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Disdetta Eni Plenitude: come chiudere il contratto, costi e tempi
di Silvio Spina | 20-08-2026 | News ENI Plenitude, News Gas e Luce, Notizie GasCome richiedere la disdetta Eni Plenitude, quali sono i canali disponibili, quanto può costare la cessazione e quali tempi sono previsti. Facciamo chiarezza anche sulle differenze tra disdetta, voltura, subentro e cambio fornitore.


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94.89 €/MESESe avete una fornitura Eni Plenitude e dovete lasciare definitivamente l’abitazione in cui risiedete, potreste avere la necessità di chiedere la disdetta del contratto luce o gas. Con questa praitca viene richiesta la chiusura del punto di fornitura e la disattivazione del contatore. Se invece volete semplicemente passare da Plenitude a un’altra compagnia, non dovrete chiudere il contatore: sarà sufficiente sottoscrivere la nuova offerta e avviare il cambio fornitore.
Vediamo quindi come fare la disdetta Eni Plenitude, quali canali utilizzare e cosa sapere su dati richiesti, costi, tempi e bolletta finale.
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Sommario
- Disdetta Eni Plenitude: quando serve davvero?
- Come fare la disdetta Eni Plenitude
- Quali dati servono per la disdetta?
- Quanto costa la disdetta Eni Plenitude?
- Quanto tempo serve per chiudere la fornitura?
- Cosa succede al contatore dopo la disdetta?
- Diritto di ripensamento Plenitude: 14 o 30 giorni?
- Disdetta Eni Plenitude in caso di trasloco
- Cosa fare in caso di decesso dell'intestatario di un contratto Eni Plenitude
- Quando arriva la bolletta finale?
- Cosa succede se la disattivazione avviene in ritardo?
Disdetta Eni Plenitude: quando serve davvero?
Prima di vedere come chiudere il contratto, bisogna capire quale opzione vi serve davvero a seconda della situazione: non sempre, infatti, lasciare un’abitazione o voler cambiare compagnia significa dover procedere ad una disdetta.
La cessazione è indicata quando volete interrompere completamente la fornitura e lasciare il contatore disattivato. È il caso, ad esempio, di un’abitazione che resterà vuota per un certo periodo. Se invece il contatore deve continuare a essere utilizzato, l’operazione corretta può essere un’altra, come potete vedere nella tabella qui sotto:
| OPERAZIONE | QUANDO SERVE |
| Disdetta / cessazione | Quando volete effettivamente chiudere la fornitura e disattivare il contatore. |
| Voltura | Quando il contatore è attivo ma deve cambiare l’intestatario del contratto. |
| Subentro | Quando il contatore è presente ma la precedente fornitura è stata chiusa e deve essere riattivata. |
| Cambio fornitore | Quando volete lasciare Plenitude e passare a un’altra compagnia mantenendo attiva la fornitura. |
| Diritto di ripensamento | Quando avete appena sottoscritto il contratto e volete annullarlo entro i termini previsti. |
La distinzione è importante soprattutto in caso di trasloco: se nella vecchia abitazione entrerà subito un’altra persona (molto comune, ad esempio, nelle case in affitto), può essere più sensato effettuare una voltura anziché chiudere il contatore e costringere il nuovo occupante a richiedere successivamente un subentro.
Lo stesso vale in caso di decesso dell’intestatario: se un familiare continuerà a utilizzare l’abitazione e vuole mantenere l’utenza attiva, potrebbe valutare la voltura “mortis causa”. La disdetta resta invece la soluzione corretta se la fornitura deve essere effettivamente chiusa.
Come fare la disdetta Eni Plenitude
Eni Plenitude permette di richiedere la cessazione della fornitura attraverso diversi canali:
- online dall’Area Personale Plenitude, attraverso la sezione “Gestisci” e scegliendo l’opzione relativa alla disdetta del contratto.
- telefonicamente, tramite il servizio clienti. È possibile contattare il numero 800.900.700 da rete fissa oppure il 02.444.141 da cellulare (per quest’ultima numerazione il costo della chiamata viene tariffato secondo il proprio piano).
- presso un Plenitude Store.
Prima di procedere conviene comunque controllare le condizioni della propria offerta e le indicazioni aggiornate presenti nell’Area Personale, perché i dati richiesti possono variare a seconda della fornitura.
Quali dati servono per la disdetta?
Non esiste elenco “ufficiale” di documenti valido per qualsiasi richiesta. Ci sono però alcune informazioni che è utile avere sempre a disposizione qualora voleste chiudere un contratto con Eni Plenitude:
- nome, cognome e codice fiscale dell’intestatario;
- codice cliente, disponibile in bolletta;
- codice POD per l’elettricità oppure PDR per il gas;
- indirizzo dell’immobile interessato dalla cessazione;
- un recapito per le comunicazioni successive;
- eventuale lettura del contatore, se richiesta o utile per il conguaglio finale.
A seconda del canale utilizzato o della situazione specifica, l’operatore potrebbe richiedere ulteriori informazioni o documenti.
Quanto costa la disdetta Eni Plenitude?
Non c’è un costo fisso unico valido per tutti i contratti Eni Plenitude. Molti siti e portali di settore riportano ancora oggi la cifra di 23€ + IVA, ma in realtà questo importo non può essere considerato valido per qualsiasi contratto. Nel mercato libero in particolare, gli eventuali contributi richiesti per la cessazione possono essere legati alle condizioni contrattuali dell’offerta sottoscritta e da un eventuale intervento richiesto al distributore locale.
Proprio per questo motivo potremmo avere diverse tipologie di spesa alla chiusura di un’utenza:
- eventuali costi amministrativi previsti dal contratto;
- eventuali costi tecnici del distributore per la disattivazione;
- eventuali altri importi ancora dovuti e riportati nella fattura finale;
- eventuali oneri di recesso anticipato, soltanto nei casi in cui siano previsti dal contratto e ammessi dalla normativa.
Per sapere quanto pagherete realmente è quindi necessario verificare le condizioni economiche della propria offerta Plenitude.
Quanto tempo serve per chiudere la fornitura?
Anche sulle tempistiche si trovano spesso indicazioni molto generiche, come i classici “7-9 giorni lavorativi”: in realtà il processo coinvolge sia il venditore sia il distributore locale. Dopo aver ricevuto la richiesta, Eni Plenitude deve trasmetterla al distributore, che si occupa materialmente della disattivazione.
In base alle regole ARERA, il venditore deve inoltrare la richiesta al distributore entro 2 giorni lavorativi. La fase tecnica successiva viene poi eseguita secondo gli standard previsti per la prestazione di disattivazione.
I tempi effettivi, quindi, possono dipendere dalla tipologia di fornitura, dal contatore e dalla necessità o meno di un intervento sul posto.
Cosa succede al contatore dopo la disdetta?
Con la cessazione, il punto di fornitura viene disattivato e il contatore non potrà più essere utilizzato fino alla sottoscrizione di un nuovo contratto.
- Per l’energia elettrica la chiusura può normalmente avvenire da remoto.
- Per il gas la situazione può variare: in molti casi è richiesto un intervento sul posto, ma alcuni contatori dotati di elettrovalvola possono essere disattivati anche a distanza. Se l’operazione da remoto non è tecnicamente possibile, sarà necessario l’intervento di un incaricato (previo appuntamento stabilito insieme al titolare del contratto in chiusura).
Diritto di ripensamento Plenitude: 14 o 30 giorni?
Il diritto di ripensamento è una procedura diversa dalla normale disdetta di una fornitura già attiva da tempo.
Per i contratti conclusi a distanza, ad esempio online o telefonicamente, il consumatore dispone in generale di 14 giorni dalla conclusione del contratto per esercitare il ripensamento senza dover fornire una motivazione (non parliamo, quindi, di 14 giorni di prova della fornitura).
In alcune situazioni previste dal Codice del Consumo, in particolare per determinate forme di vendita fuori dai locali commerciali, il termine può arrivare a 30 giorni.
Disdetta Eni Plenitude in caso di trasloco
Se lasciate un’abitazione e nessuno utilizzerà più la fornitura, potete richiedere la cessazione e la chiusura del contatore.
Se invece nell’immobile entrerà a breve un’altra persona, può essere preferibile effettuare una voltura: il contatore rimane attivo e cambia soltanto l’intestatario.
Cosa fare in caso di decesso dell’intestatario di un contratto Eni Plenitude
Anche in caso di decesso non è sempre necessario richiedere la disdetta.
Se l’abitazione continuerà a essere utilizzata da un erede o da un altro familiare, è possibile valutare una voltura mortis causa, mantenendo attiva la fornitura e modificandone l’intestatario.
La disdetta è invece la soluzione da prendere in considerazione quando l’immobile rimarrà inutilizzato e si vuole procedere con la chiusura del contatore.
Quando arriva la bolletta finale?
Ovviamente la chiusura del contatore non coinciderà necessariamente con la conclusione immediata di tutti i rapporti economici con Eni Plenitude: dopo la cessazione arriverà infatti una bolletta di chiusura, che conterrà i consumi finali e gli eventuali importi ancora da pagare o da rimborsare.
Secondo le regole ARERA, la fattura finale deve essere recapitata al cliente entro 6 settimane dalla cessazione della fornitura.
Conviene quindi lasciare alla compagnia un recapito aggiornato e conservare la documentazione relativa alla richiesta di disdetta. È consigliabile anche di revocare l’addebito automatico eventualmente attivo sul vostro conto o carta di credito (nel caso in cui abbiate scelto questa modalità di pagamento) prima dell’arrivo dell’ultima fattura e degli eventuali addebiti/accrediti previsti.
Cosa succede se la disattivazione avviene in ritardo?
La normativa in vigore prevede specifici standard anche per i tempi della disattivazione: se il distributore supera il tempo massimo previsto per cause ad esso imputabili, il cliente può avere diritto a un indennizzo automatico. ARERA prevede, nelle condizioni stabilite dalla regolazione, un rimborso base di 35 euro per i ritardi nella disattivazione.
Sono previsti meccanismi di indennizzo anche quando la bolletta di chiusura viene inviata oltre i termini che abbiamo visto in precedenza.
Se dopo la richiesta continuano ad arrivare fatture oppure il contatore non viene chiuso nei tempi previsti, è quindi importante conservare la prova della richiesta e contattare Eni Plenitude per avere aggiornamenti sullo stato della pratica.
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