Bonus Fibra 2026: come funziona e a chi spetta

di | 12-01-2026 | News e Varie, News Internet Casa

Il nuovo incentivo pubblico punta a sbloccare il cablaggio verticale degli edifici e a ridurre i costi per i cittadini nelle abitazioni già raggiunte dalla rete FTTH.

Bonus Fibra 2026: come funziona e a chi spetta
Confronta

Nuovo passo verso la digitalizzazione per l’estensione della connessione Internet veloce e l’accesso alla banda ultralarga: entro il 30 giugno 2026 – termine ultimo previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) – dovrà essere attivato il cosiddetto Bonus Fibra 2026, un contributo statale pensato per finanziare gli interventi necessari a portare la connessione in fibra ottica direttamente nelle unità abitative. L’iniziativa è promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e rientra in un più ampio pacchetto di misure presentato ad aprile 2025 al “Tavolo TLC” di Palazzo Piacentini dal ministro Adolfo Urso e dalla ministra Marina Calderone. Sono previsti investimenti pari a 629 milioni di euro per rafforzare le infrastrutture digitali del Paese, destinati sia alla rete mobile e broadband, sia alla ricerca tecnologica.

Sommario

L’obiettivo del bonus

Secondo il programma varato dal governo, il Bonus Fibra si concentrerà sul cablamento verticale degli edifici: con un budget dedicato di 140 milioni di euro, l’incentivo servirà a finanziare i lavori che portano i cavi in fibra ottica dall’esterno fino a ogni singolo appartamento. In pratica, dove la rete è già presente sotto casa, il bonus coprirà la parte di intervento «dall’armadio fino all’appartamento», tecnologia già nota e conosciuta come FTTH (Fiber To The Home). Si tratta di lavori tecnici e di cablaggio interni all’edificio – per esempio la posa dei cavi verticali nei vani scale dei condomini – che permetteranno di superare il gap infrastrutturale esistente soprattutto negli stabili più datati.

A quanto ammonta il voucher fibra 2026

L’importo del contributo è fissato in un voucher massimo di 200 euro per ciascun intervento. Pur non trattandosi di una somma elevata in valore assoluto, coprire fino a 200 euro può essere di grande aiuto, visto che spesso sono proprio i costi di adeguamento degli impianti interni il vero ostacolo all’attivazione della fibra ultraveloce. Punto importante: il bonus coprirà esclusivamente le spese tecniche e infrastrutturali per portare la fibra dentro casa, non il canone mensile o l’abbonamento a Internet.

Chi può ottenere il bonus

Il Bonus Fibra 2026 è pensato principalmente per cittadini e famiglie che vivono in edifici ancora non cablati internamente. Secondo le stime del governo, il bacino potenziale dei beneficiari comprende circa 1,5 milioni di famiglie sparse sul territorio nazionale. Con l’annuncio del MIMIT si ipotizza che anche circa 35 mila piccole imprese potrebbero accedere a un incentivo analogo per l’adeguamento dei propri uffici.

A differenza di altri bonus collegati al reddito, per il momento non sono previsti limiti ISEE: il contributo sembra rivolto a tutti i cittadini che hanno un edificio da cablare internamente, indipendentemente dalla fascia di reddito. L’unico requisito tecnico è che l’intervento riguardi reti FTTH: il voucher si applicherà solo se si effettua il collegamento in fibra fino all’abitazione senza tratti in rame.

Come funziona la richiesta

La procedura esatta di accesso al bonus non è stata ancora ufficializzata, ma si prevede uno schema simile a quello già adottato per i “voucher connettività” della fase 2 del PNRR. In pratica, non sarà il cittadino a richiedere direttamente il bonus allo Stato, ma a rivolgersi all’operatore di telecomunicazioni cui ci si affiderà per i lavori di cablaggio. Gli operatori accreditati applicheranno l’incentivo automaticamente sotto forma di sconto diretto in fattura. In questo modo il cliente pagherà in prima battuta l’intero importo dei lavori, ma vedrà riflesso subito lo sconto di 200 euro sul costo finale dell’installazione. Tale modalità è pensata per semplificare l’iter: non servirà compilare moduli statali complicati, ma basterà contattare un operatore aderente e ottenere il ribasso in fase di attivazione.

Non essendo ancora stata ufficializzata, non esistono non date precise di avvio della misura: bisognerà attendere la pubblicazione del decreto attuativo o delle linee guida operative che specificheranno le tempistiche e gli operatori coinvolti. Tuttavia, il calendario del PNRR impone che ogni misura collegata venga conclusa entro il 30 giugno 2026: si stima quindi che il bonus debba vedere la luce non oltre l’estate 2026 per rispettare gli impegni del piano di ripresa.

Nel frattempo i cittadini interessati possono monitorare l’uscita delle comunicazioni ufficiali e verificare se la loro zona è già coperta da connessioni FTTH, così da essere pronti a richiedere il bonus non appena sarà operativo (noi vi terremo aggiornati come sempre sulle nostre pagine).

Altre misure per la digitalizzazione

Il Bonus Fibra 2026 rappresenta solo una parte del piano nazionale per la connettività e l’innovazione. Il pacchetto MIMIT da 629 milioni di euro comprende anche interventi dedicati a imprese, istituzioni locali e infrastrutture tecnologiche. Ecco le principali:

  • per le PMI è previsto un voucher per coprire fino al 50% degli investimenti in servizi cloud e sicurezza informatica, con una dotazione complessiva di 150 milioni di euro;
  • per le grandi imprese, invece, vi sono 201 milioni destinati a progetti di ricerca e sviluppo nei settori delle telecomunicazioni, dei cavi sottomarini, delle tecnologie quantistiche e della realtà aumentata/virtuale;
  • sul versante broadcasting e media, sono previsti 54 milioni di euro per modernizzare le infrastrutture di produzione e diffusione radiotelevisiva;
  • per i Comuni fino a 50 mila abitanti: 35 milioni verranno stanziati per digitalizzare le infrastrutture locali di circa 4.300 piccoli centri.

Fra gli altri investimenti, vi segnaliamo i 2 milioni di euro per il potenziamento del sistema SINFI (mappatura cavi sottomarini e data center), 42,7 milioni per nuove installazioni di fibra ottica su reti pubbliche (rafforzamento e rinnovo diritti d’uso su reti private), 1,5 milioni per un catasto delle antenne radio e 3 milioni per la completa digitalizzazione del numero unico di emergenza 112.

Attendiamo di avere maggiori informazioni per l’incentivo nei prossimi mesi.

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