Contratto per fibra ottica, ma la fibra non arriva: cosa fare?

Contratto per fibra ottica, ma la fibra non arriva: cosa fare?
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di | 11-10-2018 | Fibra, Internet ADSL e Fibra

Può capitare: si stipula un contratto Internet (fibra ottica) e telefono con TIM, Wind o qualche altro operatore e, una volta arrivato il tecnico, si scopre che la rete in fibra non può essere connessa. L’operatore al telefono vi aveva assicurato che la vostra area è coperta dalla fibra ed è proprio per questo che avete deciso di cambiare operatore. Monta subito la rabbia e la frustrazione, perché si pensa all’inganno. Tuttavia, è bene ricordare che c’è un motivo per cui vi è stata proposta la fibra ottica e c’è un modo per risolvere un contratto di cui non si è soddisfatti.

Sommario

L’affidabilità della verifica copertura FTTC

La verifica della copertura della fibra ottica FTTC (che oramai non potrebbe neanche essere chiamata connessione in fibra) è piuttosto problematica e non può fornire risultati certi neanche agli stessi operatori. Spesso, è solo con il sopralluogo del tecnico che è possibile sapere con certezza se l’utenza può essere servita da una connessione FTTC.

Quindi, cosa bisogna chiedere all’operatore con il quale si sta stipulando un contratto per la fibra ottica? Dato che, oramai, i costi di un contratto ADSL e in fibra sono equiparabili, quando non sono addirittura più convenienti i contratti in fibra, spesso si sceglie quest’ultima soluzione solo perché è la migliore offerta del mercato. Qualora si avesse reale esigenza delle performance offerte dalla fibra ottica, allora sarà bene assicurarsi che nel contratto proposto sia specificata la tecnologia che si sta acquistando.

L’operatore non collega la fibra, cosa fare?

Il tecnico arriva e annuncia che non è possibile collegare la fibra ottica. Sulla scia della delusione per quella che sembra, in tutto e per tutto, una truffa da parte dell’operatore, si pensa subito alle soluzioni più rapide per liberarsi da ogni vincolo contrattuale. Qual è la strada da prendere per risolvere la questione?

Il diritto di ripensamento non è la tutela giusta

In questi anni, con l’aumentare del ricorso alla comodità della stipula dei contratti a distanza (online, via telefono) abbiamo imparato a conoscere il diritto di ripensamento. Chi effettua una transazione per beni o servizi ha a disposizione 14 giorni di tempo per esercitare l’opzione legittima di restituire il bene o rinunciare al servizio, ottenendo indietro i soldi versati e senza pagare penali.

Per quanto riguarda i servizi di accesso alla rete Internet, il diritto di ripensamento può essere fatto valere prima dell’avvio delle procedure di attivazione della linea o di cambio operatore. Per tale motivo, durante la stipula contrattuale può essere esercitata la rinuncia al diritto di ripensamento: opzione che permette di velocizzare i tempi di attivazione della linea.

Il diritto di ripensamento non è decisamente lo strumento più adatto per tutelarsi da un contratto di connessione a Internet in fibra ottica che l’operatore non può onorare.

Senza fibra, c’è la risoluzione del contratto per inadempimento

Nel caso in cui il contratto metta nero su bianco che il servizio offerto è quello della connessione Internet in fibra ottica, l’impossibilità di collegare il cliente a questo tipo di tecnologia dà luogo a un inadempimento contrattuale. Ciò comporta la possibilità da parte del cliente di risolvere il contratto senza oneri e con il rimborso dei canoni eventualmente versati.

La difficoltà è che, spesso, passano settimane o mesi prima che si riesca ad avere una risposta certa dall’operatore sull’impossibilità di attivazione della linea in fibra ottica, dopo i numerosi sopralluoghi dei tecnici. Ciò crea un disagio per il cliente che non solo rimane senza fibra ottica, ma è scoperto da un servizio sempre più essenziale: quello della connessione a Internet.

Per questo è importante chiedere subito al tecnico l’esito del suo sopralluogo. In secondo luogo, in caso di ritardi nell’attivazione, è bene chiedere chiarimenti all’operatore in forma scritta, in modo da avere uno storico da presentare nel caso in cui si debba ricorrere alla richiesta di risoluzione del contratto.

Il passo successivo è quello della diffida ad adempiere: il cliente intima all’operatore l’attivazione della linea entro un tempo congruo (non meno di 15 giorni), trascorso il quale il contratto deve intendersi risolto di diritto. Per la preparazione della comunicazione della diffida ad adempiere è consigliabile farsi assistere da un legale, anche trattandosi di un atto stragiudiziale, per non tralasciare nessun aspetto rilevante legato alla storia specifica del cliente.

Il contratto ADSL in attesa della copertura in fibra

In alcuni casi, gli operatori offrono al cliente al quale non possono attivare la connessione in fibra ottica, una connessione ADSL in attesa della copertura dell’area con la tecnologia ultrabroadband. Vale la pena accettare? La questione va valutata alla luce della reale esigenza di una connessione veloce o dell’assenza di alternative all’offerta dell’operatore. Ovviamente, in questo caso, non si avranno garanzie sulle tempistiche della copertura in fibra ottica.

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