Bollette a 28 giorni su fisso: AGCOM dice no

Bollette a 28 giorni su fisso: AGCOM dice no
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di | 28-03-2017 | Internet ADSL e Fibra, Leggi Norme Regole, News e Varie

La notizia è di qualche giorno fa, ma sta ancora facendo discutere e – ne siamo certi – continuerà a farlo ancora per molte settimane: stiamo parlando della delibera dell’AGCOM che ha bocciato le tariffe a 28 giorni per la telefonia fissa (per chiamate e Internet). L’organo di controllo si è mosso dopo che quasi tutti i principali provider del settore hanno modificato i propri piani tariffari per la casa e l’ufficio con l’ormai noto rinnovo ogni 4 settimane, abbandonando così il “classico” piano mensile.

Rinnovo fisso come su mobile

Questo tipo di strategia lo abbiamo imparato a conoscere nella telefonia mobile, dove già da tempo i rinnovi avvengono ogni 28 giorni sui profili ricaricabili e gli abbonamenti per cellulari e smartphone. Più recente, invece, è l’adozione della tariffazione a 4 settimane sulla linea fissa. L’AGCOM ha evidenziato un problema di trasparenza e di confusione per l’utente, ma non solo: con questa scelta commerciale, infatti, gli operatori telefonici hanno aumentato indirettamente le tariffe, con un incremento medio dell’8% dei costi rispetto all’uso delle offerte a canone mensile.

Attualmente le compagnie che prevedono la tariffazione a 4 settimane sono Infostrada, Vodafone e TIM, ma presto anche Fastweb avrebbe dovuto aggiungersi alla lista (in realtà per i nuovi clienti è già previsto il canone a 28 giorni, come viene specificato sul sito ufficiale dell’Internet Service Provider). Tra i principali operatori del settore, Tiscali è attualmente l’unica a prevedere ancora il rinnovo mensile “puro”.

Ecco uno stralcio della delibera dell’AGCOM in merito alla vicenda:

L’unità temporale per la cadenza di rinnovo e fatturazione dei contratti di rete fissa deve essere il mese, affinché l’utente possa avere la corretta percezione del prezzo offerto da ciascun operatore e la corretta informazione sul costo indicato in bolletta per l’uso dei servizi. Alla luce dell’evoluzione dei mercati della telefonia fissa e mobile, l’Autorità ha infatti ravvisato la necessità di garantire una tutela effettiva degli utenti avendo riscontrato problemi in termini di trasparenza e comparabilità delle informazioni in merito ai prezzi vigenti, nonché di controllo dei consumi e della spesa, determinati anche dal venir meno di un parametro temporale certo e consolidato per la cadenza del rinnovo delle offerte e della fatturazione”.

L’Authority ha lasciato intendere, inoltre, che per quanto riguarda la telefonia mobile la cadenza dei rinnovi non debba essere meno di 28 giorni: in caso contrario l’operatore è obbligato ad informare l’utente su eventuali cadenze inferiori.

Rischio di aumenti sulle tariffe della telefonia fissa?

Non avremo più le tariffe a 28 giorni sulla telefonia fissa, quindi? In realtà non sarà tutto così semplice, anche perché, alcune associazioni di categoria, tra cui Asstel, hanno criticato la decisione di AGCOM, parlando di un’ingerenza sui rapporti contrattuali tra operatori e clienti e promettendo battaglia. Secondo l’Asstel il punto non riguarda la trasparenza informativa, bensì il contratto commerciale di un operatore con l’utente, di cui l’Authority non dovrebbe occuparsi.

Insomma, la situazione è tutt’altro che stabile e i risvolti sono abbastanza prevedibili: nel caso in cui l’AGCOM faccia valere la propria posizione, infatti, non sorprenderebbe un aumento del costo mensile del canone delle tariffe ADSL e in fibra ottica da parte delle compagnie. Intanto queste ultime avranno tempo 90 giorni per adeguare nuovamente i piani a 30 giorni, evitando così eventuali sanzioni da parte del Garante.

Seguiremo da vicino la vicenda e vi terremo informati qualora vi fossero ulteriori novità.

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