Bollette a 28 giorni: rimborsi a luglio? L’aggiornamento

di | 24-05-2019 | Internet ADSL e Fibra

Sono passati ormai diversi mesi dall’intervento dell’AGCOM sulle tariffe a 28 giorni e, nonostante la situazione sia finalmente tornata alla normalità con il ritorno della fatturazione mensile, sul versante rimborsi, tra rinvii e richieste, la situazione non si è ancora sbloccata. Tuttavia c’è un risvolto importante nella vicenda: il Consiglio di Stato, infatti, ha respinto la richiesta di sospensiva da parte di Vodafone, Wind Tre e Fastweb.

Questo significa, quindi, che manca ormai pochissimo all’udienza del 4 luglio, che potrebbe mettere la parola fine una volta per tutte al caso. L’ultimo rinvio, lo ricordiamo, risale a marzo di quest’anno: una situazione che le associazioni di consumatori avevano definito paradossale, tenendo conto che la vicenda si trascina ormai da due anni.

Sommario

Situazione sbloccata?

In un’intervista a Repubblica risalente a fine marzo, Ivo Tarantino di Altroconsumo aveva usato toni duri contro il rinvio e le compagnie: “a causa di questi tempi biblici della giustizia passa il messaggio che gli operatori possono fare quello che vogliono”. In quell’occasione era stato il TAR a pronunciarsi sullo stop ai rimborsi, che venivano comunque confermati ma che sarebbero dovuti essere rimodulati dall’AGCOM,

Con l’intervento del Consiglio di Stato, la situazione sembrerebbe però essersi sbloccata: l’organo costituzionale ha consigliato agli operatori coinvolti di predisporre un piano di rimborso a scaglioni, in linea con la fatturazione mensile, che possa coprire in modo graduale tutti i clienti colpiti dalla tariffazione a 28 giorni.

Nonostante ciò, non tutti sembrano così sicuri che i rimborsi arriveranno presto: c’è chi prevede un nuovo escamotage in extremis che ritarderà ancora una volta l’azione degli operatori, chi afferma che è ancora presto per cantare vittoria, ricordando che il 4 luglio ci sarà l’udienza e che vi potrebbero essere ancora delle lungaggini a seguire.

Soluzioni alternative ai rimborsi

C’è da dire comunque che alcuni provider si sono già mossi per offrire alla clientela delle soluzioni alternative che possano sostituire il rimborso: pensiamo, ad esempio, al cloud illimitato gratuito di Fastweb per i propri clienti. Potrebbero essere certamente un’idea valida per raggiungere un compromesso con l’utenza ma è importante chiarire che, qualora venissero proposti servizi e prodotti sostitutivi, la compagnia stessa dovrà essere chiara sulle condizioni e sulla natura appunto “sostitutiva” degli stessi. Questo significa che i clienti che non accetteranno avranno pieno diritto ad ottenere il rimborso pieno.

Il periodo “incriminato”, lo ricordiamo, riguarda le fatture a 28 giorni che sono state utilizzate da giugno del 2017 fino ad aprile del 2018: quasi un anno, quindi, che costerà caro alle compagnie che hanno applicato questo sistema.

Ancora sanzioni per le bollette a 28 giorni: 1 milione a Sky

Intanto, arriva l’ennesima sanzione sulla vicenda: l’AGCOM ha comminato una sanzione da 1 milione di euro a Sky, relativa proprio al periodo 2017-2018. La multa dovrà essere pagata entro trenta giorni dalla data di pubblicazione della delibera, a seguito della diffida per lo stesso caso risalente allo scorso anno.

La situazione, come potete capire, è in costante evoluzione: vedremo se nelle prossime settimane vi saranno delle novità degne di nota e, in tal caso, vi terremo aggiornati come sempre sulle pagine di ComparaSemplice.it.

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