Mutuo per la ristrutturazione: quale scegliere?

Mutuo per la ristrutturazione: quale scegliere?
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di | 25-01-2017 | Mutui

Sommario

La ristrutturazione di una casa è sempre un passo importante per una famiglia o un singolo e spesso coincide con l’accensione di un mutuo quando non si possiede la liquidità sufficiente per affrontarla da soli oppure non si desidera abbassare di un colpo le proprie finanze ma si preferisce invece sostenere una spesa scaglionata nel tempo.

Quando parliamo di mutuo intendiamo un contratto, stipulato tra un mutuante (la banca generalmente) e un mutuatario (noi), dove chi concede il mutuo anticipa la somma di denaro necessaria per finanziare la ristrutturazione di casa, somma che verrà restituita nel tempo sotto forma di rate, con l’aggiunta degli interessi dovuti.

I fattori variabili che distinguono i mutui per la ristrutturazione casa sono innanzitutto la somma di denaro ottenibile dalla banca (il capitale massimo erogabile corrisponde all’80% del valore del nostro immobile dopo la sua ristrutturazione), la durata del periodo di restituzione, il numero di rate, le spese e il tasso di interesse richiesto.

E’ molto importante quindi calcolare sin da subito quale sarà il valore che la nostra abitazione acquisterà dopo la fine dei lavori, perché questo potrebbe variare sensibilmente a seconda delle opere che andremo a realizzare. Una casetta mal tenuta, in pessime condizioni energetiche e con impianti fatiscenti potrebbe facilmente raddoppiare il suo valore commerciale dopo un’imponente lavoro di ammodernamento, ampliamento e rifinitura, e questo inciderà sul capitale che la banca ci andrà a finanziare.

Prima di concederci un mutuo per la ristrutturazione di casa la banca verificherà attentamente la situazione patrimoniale del richiedente e il futuro valore della casa per la qualche si chiede il mutuo di ristrutturazione. Questo viene fatto per garantire a chi eroga il mutuo che in caso di mancato pagamento, l’acquisizione del bene immobile possa ripagare la somma messa a disposizione del mutuatario.

Agevolazioni sul mutuo per la ristrutturazione prima casa

Una ristrutturazione per l’acquisto della prima casa, ovvero inerente la casa dove risiede il mutuatario e la sua famiglia, ha diritto a delle agevolazioni fiscali corrispondenti alla detrazione IRPEF del 19% degli interessi passivi del mutuo.

Per accedere a tali sgravi è importante che l’immobile sia appunto la prima abitazione del richiedente (o che lo diventi entro pochi mesi dalla fine dei lavori di ristrutturazione) e che il mutuo venga stipulato a non oltre sei mesi di distanza dall’inizio dei lavori (sei mesi prima del loro inizio o sei mesi dopo il loro inizio, per capirci).

Diverse tipologie di ristrutturazione

Ristrutturare casa è una parola molto generica: i lavori possono andare da piccole migliorie a imponenti modifiche dal nostro immobile. Vediamo per quali lavori di ristrutturazione è possibile richiedere un mutuo e quali sono i documenti necessari da presentare alla banca.

Manutenzione ordinaria

E’ quel tipo di ristrutturazione che prevede l’adeguamento o la riparazione delle finiture e degli impianti degli edifici. Cambiare porte e serramenti, ammodernare un vecchio impianto elettrico, sostituire i sanitari sono ad esempio lavori di manutenzione ordinaria. In questo caso per richiedere un mutuo ristrutturazione è sufficiente fornire alla banca il preventivo di spesa che ci verrà fornito dalla ditta scelta per eseguire i lavori.

Manutenzione straordinaria

In questa tipologia di ristrutturazione rientrano i lavori che mirano al rinnovamento di un immobile, eventualmente anche sulle parti strutturali. Abbattere un tramezzo, allargare delle porte, modificare la sagoma di una finestra, rifare un sottotetto, sono lavori di manutenzione straordinaria. Oltre al preventivo dei lavori, per ottenere il mutuo dovremo fornire alla banca anche la domanda di autorizzazione lavori che avremo obbligatoriamente inoltrato al Comune per interventi di questo tipo.

Ristrutturazione con grandi opere

Sono quelle opere che implicano una trasformazione radicale dell’edificio e che richiedono una specifica concessione edilizia del Comune. Ampliare un immobile, installarvi prefabbricati o nuove costruzioni, sono ritenuti grandi opere. La banca prima di finanziare i lavori con un mutuo ci chiederà oltre al preventivo lavori anche a specifica concessione edilizia nonché la ricevuta dell’apposito versamento contributivo presso il Comune.

Gli interessi di un mutuo: tasso fisso e tasso variabile

Esistono due tipologie principali di tassi di interesse: fisso o variabile. Andiamo a vedere quali sono le differenze e quale potrebbe fare al caso nostro.

Mutuo a tasso fisso

Quello a tasso cosiddetto fisso, rimane costante nel tempo ed è noto al richiedente sin dal momento della stipula del contratto. In questo modo potremo conoscere sin da subito l’entità effettiva della cifra che andremo a restituire negli anni, senza sorprese.

Mutuo a tasso variabile

L’interesse a tasso variabile invece oscilla in base a un parametro chiamato Euribor (Euro Interbank Offered Rate, ovvero il tasso di interscambio di moneta tra le banche) che non rimane costante nel tempo.

Il principio è che il tasso fisso non riserva sorprese ma è generalmente più alto di quello variabile, mentre quest’ultimo è più basso ma ci espone a oscillazioni del costo del denaro che potrebbero alzare o abbassare il prezzo della somma da restituire alla banca

Modalità di erogazione del mutuo per ristrutturazione

A seconda del tipo accordi, la somma da finanziare potrà essere erogata in una soluzione unica (ovvero pari a tutto l’importo da noi richiesto) oppure gradualmente in base allo stato di avanzamento lavori. Solitamente questo scaglionamento del finanziamento non avviene per i piccoli lavori ma per quelli legati alle grandi opere, dove a ogni step della ristrutturazione seguono le fatture delle ditte incaricate dei lavori.

Quale mutuo per la ristrutturazione scegliere?

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