Andamento mercato telefonia e Internet: giugno 2018

Andamento mercato telefonia e Internet: giugno 2018
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di | 09-07-2018 | Internet ADSL e Fibra

Sommario

Giugno 2018: panoramica del mercato Internet e telefonia

Nel corso del 2017, secondo i dati AgCom, le linee in fibra sono aumentate di 1,37 milioni di unità. +95,5% rispetto all’anno precedente. Un trend impressionante che, sul mercato, si traduce in una crescita di domanda e offerta che si alimentano a vicenda. Gli accessi diretti alla rete con velocità uguali o maggiori di 30 Mbps (ultra broadband), a dicembre 2017 risultano il 27,3% delle connessioni totali.

Nel 2018, continua il trend di crescita per la richiesta di connessioni in fibra ottica, guidando le dinamiche del mercato Internet e telefonia anche nel mese di giugno 2018.

Tim, Vodafone, Fastweb, Wind e Tiscali: come si sono distribuite le quote di mercato? Quali sono gli operatori che hanno incontrato le preferenze dei consumatori il mese scorso e perché?

Dai dati raccolti da ComparaSemplice.it, un’analisi dettagliata dell’andamento del mercato TLC Consumer.

Il mese precedente

Nel mese di maggio 2018, si è assistito a un sorpasso di TIM da parte di Vodafone, che si è conquistata il 35,85% delle quote mensili. TIM ha, però, mantenuto il secondo posto (con il 30,8%), davanti a Fastweb (24,28%). Wind, a maggio 2018, ha toccato uno dei punti più bassi degli ultimi anni (8,68%). Tiscali ha visto scendere le proprie quote, per la prima volta, sotto il punto percentuale (0,39%), rischiando di scomparire dall’Olimpo dei principali operatori Internet e telefonia italiani.

Telefonia fissa e Internet: gli operatori preferiti dai consumatori a giugno 2018

Il mese di giugno 2018 vede TIM riconquistare la prima posizione di mercato, con il 33,41% delle quote. Vodafone torna secondo operatore con il 29,19%. Nello scontro per la prima posizione ci guadagna Fastweb (27,23%), in crescita per tre mesi consecutivi.

I Brand Wind coprono il 9,2% del mercato, guadagnando quasi un punto percentuale sul mese precedente.

Tiscali si risolleva dal baratro, ma senza riuscire a superare il punto percentuale (0,97%).

Migrazioni verso altro operatore

Chi sceglie di cambiare operatore, cosa sceglie? Per capire bene quali sono le preferenze dei consumatori e quali sono le strategie che guidano le scelte di consumo, abbiamo analizzato le richieste di cambio operatore del mese.

Come si può notare dagli istogrammi qui sotto, i consumatori italiani che hanno già un contratto per la telefonia fissa e Internet, se vogliono cambiare gestore, preferiscono farlo verso il principale operatore: TIM. L’unica eccezione è rappresentata dai clienti Tiscali, che si orientano maggiormente verso Fastweb.

Chi si appresta a uscire da TIM, invece, nel 47,33% dei casi opta per Vodafone.

A conferma dell’andamento delle quote di mercato, quasi nessun consumatore sceglie Tiscali come prossimo operatore.

L’analisi

TIM fa ancora valere la forza del proprio Brand con il proprio impatto mediatico e con la copertura della propria infrastruttura di connessione. La campagna di comunicazione batte sulla giovane gamma di prodotti TIM Connect, già universalmente nota. Nonostante la complessità della tariffa, i consumatori non sembrano impressionati, ma optano per l’ex monopolista solitamente a seguito di delusioni su prestazioni e ritardi nelle attivazioni da parte degli altri big player del mercato Internet e telefonia. Anche quando i costi di attivazione (leggasi TIM Expert) sono tra i più cari del mercato.

TIM continua con la promozione della migliore tecnologia di connessione, proponendo la fibra ottica (offerta base a 26,90€/mese) a canone più conveniente rispetto all’ADSL (28,90€/mese). A far riconquistare la prima posizione all’operatore, su giugno, è valso anche l’apporto della super-promozione con sconto una tantum di 100€ e 2 mesi in regalo.

Nel mese di giugno 2018, Vodafone ha mantenuto una programmazione moderata sui media main stream, con una comunicazione orientata a un target smart, che vuole cogliere, con la Vodafone Station, tutte le opportunità di una casa interconnessa. Dopo il picco d’interesse di maggio, la quota di mercato di Vodafone ritorna al livello dei mesi precedenti, cedendo un po’ di customer base a TIM e Fastweb. Il canone mensile a 24,90€/mese compete bene con la tariffa proposta da TIM. Soprattutto, poi, se si parla di linea già attiva, che non prevede costi aggiuntivi.

Fastweb, nella comunicazione commerciale, punta sulla simpatia (spot dell’aereo), ma il messaggio che passa è serio e accattivante in un momento di disaffezione dei consumatori verso i grandi brand: la trasparenza tariffaria e la mancanza di vincoli. Due messaggi ai quali le offerte dell’operatore tengono fede, riducendo all’osso i costi non compresi dal canone pubblicizzato. Elemento che sta attraendo i clienti di un altro brand come Tiscali che ha sempre puntato sulla correttezza tariffaria e che, attualmente, è in piena decadenza.

Fastweb continua a offrire la propria Internet + Telefono al costo più alto del mercato (29,95€/mese): un prezzo che, però, deve essere letto in funzione dell’assenza di altri costi più o meno celati che rappresentano la caratteristica del mercato TLC consumer. Inoltre, tra i principi che guidano la rivoluzione Fastweb #nientecomeprima, ce n’è sicuramente uno che sta facendo presa sui consumatori, influendo positivamente sul tasso medio di redemption del mercato: il prezzo fisso. L’operatore assicura al cliente un prezzo per sempre, non soggetto alla scadenza di periodi promozionali. Un concetto che permette di aderire a un’offerta con la tranquillità di pagare la stessa somma anche dopo uno o due anni (rimodulazioni a parte).

Accanto a una buona presenza sull’above the line, Fastweb punta anche sul below the line, con strategie di cross-selling sui clienti acquisiti.

I media main stream (soprattutto la Tv) sono battuti da Wind, con Fiorello come testimonial, per mirare al cuore della massa con un volto noto e universalmente apprezzato. Nonostante il notevole investimento in advertising, la proposta per la rete fissa del colosso delle telecomunicazioni sembra ancora non spiccare il volo. A metà giugno, il Gruppo Wind Tre ha deciso di cambiare rotta con il Brand e listino per la telefonia di casa: WindHome è scomparso in favore del più noto, storico (e più semplice) Wind. Un’operazione di cui ancora non è chiaro quale possa essere stato l’impatto sul consumatore. Le nuove tariffe prevedono un disallineamento con i prodotti offerti dai competitor: Fibra1000 propone Internet con una soluzione semi-convergente (fisso più mobile solo dati) a 22,90€/mese. Chi vuole alche il fisso, invece, deve spendere 27,90€/mese: una tariffa superiore a TIM (anche se di poco), ma senza costi d’attivazione. Il modem è scontato in bolletta, ma di fatto è un vantaggio solo parziale, poiché il device rappresenta un vincolo e un deterrente al recesso anticipato; ma non è una valutazione immediata per il consumatore.

Andamento mercato consumer telefonia e Internet: il grafico del trend

Il seguente grafico mostra l’andamento del mercato telefonia e Internet fino a giugno 2018, per avere una panoramica di medio periodo.

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