Riscaldamento a pavimento: come funziona, costi, vantaggi e svantaggi

di | 16-07-2019 | Gas
Riscaldamento a pavimento: come funziona, costi, vantaggi e svantaggi

Quando la temperatura esterna inizia a raggiungere livelli decisamente bassi non si vede l’ora di arrivare tra le mura domestiche e avvertire una sensazione di tepore tipica di un ambiente caldo e comfortevole (clicca qu pe ricevere alcuni consigli su come riscaldare la casa in inverno). Fino a qualche anno fa questo obiettivo veniva raggiunto principalmente attraverso i termosifoni e, in qualche caso, attraverso un camino o una stufa elettrica (clicca qui per capire quanto consuma). Ora non mancano però gli elementi più sofisticati, ma perfetti per rendere l’atmosfera più piacevole. Emblematico è il caso del riscaldamento a pavimento, sempre più diffuso nelle case di recente costruzione, ma che sempre più spesso si decide di inserire anche in realtà meno nuove ma in cui è già in atto una ristrutturazione. A beneficiarne sarà innanzitutto la bolletta, ma prima di provvedere all’installazione è consigliabile valutare con consapevolezza tutti i pro e i contro.

Sommario

Riscaldamento a pavimento: un sistema che piace sempre di più

Quando ci si trova a vedere una casa di recente costruzione diventa sempre più frequente ritrovare la presenza del riscaldamento a pavimento, un sistema che era però facile trovare già nelle abitazioni negli anni ’50 e ’70. A far propendere per questa soluzione ci sono innanzitutto diversi aspetti positivi, a partire dalla possibilità di ridurre i consumi del gas (e quindi di ritrovarsi un importo più basso in bolletta), ma anche l’idea di come sia più semplice distribuire il calore in tutto l’ambiente. Spesso, infatti, in locali piuttosto grandi diventa difficile riuscire a ricreare il calore desiderato se non ci si trova nei pressi del termosifone.

Importanti innovazioni tecnologiche compiute negli anni consentono poi di rendere questo strumento più efficiente rispetto a quanto accadeva in passato.

Chi teme di dover compiere lavori piuttosto invasivi in casa per provvedere all’installazione può comunque stare tranquillo. Questo tipo di riscaldamento può essere considerato compatibile con tutti i tipi di pavimenti, dal marmo al laminato, ma senza dimenticare parquet e gres. Unica accortezza richiesta, una volta presa la decisione definitiva, è quella di rendere noto alla persona che si occuperà del montaggio di quale tipo di materiale si troverà di fronte. Solo in questo modo avrà la possibilità di scegliere come poter operare al meglio.

Se l’abitazione è ancora in fase di costruzione può essere comunque utile valutare con attenzione ogni aspetto. In linea generale, può diventare più difficoltoso trasmettere calore attraverso un parquet in legno (pur essendo apprezzatissimo per la sua eleganza), ma non del tutto impossibile.

Al termine dell’installazione è poi necessario richiedere la dichiarazione di conformità dell’impianto, che certifica che tutto sia stato svolto in modo corretto.

Riscaldamento a pavimento – Consumi e caratteristiche

Tra le motivazioni che possono spingere a optare per un riscaldamento di questo tipo non c’è solo la volontà di ricreare un ambiente all’avanguardia, ma anche quello di ridurre i consumi.

Ma come è possibile?

La risposta a questa domanda è facilmente riscontrabile analizzando le caratteristiche del sistema. Questo tipo di riscaldamento si basa infatti sull’irraggiamento, ovvero l’operazione che consente di distribuire il calore in modo uniforme in tutto il locale in cui è installato. La diffusione avviene in modo del tutto uniforme e si trasmette sin dal pavimento fino a raggiungere il soffitto. Basta quindi sedersi e posizionare i piedi a terra per avvertire il caldo.

Gli sbalzi termici, che a volte possono essere generati quando si preferisce un termosifone, sono quindi ridotti al minimo. La differenza rispetto al calorifero è quindi evidente: in questo caso il maggiore tepore viene avvertito in prossimità (non a caso, quando si avverte freddo, si finisce per sedersi nelle vicinanze), mentre man mano che ci si allontana la temperatura risulta più bassa, anche se di pochi gradi.

Uno dei timori che può rendere titubanti prima di procedere con il montaggio può essere dato dalla necessità di effettuare lavori invasivi (soprattutto se si decide di farlo in una realtà non di nuova costruzione). In realtà, non è così. I fastidi possono essere ridotti al minimo optando per l’impianto radiante a pavimento e il sistema di riscaldamento elettrico a irraggiamento: questa soluzione non richiede di dover inserire tubi anche ingombranti, ma si basa su conduttori alimentati elettricamente.

Non è solo la maggiore efficienza a spingere per l’inserimento tra le mura domestiche di questo particolare impianto. A beneficiarne sarà innanzitutto il portafoglio: nonostante sia necessario mettere in conto una spesa iniziale, questa potrà poi essere ammortizzata con il passare del tempo. Giusto per avere una stima si può arrivare a ridurre il consumo di gas anche del 30%.

Riscaldamento a pavimento – Prezzi e vantaggi

Dover modificare un pavimento per l’installazione di questo tipo di riscaldamento richiede inevitabilmente una spesa che è bene mettere in conto per non farsi trovare impreparati. Il costo è certamente più elevato rispetto a un sistema tradizionale per la lavorazione che questo comporta. Un preventivo si basa quindi certamente non solo dalla grandezza dell’ambiente, ma anche dall’isolamento e dal tipo di materiali utilizzati.

A livello generale si può fare una stima che si aggira tra i 50 e i 70 euro al metro quadro, a cui dovrà essere aggiunto il prezzo per la caldaia.

Se l’abitazione è già esistente il preventivo sarà inevitabilmente maggiore proprio perché sarà necessario innanzitutto provvedere all’eliminazione del pavimento e del sottofondo, per poi inserire le tubazioni necessarie.

Una volta preso in considerazione questo aspetto, non resta che valutare quali siano gli aspetti positivi. I vantaggi sono infatti differenti, ecco i principali:

  • La diffusione del calore per irraggiamento consente di riscaldare più facilmente, ma soprattutto in modo omogeneo e senza dispersioni l’ambiente;
  • Diminuzione sensibile dei consumi di gas;
  • Chi dovesse optare per un impianto ad acqua può ottenere un’altra importante agevolazione, ovvero quello di far passare acqua fredda al posto di quella calda. Questo sistema può diventare così l’ideale soprattutto in estate perché può evitare di utilizzare il condizionatore e di non incrementare quindi le spese per l’elettricità;
  • I termosifoni richiedono inevitabilmente spazio, caratteristica che non è sempre semplice ritrovare nelle abitazioni più recenti, caratterizzate spesso da dimensioni ridotte. Questi richiedono poi una manutenzione periodica, almeno una volta l’anno, con il rischio anche di diffondere acari e polvere, dannosi per la salute;
  • In casa è possibile installare un termostato, che consente di regolare una temperatura predefinita sulla base delle proprie esigenze. Si ridurranno così gli sprechi di energia.

Ma esistono anche degli svantaggi?

Inevitabilmente, quando si arriva a effettuare un cambiamento così rilevante che può intaccare le nostre abitudini è fondamentale fare un’attenta valutazione anche di quali possono essere gli aspetti negativi. E in questo caso non mancano. Eccone alcuni:

  • Soprattutto per chi ha una casa grande la spesa da sostenere in fase iniziale non è indifferente e spesso sono necessari diversi anni per poterla ammortizzare del tutto;
  • È necessario attendere un tempo superiore rispetto a quanto accade con i caloriferi per poter riscaldare totalmente l’ambiente. Si deve tenere l’impianto acceso per almeno una giornata e mantenerlo attivo non appena si riesce a raggiungere la temperatura desiderata;
  • Chi è abituato alla presenza dei tappeti nel proprio arredamento dovrebbe rinunciarci; questi, infatti, limitano la diffusione del calore;
  • Qualora dovesse verificarsi un guasto che può coinvolgere le tubature diventa necessario dover rimuovere parte del pavimento dove queste sono posizionate;
  • Il pavimento dovrà avere un’altezza maggiore di almeno 5 centimetri, circostanza che può provocare problemi in fase di ristrutturazione della casa.

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