Torna l’ora legale: minori consumi elettrici secondo le stime di Terna

Torna l’ora legale: minori consumi elettrici secondo le stime di Terna
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di | 29-03-2019 | Energia

Terna (Trasmissione Elettrica Rete Nazionale) ricorda a tutti i cittadini italiani tramite comunicato stampa, che nella notte tra sabato 30 e domenica 31 marzo 2019 torna l’ora legale: le lancette andranno spostate in avanti di un’ora, e il nuovo orario durerà per i prossimi sette mesi.

Secondo Terna, l’effetto delle lancette degli orologi in avanti, contribuirà a un minor consumo di energia elettrica pari a circa 510 milioni di kilowattora (quantitativo corrispondente al fabbisogno medio annuo di circa 200 famiglie italiane). I benefici che i consumatori vedranno verificarsi sulle bollette, sono stimati dalla società che gestisce la rete elettrica nazionale, per 100 milioni di euro.

Anche l’ambiente beneficerà dell’ora legale: si prevedono 250 mila tonnellate in meno di anidride carbonica nell’atmosfera.

Sommario

Terna: “stima del risparmio economico… pari a circa 100Mln di euro”

La nota più interessante del Comunicato stampa firmato Terna, è sicuramente la stima di minori consumi elettrici per 510 milioni di kilowattora nei prossimi sette mesi.

Una buona notizia, quindi, per gli italiani all’indomani della pubblicazione della preoccupante analisi del sistema energetico italiano eseguita dall’Enea (agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), in cui è  emerso che nel 2018 i consumi di energia elettrica sono aumentati del +1% in Italia.

Secondo Terna, considerando che un kilowattora a un ipotetico cliente domestico costerà, a partire dal 1° aprile 2019, circa 20  centesimi di euro (senza tener conto delle imposte) in base a quanto comunicato nell’ultimo aggiornamento dell’Autorità di Regolazione per Energia, Reti a Ambiente (ARERA), la stima del risparmio economico è pari a 100 milioni di euro, grazie al minor consumo elettrico nel periodo dell’ora legale per il 2019.

Dal punto di vista ambientale, invece, si stimano minori emissioni di anidride carbonica in atmosfera pari a 250 tonnellate: si potrà continuare a mantenere un trend positivo iniziato già nel 2018 in cui l’Italia è riuscita a ridurre la percentuale di emissione dell’anidride carbonica del -2%.

L’ora legale: i mesi in cui avremo il maggior risparmio

Nel periodo primavera-estate, i mesi in cui i consumatori vedranno il maggior risparmio energetico, secondo Terna, saranno aprile e ottobre, che insieme costituiranno i due tersi del risparmio totale nel periodo di riferimento (con circa 350 milioni di kilowattora).

Le ragioni per cui l’ora legale permette un risparmio energetico nazionale, sono evidenti: spostando in avanti le lancette di un’ora si ritarda l’utilizzo della luce elettrica artificiale, quando le attività lavorative sono ancora nel pieno dello svolgimento. Di conseguenza, anche la durata di accensione della luce artificiale è complessivamente minore.

Nei mesi estivi, da giugno a agosto, il risparmio di elettricità dovuto al ritardo dell’accensione delle lampadine, sarà meno evidente poiché le luce verranno accese prevalentemente nelle ore serali, quando le attività lavorative saranno per lo più terminate.

I buoni effetti dell’ora legale

Secondo i dati elaborati di Terna, dal 2004 al 2018 il minor consumo di elettricità per l’Italia dovuto all’ora legale, è stato complessivamente di circa 9 miliardi e 100 milioni di kilowattora, ossia il quantitativo equivalente alla richiesta di energia elettrica annua di una regione grande come la Sardegna.

Il risparmio per i cittadini italiani, in termini economici, è stato di circa 1 miliardo e 545 milioni di euro.

Sarà l’ultimo anno dell’ora legale?

Con il ripristino dell’ora solare nella notte tra il 26 e il 27 ottobre 2019, diremo addio per sempre all’ora legale?

Il Parlamento Europeo si è espresso, in effetti, dapprima in maniera favorevole a sospendere l’ora legale per sfruttare al massimo le ore di luce in favore dei consumi energetici. La Commissione ha dato il proprio voto favorevole alla proposta avanzata da alcuni paesi del Nord Europa di sospendere il cambio dell’ora due volte all’anno, che provocherebbe stress psico-fisico ai cittadini.

Tuttavia, in seguito alle polemiche degli altri Paese membri è stata rilanciata una nuova proposta dall’UE il 26 marzo scorso, che rimanda l’abolizione del cambio dell’ora al 2021 e, inoltre, lascia a ogni Paese la facoltà di decidere a quale dei due “fusi orari” attenersi: se estivo o invernale.

La proposta andrà ora negoziata tra il Parlamento e il Consiglio dell’UE: non è detto, dunque, che venga confermata la decisione.

Con riferimento alla decisione di abolire i cambi di ora semestrali, Terna fa sapere che “ha effettuato un’accurata analisi sulle ricadute per il sistema elettrico italiano in termini di sicurezza e adeguatezza”. Il gestore di rete ha infatti preso in esame due possibile scenari: quello attuale e quello futuro, per poi simulare l’effetto dei diversi regimi orari (ora legale tutto l’anno o ora solare tutto l’anno) che l’Italia dovrà scegliere di adottare dal 2021 (salvo proroghe o ripensamenti).

“Dallo studio di Terna emerge che lo scenario ora legale tutto l’anno garantisce il massimo beneficio in termini di risparmio energetici: circa 500 milioni di kilowattora che già si risparmiano mediante con il sistema di ora legale attualmente in atto (ossia per i mesi da aprile a ottobre) si aggiungerebbero, infatti, altri 300 milioni di kilowattora se si estendesse il regime di ora legale anche ai periodi invernali (ossia per i mesi da novembre a marzo), per un beneficio elettrico complessivo annuo di circa 800 milioni di kilowattora, corrispondenti a 400 mila tonnellate di CO2 in meno in atmosfera. Il risparmio economico annuo complessivo ammonterebbe invece a 160 milioni di euro”.

 

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