Bolletta gas: quanto paghiamo in più rispetto all’Europa?

Bolletta gas: quanto paghiamo in più rispetto all’Europa?
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di | 14-05-2019 | Gas

Il gas è un bene fondamentale nelle nostre case, ma costa caro. E a dirlo non sono solo i consumatori, ma anche i dati ufficiali diffusi da Eurostat emersi dalle statistiche sul prezzo del gas naturale, aggiornata alla prima metà del 2018.

Grazie all’analisi dei dati, siamo in grado di comparare le bollette degli altri cittadini europei e capire  quanto paghiamo in Italia il gas naturale, rispetto a altri Paese dell’Unione Europea.

Da noi, il gas costa di più? La risposta che emerge al primo sguardo dallo studio dei grafici dell’Eurostat è no, non siamo il Paese in cui il gas ha il prezzo più alto. A differenza di quanto è accaduto nel secondo semestre del 2017 quando l’Italia era stata annoverata tra gli Stati in cui il prezzo della materia prima era più alto, nella prima metà del 2018 gli italiani hanno pagato il gas allo stesso prezzo dei vicini francesi, austriaci e spagnoli, mentre a pagare i prezzi più alti per il gas sono stati gli Svedesi.

Sommario

Analisi del prezzo del gas naturale: Italia vs Europa

Prima di iniziare l’analisi dei dati è bene fare due fondamentali precisazioni: innanzitutto deve essere ricordato che si sta procedendo all’esame di costi assoluti. Per avere un’analisi reale dell’effetto delle bollette del gas sui portafogli delle famiglie europee, bisognerebbe procedere con il rapporto dei valori assoluti con la capacità di spesa dei singoli Paesi.

In secondo luogo, ricordiamo che i dati Eurostat presentati fanno riferimento alle utenze domestiche con consumi annui compresi tra 20 e 200 GJ (525 -5.254 m3/anno).

Fatte le dovute premesse, possiamo finalmente dire che, l’Italia non è il paese più economico per la vendita di metano per il riscaldamento, la cottura di vivande e produzione di acqua calda sanitaria di casa, ma neanche il più caro: il nostro Paese si trova al quinto posto insieme  a Francia, Austria e Spagna con un costo pari a 0,07€/kWh. Considerando il fatto che il prezzo medio europeo per le quantità di consumo nella prima metà del 2018 è stato di 0,059 per kWh, si tratta di un costo ancora alto dovuto, in particolar modo al peso delle tasse, come vedremo nel prossimo paragrafo.

Complessivamente il costo del gas, dopo il grande picco registrato nel 2014 quando il prezzo medio europeo è arrivato a 0,072€/kWh, è diminuito continuamente, anche se gli ultimi dati hanno registrato un lieve aumento rispetto al primo semestre del 2017. In particolare in Italia il costo del gas metano è aumentato del 1,4%.

Fonte: Eurostat

Tasse e prelievi

Nell’analisi dei dati va tenuto conto anche del peso della percentuale delle imposte e dei prelievi nel prezzo di vendita complessivo del gas naturale per i clienti domestici sulle fatture: si tratta di percentuali che possono variare anche di molto fra Stato e Stato.

Rispetto alla media europea, in Italia le tasse e i prelievi pesano di più sul valore complessivo della bolletta rispetto al 2017. Nella prima metà del 2018, infatti, il prezzo finale delle fatture del gas nel nostro Paese era costituito per il 35,7% da imposte e prelievi, mentre la media europea si fermava al 23,1%.

Il contributo più basso si è registrato nel Regno Unito (8,7%), mentre le imposte più elevate sono state applicate in Danimarca, dove il 55% del prezzo finale era costituito da imposte.

Fonte: Eurostat

Composizione e % di peso dei vari costi della bolletta del gas nel 2019

Le tasse sono sicuramente una componente che incide notevolmente sul costo finale delle bollette. Nel II trimestre del 2019 (aprile-giugno) il peso delle tasse sulla fornitura gas del regime tutelato è ulteriormente aumentato al 37,81%. Tuttavia, non sono l’unica componente che determina il prezzo finale delle bollette.  La voce di spesa che ha il maggior peso è la Materia Prima Gas naturale, voce di costo che comprende diverse spese, quali: il gas, l’approvvigionamento, la commercializzazione, gli oneri di gradualità e una quota fissa definita trimestralmente dall’Autorità proporzionale al consumo. Essa incide sulla fattura finale per il 38,85%.

Meno incidenza hanno i costi per il trasporto e la gestione del contatore (19,11%) e gli oneri di sistema (4,23%).

È importante, inoltre, sapere che il calcolo della bolletta del gas dipende dal consumo del cliente finale e dalla zona geografica della fornitura, dato che con questa informazione è possibile procedere al calcolo esatto degli oneri per il trasporto e la gestione del contatore.

Come risparmiare sulle bollette con il mercato libero

Il prezzo al smc del gas naturale e l’affidabilità delle fornitura energetiche sono i fattori principali sui quali si basa la competitività fra i fornitori. Di conseguenza, la concorrenza offre molte più possibilità di risparmio al cliente domestico finale.

Il primo strumento da usare è il comparatore online di tariffe: esso dà la possibilità di confrontare la più ampia offerta del mercato, in maniera totalmente imparziale. Inoltre, presentando le offerte aggiornate quotidianamente, permettono di tenersi aggiornati e cogliere al volo occasioni come tariffe promozionali e sconti una tantum o sconti fissi sul costo del gas.

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