Agevolazioni risparmio energetico 2018: come cambia l’ecobonus 65%

Agevolazioni risparmio energetico 2018: come cambia l’ecobonus 65%
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di | 27-12-2017 | Come risparmiare, Energia, News e Varie

Con l’approvazione della Legge di Bilancio, si può fare il punto sulle agevolazioni per il risparmio energetico 2018. L’oramai famoso Ecobonus, la detrazione fiscale del 65% sugli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, come anticipato a ottobre, viene prorogato. Tuttavia, alcune modifiche rispetto agli anni precedenti rendono necessario un approfondimento per ciò che riguarda le novità introdotte dalle nuove agevolazioni.

Ecobonus per il 2018: 65% o 50%? Facciamo chiarezza

Il bonus per il risparmio energetico, per gli interventi effettuati nel 2018, subisce alcune modifiche. L’agevolazione fiscale permette di ottenere uno sconto Irpef pari a una parte della spesa sostenuta dal contribuente per migliorare l’efficienza energetica dell’immobile. Nonostante il bonus casa sia stato prorogato, non tutti i lavori potranno usufruire della detrazione al 65%. Percentuale alla quale ci si era abituati negli ultimi anni.

Ecobonus al 65%: la detrazione fiscale al 65% per il risparmio energetico, a partire dal 2018, non contemplerà l’acquisto e la posa in opera di infissi e schermature solari. Rimangono inclusi, dunque, i lavori di riqualificazione energetica degli edifici esistenti che permettono di raggiungere indici superiori di prestazione energetica per la climatizzazione invernale. Si tratta di interventi per l’isolamento termico dell’edificio, per l’acquisto e l’installazione di pannelli e impianti solari, nonché l’installazione di soluzioni di domotica per il risparmio energetico.

Micro-cogeneratori: I sistemi di micro cogenerazione permettono, con un unico dispositivo, di produrre energia elettrica e calore per un impianto di piccola taglia. La sostituzione di vecchi impianti con micro-cogeneratori permette di accedere a una detrazione fiscale del 65%.

Ecobonus al 50%: dedicato alle spese per infissi e schermature solari.

Il caso delle caldaie: la sostituzione di vecchi impianti di climatizzazione invernale con nuovi impianti basati su caldaie a condensazione (minimo classe energetica A) o caldaie a biomassa, darà diritto a una detrazione del 50%. Nel caso il dispositivo di climatizzazione non risponda a tale requisito, non la sua installazione non darà diritto ad alcun ecobonus. Nel caso il cambio d’impianto con uno di quelli sopra citati venga accompagnato dall’installazione di sistemi di termoregolazione smart, l’agevolazione fiscale per il risparmio energetico arriverà al 65%. Rimane al 65% anche la detrazione per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti basati su dispositivi ibridi: pompa di calore-caldaia a condensazione.

Superbonus dall’80% all’85%: il bonus fiscale superiore al 65% può essere richiesto solo dai condomini, qualora gli interventi di efficientamento energetico siano accompagnati da interventi per la riduzione del rischio sismico. Per ottenere il bonus all’80% bisognerà guadagnare una classe di rischio. Per l’85% è necessario guadagnare due classi di rischio.

Chi può richiedere la detrazione fiscale

Le detrazioni fiscali legate agli interventi per l’efficientamento energetico possono essere richieste da ogni contribuente in possesso, a qualsiasi titolo, dell’immobile interessato. I soggetti richiedenti possono essere persone fisiche, titolari di partita IVA, imprenditori e società, associazioni tra professionisti ed enti che non svolgono attività commerciale.

Possono usufruire delle detrazioni fiscali per il risparmio energetico anche i familiari conviventi del contribuente (persona fisica) che detiene o possiede l’immobile, nel caso in cui abbiano sostenuto le spese necessarie al miglioramento dell’efficienza energetica.

Come richiedere le agevolazioni per il risparmio energetico nel 2018: adempimenti e iter

Per poter usufruire delle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico, il contribuente dovrà presentare alcuni documenti all’ENEA, entro 90 giorni dalla fine dei lavori. La documentazione necessaria per accedere all’Ecobonus è la seguente:

  • Asseverazione (documento da conservare) – Documento prodotto dal tecnico abilitato o dal direttore dei lavori. Necessario per attestare la corretta esecuzione dei lavori rispetto ai requisiti tecnici. Nel caso d’installazione di elementi edili o dispositivi (come ad esempio i serramenti o le caldaie), questo attestato può essere sostituito dalla certificazione dei costruttori.
  • Attestato di certificazione energetica (da trasmettere all’ENEA) – Redatta da un tecnico abilitato a seguito degli interventi effettuati. Tale documento non rientra nella pratica, nel caso in cui gli interventi si limitino alla posa d’infissi sul singolo immobile, di pannelli solari, caldaie e altri impianti per la climatizzazione invernale.
  • Scheda informativa degli interventi (da trasmettere all’ENEA – A seconda dell’entità degli interventi d’efficientamento, andranno compilate delle schede che identificano il soggetto interessato dalla spesa per gli interventi, l’edificio sul quale sono stati eseguiti, il tipo d’intervento, il risparmio energetico risultante e il costo dell’intervento.

I pagamenti soggetti a detrazione dovranno essere effettuati mediante bonifico bancario o postale, anche con procedure online (i titolari di reddito d’impresa sono esonerati da tale obbligo). Il versamento attraverso bonifico dovrà essere riconoscibile. Per tale motivo è importante curare alcuni aspetti del versamento: la causale, l’indicazione del codice fiscale del beneficiario della detrazione, partita IVA o codice fiscale del soggetto beneficiario del versamento (ditta o professionista incaricata dei lavori di efficientamento energetico).

Le fatture e le ricevute fiscali, nonché le ricevute dei bonifici, dovranno essere conservate ed esibite all’Autorità finanziaria in caso di richiesta per la verifica della legittimità delle agevolazioni per il risparmio energetico relative ai lavori effettuati nel corso del 2018.

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