5 miti da sfatare per risparmiare sul riscaldamento domestico

5 miti da sfatare per risparmiare sul riscaldamento domestico
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di | 20-11-2019 | Come risparmiare, Gas

Il risparmio sul riscaldamento domestico è senz’altro uno degli argomenti discussi in famiglia, al primo arrivo del freddo. C’è chi sacrifica il comfort domestico per accendere il termostato solo in casi estremi, c’è chi attua strategie, più o meno scientificamente fondate, per ridurre l’impatto in bolletta dell’uso della caldaia. Oggi vogliamo sfatare alcuni miti che possono risultare in un approccio antieconomico (quando non sbagliato) al riscaldamento degli ambienti domestici.


Sommario

Mito #1: termostato tenuto a temperatura costante per risparmiare

Quando la casa non è popolata, molti consigliano di mantenere acceso il termostato a temperatura minima. In questo modo, secondo la teoria, nel momento in cui si torna a casa, sarà più rapido ed economico raggiungere la temperatura desiderata. Altri sconsigliano di utilizzare questo approccio, perché risulta in uno spreco inutile di gas.

La strategia migliore da seguire dipende da molti fattori: sarebbe necessario calcolare per quanto tempo l’abitazione risulta vuota e quali sono le dimensioni degli spazi da riscaldare e raffrontare tale calcolo con il consumo di gas necessario per portare a temperatura gli ambienti. Elemento, quest’ultimo, che dipende dall’efficienza d’isolamento dell’abitazione e dalla qualità dell’impianto di riscaldamento.

La soluzione migliore? Dotarsi di termostato smart, in modo da poterlo azionare via App e programmarne l’accensione solo il tempo necessario, prima di rientrare.

Mito #2: alzare la temperatura del termostato per scaldare prima

Quando si rientra in casa dopo molte ore (nel caso in cui non si sia seguito il consiglio nel paragrafo precedente) o la mattina, appena alzati dal letto, gli ambienti domestici potrebbero risultare poco accoglienti. Quando il freddo fa battere i denti, la disperazione può portare a scelte poco sagge. Come quella di alzare la temperatura del termostato ambientale, con l’intento di scaldare più velocemente la casa. Tuttavia, si tratta di un approccio che non aiuta a raggiungere il comfort termico prima. Il tempo impiegato a riscaldare gli ambienti sarà lo stesso, con la differenza che, qualora si dimenticasse di riportare il termostato a una temperatura idonea, ci sarebbe il rischio di consumare più gas naturale del dovuto.

Mito #3: il caminetto scalda casa e non inquina

Quando si parla di risparmio energetico per il riscaldamento domestico, non si pensa solo al risparmio energetico, ma anche a un impatto minore sull’ambiente. Qualcuno potrebbe scegliere di coadiuvare il sistema di riscaldamento con l’accensione del caminetto. C’è però da fare qualche considerazione importante.

I caminetti delle case moderne hanno un solo scopo: quello estetico. Di certo danno un tono all’ambiente ma non sono pensati per scaldare casa e non lo fanno. Inoltre, non garantiscono un livello inferiore di emissione di inquinanti nell’aria rispetto al gas metano. Di fatto, tra i sistemi di riscaldamento domestico, è il più inquinante.

Mito #4: le stufette elettriche consumano tanto

Un ottimo strumento per velocizzare il riscaldamento degli ambienti casalinghi che ne hanno maggiore bisogno (bagni, camere da letto, soggiorni) è la stufa elettrica. Si tratta, però, di una soluzione spesso scartata a priori perché considerata particolarmente dispendiosa in termini di consumi elettrici.

Come abbiamo spiegato qui, mantenere accesa una stufetta elettrica da 400 W per due ore al giorno (sufficiente per scaldare una stanza in poco tempo), può risultare in un costo mensile in bolletta della luce di circa 4,8 euro al mese. Si tratta senz’altro di un costo rilevante, ma dovrebbe essere confrontato con quanto è possibile risparmiare sulla bolletta del gas. Si calcola che l’abbassamento di 1° C della temperatura impostata sul termostato possa portare al risparmio di circa il 6% sulla fattura per la fornitura di metano. Come abbia scoperto qui, le bollette del gas possono variare sensibilmente da Nord a Sud Italia. Tuttavia, calcolando una bolletta mensile di 100 euro per i mesi più freddi dell’anno, il supporto della stufetta ci potrebbe far risparmiare circa 2 euro/mese.

Mito #5: non serve cambiare fornitore, si paga lo stesso

Quando si scopre quali sono le voci di costo di una bolletta del gas, ci si può far prendere dallo sconforto. In una fattura media, il consumo di gas naturale pesa direttamente per il circa il 35%. Ha senso, dunque, cambiare fornitore per risparmiare? La risposta è affermativa. Il confronto delle offerte gas può portare a un risparmio che può superare i 100 euro/anno.

Per capire com’è possibile fare economia sulla bolletta del gas cambiando fornitore, consultate il nostro comparatore online di tariffe gas o contattate un esperto di ComparaSemplice.it via chat o telefono.

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