Accordo Fastweb Tiscali: frequenze 5G contro accesso alla fibra

Accordo Fastweb Tiscali: frequenze 5G contro accesso alla fibra
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di | 19-11-2018 | Fastweb, Internet ADSL e Fibra, News e Varie, Tiscali

Si tratta di un accordo storico, quello che si è perfezionato tra Fastweb e Tiscali. Uno scambio che apre il futuro a entrambi i provider, rimettendo in pista Tiscali e offrendo a Fastweb uno spettro di frequenze 5G non disponibile nell’impegnativa gara per l’assegnazione delle frequenze.

Delle trattative si ha notizia fin da luglio scorso e l’accordo, di cui erano trapelate voci a inizio novembre, era stato reso ufficiale 12 novembre. Il 16 novembre è divenuto pienamente esecutivo. Ecco di cosa si tratta.

Sommario

Tiscali: risanamento e rilancio su rete in fibra

Il titolo Tiscali ha fatto un balzo in alto in borsa già dopo l’annuncio del 12. A fronte della vendita a Fastweb del ramo d’azienda Fixed Wireless Access e delle licenze di Aria (società controllata), la società sarda ha ottenuto un’iniezione di liquidità che, tra il 2018 e il 2019, ammonterà a 130 milioni di euro nonché una copertura di 13 milioni di debiti che gravano sull’azienda. Accanto a ciò, si somma anche un accordo wholesale per un valore stimato di 55 milioni di euro.

Oltre il risanamento finanziario e la rivalutazione delle azioni in borsa, l’accordo assume particolare importanza per ciò che riguarda l’accesso di Tiscali alla rete in fibra ottica di Fastweb: un’apertura che permette di fruire di un’ampia copertura del territorio nazionale e di infrastrutture ultra-broadband di qualità. Inoltre, mantiene il pieno accesso all’infrastruttura FWA di Aria. Gli ingredienti giusti per rilanciare l’offerta commerciale e l’immagine dell’azienda.

Fastweb: quelle frequenze 5G fuori gara

Fastweb, con questo accordo, ha colto un’occasione d’oro, aggiudicandosi uno spettro di 40 Mhz nella banda 3.5 Ghz (banda considerata pioniera per il nuovo standard 5G) senza dover passare per gli esosi rilanci della gara indetta da Mise e Agcom che si è svolta tra settembre e ottobre per l’aggiudicazione delle frequenze.

La licenza per la banda 3.5 Ghz era stata assegnata ad Aria nel 2008, con scadenza nel 2023 e solo recentemente prorogata al 2029. Contro il provvedimento di estensione della licenza si sono scagliati gli altri operatori del mercato che hanno visto, nell’accordo Fastweb-Tiscali, uno svantaggio per l’accesso alle frequenze 5G all’infuori delle procedure di gara. Per ottenere il prezioso spettro di banda, infatti, l’esborso da parte di Fastweb è stato decisamente inferiore all’effort economico per le offerte in gara.

Sommando i due lotti da 20 Mhz aggiudicati da Wind 3 e Iliad nella banda contigua 3.7 Ghz, il valore economico che avrebbe dovuto sostenere Fastweb per i 40 Mhz ottenuti da Tiscali sarebbe dovuto ammontare a circa 970 milioni di euro, contro i 198 milioni pagati per licenza e infrastrutture.

I ricorsi e le segnalazioni di Vodafone, Iliad e Telecom

Sono proprio due delle tre società che hanno ottenuto i lotti della frequenza 3.7 Ghz, più Telecom Italia, a presentare ricorso al TAR contro la proroga della licenza di Aria sulla banda 3.5 Ghz. Accanto al ricorso, i provider hanno presentato anche segnalazioni all’Antitrust, al Mef e al Parlamento.

La notizia della chiusura dell’accordo tra Fastweb e Tiscali è arrivata mentre ancora si attendono i risultati dell’interrogazione parlamentare e dell’indagine dell’Antitrust: esiti che potrebbero compromettere il valore strategico-economico dell’operazione per Fastweb.

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