Trasloco delle utenze luce e gas: la procedura passo per passo

Trasloco delle utenze luce e gas: la procedura passo per passo
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di | 14-08-2018 | Energia, Gas

Traslocare in un nuovo appartamento richiede pazienza e organizzazione non solo nel momento del passaggio nella nuova casa, ma anche nei mesi precedenti e successivi al trasferimento. Una delle incombenze meno piacevoli per gli utenti che traslocano è provvedere anche al trasloco delle utenze domestiche. La cosa importante da sapere è che i contatori della luce e del gas non possono essere trasportati da un luogo all’altro. Avere, quindi, ben chiaro l’iter da svolgere per ottenere il passaggio e quali documenti tenere a portata di mano affinché il trasferimento avvenga nella maniera corretta, può fare la differenza.

Vediamo insieme come comportarsi in caso di trasloco delle utenze domestiche luce e gas.

Sommario

Primo passo: richiedere la disdetta del contatore della casa che si lascia

Il primo passo da fare per ottenere il trasferimento delle utenze è comunicare ai gestori luce e gas la disdetta dei contratti di fornitura delle utenze, circa 15 giorni prima di traslocare.

I clienti che hanno intenzione di procedere con la disdetta del proprio contratto e passare ad un altro gestore del mercato, non devono inviare il recesso al fornitore e non devono pagare alcuna penale.

Nel caso di cambio fornitore, infatti, è la nuova società al quale il cliente si è rivolto per la sottoscrizione di un nuovo contratto a doversi occupare della comunicazione della disdetta al vecchio gestore. Con la delibera 302/2016/R/COM da gennaio 2017 l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA) ha ridotto a tre settimane i tempi previsti per cambiare gestore. Il nuovo fornitore dovrà trasmettere la comunicazione del recesso al vecchio gestore entro il giorno 10 del mese precedente l’avvio della nuova fornitura.

Dunque per poter attivare una nuova fornitura, basterà svolgere la pratica direttamente con il nuovo fornitore, recandovi ad uno sportello o per via telefonica.

Il passaggio dal vecchio al nuovo contratto viene effettuato tramite le società coinvolte, questo per agevolare i consumatori che potrebbero andare in confusione con i diversi iter burocratici, proprio perché in questo caso, il recesso non viene applicato.

Secondo passo: procedere con la voltura o il subentro del contatore

Una volta fatta la comunicazione di disdetta del contratto di fornitura luce o gas con il fornitore della casa che si sta per lasciare, si può cominciare a pensare al nuovo immobile.

A questo punto i casi che si possono verificare sono quattro:

  • Non esistono contatori nella nuova abitazione;
  • Esistono contatori nella nuova abitazione che non sono mai stati attivati;
  • Esistono contatori nella nuova abitazione che sono stati disattivati;
  • Esistono contatori nella nuova abitazione attivi.

L’allaccio di un nuovo contatore luce o gas

Cominciamo dal primo caso. Qualora vi stiate trasferendo in una casa in cui non ha mai abitato nessuno prima di voi, è molto probabile che i contatori della luce e del gas non siano mai stati installati. In questo caso dovrete procedere con la richiesta di allaccio delle forniture. Prima di richiedere l’allaccio, vi consigliamo di valutare la scelta della fornitura migliore per la luce o per il gas per i vostri bisogni di consumo. Una volta individuato il fornitore, infatti si potrà contattare direttamente il gestore scelto e comunicare che si tratta di un allaccio.

In alternativa, se non volete scegliere immediatamente il fornitore, si può contattare il distributore locale per richiedere l’installazione del contatore. In questo caso, però, una volta installato il contatore sarà comunque necessario stipulare un contratto con un fornitore.

L’avvio della procedura di allacciamento richiede che l’utente indichi alcune informazioni e fornisca dei documenti.

  • Per l’allaccio della luce: l’utente deve indicare il tipo di potenza alla quale è interessato (per i clienti residenziali, di solito viene richiesta l’erogazione di una bassa tensione a 3 kW). Sarà necessario anche indicare il numero della concessione edilizia e l’indirizzo della fornitura.
  • Per l’allaccio del gas: si deve indicare la categoria d’uso del gas (C3 nel caso di abitazione con riscaldamento autonomo o C2 per l’abitazione con riscaldamento centralizzato). Per i nuovi allacci è necessario fornire i dati catastali dell’immobile oggetto dell’utenza.

Per quanto riguarda le tempistiche di allaccio delle forniture, il tempo varia in base alla tipologia dei lavori da realizzare. Nei casi più semplici per allacciare un contatore la tempistica è di circa un mese.

La prima attivazione del contatore

Nel secondo caso esaminato, si deve procedere con la prima attivazione dei contatori. Con “prima attivazione” si indica la messa in funzione di un contatore che non ha mai erogato energia prima. Capita spesso di trovare tale situazione quando ci si trasferisce in una nuova abitazione nella quale è stato montato un contatore ma non si è mai provveduto alla sua attivazione.

Prima di procedere con l’attivazione del contatore, però, è bene che abbiate già scelto anche in questo caso, il fornitore con il  quale volete stipulare un contratto relativo ad un’offerta del mercato energia. Infatti per la richiesta vi basterà accedere al sito del fornitore scelto e fornire le seguenti informazioni nella pagina apposita:

  • Il codice fiscale della persona alla quale verrà intestato il contratto
  • Il codice POD identificativo del contatore. Lo potete trovare sul cartellino attaccato al contatore.

Una volta fornite tutte le informazioni, vi verrà inviato il contratto nella vostra casella di posta elettronica che dovrete rinviare al distributore, compilato in ogni sua parte e firmato.

Al contratto occorre allegare:

  • Il modulo che attesti la proprietà o il regolare possesso dell’immobile per il quale si richiede la fornitura di energia elettrica o del gas.
  • Il modulo attestante la regolarità urbanistica dell’immobile

La riattivazione del contatore: subentro

Nel caso in cui l’inquilino precedente abbia chiuso i contatori, la procedura per richiederne l’attivazione è detta subentro

Al momento della richiesta si dovranno fornire dati sull’utenza interessata dal subentro: informazioni che permettano l’esatta individuazione da parte del fornitore come il codice POD.

In alternativa si deve trascrivere il numero di matricola del contatore(un numero di 14 cifre visualizzabile sul contatore elettronico premendone ripetutamente il pulsante) e indicarlo al fornitore unitamente all’indirizzo dell’immobile che vi interessa.

Per l’intestazione del contratto si dovrà essere in grado di dimostrare la legittima disponibilità sull’immobile oggetto della fornitura di luce.

Al momento di richiedere il subentro in una fornitura, dovrete avere a disposizione la seguente documentazione utile alla procedura:

  • Il codice fiscale dell’intestatario del contratto
  • Copia di un documento d’identità
  • Indirizzo dell’immobile
  • Un documento che attesti la proprietà, l’affitto o la legittima fruizione ad altro titolo dell’immobile
  • Codice POD
  • Estremi del conto bancario del nuovo intestatario per la domiciliazione delle bollette

Il tempo massimo concesso al fornitore per praticare la riattivazione di un contatore della luce o del gas consiste in 7 giorni lavorativi dal momento della richiesta. In caso di ritardo nell’attivazione si avrà diritto a un rimborso per il disservizio causato. È consigliabile effettuare una richiesta di subentro con anticipo rispetto alla data d’insediamento nella nuova abitazione, per evitare di rimanere senza utenze per qualche giorno.

Il cambio dell’intestatario della fornitura: voltura

Infine, se il contatore nella nuova casa è attivo, dovrete effettuare il cambio dell’intestatario dell’apparecchio ovvero la voltura. Per richiedere il passaggio dovrete contattare il gestore con il quale in precedente inquilino aveva un contratto di fornitura e fornire: indirizzo, numero del  cliente e il codice POD.

Ovviamente il fornitore di energia dovrà rimanere lo stesso del vecchio contratto, infatti, essendo tecnicamente un cambio di intestazione, la voltura della luce consiste nel passaggio del contratto associato al vecchio cliente a uno intestato a voi, che manterrà le stesse proprietà e condizioni contrattuali del precedente. Altrimenti non si parlerà più di voltura, ma occorrerà stipulare un nuovo contratto da zero, dopo aver fatto chiudere quello esistente.

Prima di decidere se fare la voltura di un contratto esistente o invece rivolgervi a nuove proposte commerciali del mercato energia, consigliamo comunque di dare un’occhiata alle ultime tariffe per la luce e per il gas proposte dai vari fornitori.

Per procedere con l’intestazione del contratto si deve dimostrare di avere diritto e quindi legittima disponibilità sull’immobile interessato dalle forniture.

Al momento di richiedere la voltura di un contratto si dovrà fornire la seguente documentazione:

  • Il codice fiscale del nuovo intestatario;
  • Copia di un documento d’identità del nuovo e del vecchio cliente;
  • Il titolo abitativo, ovvero qualcosa che attesti il nostro diritto a usufruire dell’immobile (proprietà o affitto);
  • Una recente lettura del contatore;
  • Eventuali coordinate bancarie del nuovo intestatario per la domiciliazione.

Oltre ai documenti verrà chiesto di compilare alcuni moduli, e serviranno le firme del nuovo e del vecchio cliente (ad esempio quest’ultimo dovrà apporre la sua firma sotto ad una recente lettura del contatore). Se il precedente intestatario non dovesse essere disponibile, egli dovrà firmare una delega apposito.

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