso vengono trascurati. Tra queste c’è la spesa per la materia energia, che è la prima voce inserita in fattura: questa corrisponde alla cifra relativa alle diverse attività svolte dal venditore per fornire l’energia elettrica al cliente finale. A questo si devono poi aggiungere gli oneri di sistema, la spesa per il trasporto e la gestione del contatore e il totale di imposte e IVA.


Sommario

L’importanza della bolletta trasparente

Riuscire a capire da dove derivino gli importi che ci ritroviamo in bolletta per le varie utenze della casa è certamente importante. A determinare la cifra, infatti, non sono solo i consumi effettivi, ma anche altre voci che spesso tendono a non essere prese in considerazione nel momento in cui si analizza la situazione. Se il totale finale dovesse rivelarsi troppo elevato sono due le strade da seguire: provare ad avere un utilizzo più oculato delle risorse (clicca qui di seguito per conoscere quali sono gli errori che spesso commettiamo e che ci impediscono di risparmiare davvero per luce e gas) o valutare il passaggio a una nuova compagnia senza alcun costo grazie alle agevolazioni previste dal mercato libero (clicca qui per conoscere quali sono gli aspetti da prendere in considerazione nella fase di scelta).

Questi sono gli unici aspetti su cui si può intervenire personalmente, mentre ci sono anche altre voci che restano fisse, indipendentemente dal fornitore e dalla tariffa a cui si è deciso di aderire.

Ecco quali sono gli elementi presenti in una fattura della luce:

  • spesa per l’acquisto, vendita, dispacciamento e sbilanciamento che corrisponde alla spesa in materia energia;
  • corrispettivi per uso delle reti e servizio di misura: questi si riferiscono allaspesa per il trasporto e la gestione del contatore,
  • spesa per gli oneri di sistema;
  • totale imposte e IVA.

E’ bene tenere presente anche quali aspetti possano subire mutazioni sulla base delle decisioni del cliente. L’importo che viene conteggiato per i Servizi di Vendita può variare a seconda del fornitore; ognuno può ormai da qualche anno proporre varie offerte cercando di catturare l’interesse del maggior numero di persone.

I Servizi di Rete, invece, non subiscono alcuna variazione sulla base della concorrenza. Ma si riferiscono a quanto devono effettuare i fornitori per eseguire il trasporto e la distribuzione dell’energia elettrica. Un’operazione che viene compiuta da tutte le società sfruttando le stesse infrastrutture.

Nello specifico,  la spesa per la materia energia si divide in due parti: una quota energia, data dal rapporto euro/kWh, e una quota fissa, espressa in euro/anno.La prima corrisponde al corrispettivo fisso indicato dall’azienda.

Spesa per la materia energia – Quanto influisce sull’importo in bolletta

All’interno della bolletta, indipendentemente dal fornitore in cui si è aderito, è possibile ritrovare un grafico a torta che identifica come le varie voci di spesa influenzino l’importo che viene fatturato al cliente. Non manca un ulteriore elenco in cui vengono indicate nel dettaglio le cifre.

La spesa per la materia energia è influenzata dal volume di elettricità prelevato dalla rete e, in aggiunta, vi sono alcuni componenti fissi: questa comprende infatti l’insieme di aspetti importanti quali l’acquisto dell’energia elettrica, il dispacciamento e la commercializzazione al dettaglio. In particolare, si devono sottolineare ulteriori specifiche:

  • PE (prezzo dell’energia): è il costo per l’acquisto dell’energia elettrica e include leperdite sulle reti di trasmissione e di distribuzione. Per chi si trova ancora con il servizio di maggior tutela non sono previste indicazioni ulteriori in riferimento alle perdite, mentre per chi ha già effettuato il passaggio al mercato libero troviamo una voce ad hoc. Scegliere l’offerta che si ritiene più congeniale per le proprie esigenze è particolarmente importante perché con il mercato libero l’importo del PE dipende proprio dal tipo di proposta a cui si è deciso di aderire, mentre con il mercato tutelato tutto avviene in modo più variabile sulla base delle spese effettuate dall’Acquirente Unico (l’organismo incaricato degli acquisti per i clienti in maggior tutela) per comprare l’energia sul mercato. e sono stabilite dall’Arera su base trimestrale.
  • Prezzo commercializzazione e vendita (PCV): è legato alle spese sostenute dai clienti. Anche in questo caso per il mercato tutelato è l’Autorità a determinarlo.
  • Prezzo del Dispacciamento (PD): si riferisce alle attività necessarie per mantenere la rete elettrica in costante equilibrio, ossia per far si che l’elettricità consumata corrisponda esattamente a quella immessa prodotta dalle centrali.
  • Prezzo di Perequazione Energia (PPE): è un indice che vale solamente per chi si trova ancora con il mercato tutelato e serve per coprire le spese effettive di acquisto e dispacciamento dell’energia dell’Acquirente Unico e quanto pagato dai clienti.

Per avere un’idea di quanto questa voce di costo possa impattare sul valore finale della fattura per l’energia elettrica, riportiamo di seguito il grafico pubblicato dall’Arera e relativo alla composizione di una bolletta luce tipo (cliente residente, servito in maggior tutela nel secondo trimestre 2020, con consumo annuo di 2.700 kWh e un contatore da 3 kW).

 

 

Composizione percentuale bolletta luce

Fonte grafico: Arera

Si può dire, dunque che, alle condizioni sopra descritte, la spesa per la materia energia rappresenta circa il 35,51% del valore totale di una bolletta luce.

Spesa per la materia energia – È possibile risparmiare?

Lo strumento migliore a disposizione degli utenti per fare qualcosa di concreto per abbassare il valore della spesa per la materia energia è uno solo: utilizzare gli strumenti di confronto disponibili online o consultare i siti dei vari fornitori per individuare le offerte più convenienti. Per fare la scelta giusta è determinante avere una piena consapevolezza delle proprie abitudini di consumo e capire se ci siano momenti della giornata in cui questi sono maggiori (clicca qui per sapere quali sono le fasce orarie che consentono di risparmiare energia).

Se si dovessero trovare due tariffe con un identico prezzo per il corrispettivo luce si dovrebbero prendere in considerazione anche gli altri aspetti che caratterizzano il contratto. Altrettanto importante è il periodo in cui l’importo resta fisso e non subisce quindi alcun aumento (in genere 12 o 24 mesi), ma anche eventuali altri bonus che vengono previsti dalla compagnia per premiare la fiducia del cliente.

Un ruolo determinante per raggiungere l’obiettivo viene svolto anche dai comportamenti che ognuno mette in atto nella propria quotidianità casalinga. Occhio quindi all’utilizzo degli elettrodomestici (clicca qui per sapere quanto può influire la loro classe energetica), ma anche alla gestione dei LED e degli standby, spesso trascurata.

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