Storia delle telecomunicazioni: da quando c’è Internet in Italia

di | 09-10-2020 | Internet ADSL e Fibra

Il progetto Arpanet, considerato come il principio della rete Internet, nasce nel 1969 negli USA come progetto militare e di ricerca, ma bisognerà attendere ancora diversi anni, ben 17, prima che l’evoluzione di questo mezzo di comunicazione arrivi anche in Italia.

Sommario

I primi passi per connettere l’Italia a Internet

I primi Paesi europei ad essere stati inclusi nella rete Arpanet, nei primi anni ’70, furono la Norvegia e la Gran Bretagna. Verso la fine dello stesso decennio la University of London, poco prima della creazione del progetto Internet (con scopi di ricerca), distinto da Milnet (rete a scopi militari), propose all’allora CNUCE (Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico, con sede a Pisa) di connettere per la prima volta l’Italia alla rete.

Il CNUCE accettò e, a partire da quel momento, passarono quattro lunghi anni contraddistinti da lotte e attese per ottenere gli investimenti necessari. Non solo: c’era anche una battaglia culturale da combattere, secondo quanto dichiarato dagli stessi ricercatori che lavoravano al progetto. I grandi enti di telecomunicazioni dell’epoca (tra cui SIP, che deteneva il monopolio della telefonia) non avevano ancora la consapevolezza di ciò che tutto ciò avrebbe rappresentato e non sarebbe stato facile ottenere i fondi: Internet era molto differente rispetto a come lo conosciamo oggi e non tutti erano convinti della sua utilità, sopratutto nel lungo periodo.

I ritardi legati alla burocrazia e al disinteresse sul progetto ritardarono l’avvio dei lavori, tanto che si arrivò ad un primo momento di crisi da parte dei soggetti che si stavano occupando dei lavori nei lavori, tra cui Luciano Lenzini, l’allora responsabile dei sistemi di rete e dei calcolatori. A seguito di un contatto avuto durante un incontro tenutosi a Washinghton con Robert Kahn e Vint Cerf (gli sviluppatori del protocollo TCP/IP, considerati tra i padri della rete Internet moderna, coinvolti direttamente nel progetto di espansione della rete), Lanzini venne a sapere che l’hardware necessario per connettersi a Internet doveva essere rinnovato, poiché divenuto obsoleto.

Le speranze erano quasi perse, finché il Dipartimento di Stato statunitese, grazie anche all’intervento di Kahn e Cerf, decise di donare il mega computer Butterfly Gateway, un router grande quanto un frigorifero che avrebbe permesso il collegamento. Antonio Blasco Bonito fu il tecnico che si occupò di studiare il nuovo dispositivo e di scambiare il primo messaggio.

Da quando c’è Internet in Italia?

L’arrivo di Internet in Italia viene fatto risalire al 30 aprile 1986, il giorno in cui Antonio Blasco Bonito, insieme al team di ricercatori coinvolti nel progetto, riuscirono ad inviare la prima richiesta di login dal Centro Universitario Nazionale per il Controllo Elettronico del CNR di Pisa alla stazione di Roaring Creek, in Pennsylvania, passando per il centro di Telespazio di Fucino e i satelliti Satnet.

Dopo un primo tentativo parzialmente fallito, il messaggio arrivò con successo al secondo test: l’Italia era ufficialmente connessa a Internet (anche se la rete veniva ancora chiamata Arpanet).

La notizia, di enorme rilievo internazionale (l’Italia fu il quarto Paese “esterno” agli USA ad essere collegato alla rete, dopo Norvegia, Regno Unito e Germania), fu però oscurata dai terribili eventi di Chernobyl e, come scritto in precedenza, non si aveva un’idea ben chiara di che cosa avrebbe portato il progetto. In un’intervista del Corriere della Sera a Lanzini, Bonito e all’allora direttore del CNUCE Stefano Trumpy in occasione del trentennale festeggiato nel 2016, questo stato d’animo viene descritto alla perfezione: “non capimmo l’importanza di quello che stavamo facendo, quanto Internet avrebbe poi cambiato il mondo”.

La fine di Arpanet e gli albori dell’Internet moderno

Seguirono anni cruciali a livello internazionale, culminata con il crollo del muro di Berlino e del blocco sovietico: la Guerra Fredda era finita e il progetto Arpanet viene chiuso, ma non la rete Internet, che venne presto estesa anche ai civili. Gli anni ’90 porteranno il www, l’http, le prime Big Tech e compariranno i primi servizi di P2P, trasformando profondamente il progetto iniziale e rendendolo decisamente più “user friendly”.

In Italia la banda larga arrivò nel 2000 e fu l’ulteriore spinta per una diffusione capillare della Rete. I primi incentivi statali per l’acquisto di un computer, la diffusione delle prime reti 3G e il boom dei PC e dei telefonini con accesso a Internet sono alcuni degli eventi che hanno favorito la crescita delle connessioni nel nostro Paese. Il resto è storia recente, con l’arrivo degli smartphone e della banda ultralarga: se volete saperne di più potete dare una lettura al nostro speciale “Chi ha inventato Internet”.

Storia delle telecomunicazioni:

 

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