Apple e la rincorsa a Spotify: lo streaming musicale è il futuro

Apple e la rincorsa a Spotify: lo streaming musicale è il futuro
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di | 17-08-2015 | Aziende e Professionisti, News e Varie

Apple rincorre Spotify. Si chiama streaming musicale ed è un mercato a detta degli esperti enorme, immenso e ricco di nuove opportunità. Online infatti il consumatore ha iniziato a usufruire di contenuti multimediali: film, serie tv e tanto altro ancora. Anche la musica è parte integrante di questo processo di digitalizzazione, ed è Spotify la prima grande multinazionale digitale che ha saputo dare filo da torcere alle major musicali contrastandone l’enorme potere con un servizio innovativo, brillante ed assolutamente vicino alle vere esigenze di un consumatore ormai sempre più esigente.

Apple ha appena lanciato un servizio di streaming musicale tutto targato con la “mela di Cupertino”, si chiama Apple Music, previsti 100 milioni di utenti, non roba da poco. Un abbonamento che a 9.90 euro al mese consente all’utente di ascoltare se non tutto, quasi tutto. Basti pensare che Apple “possiede” 360 milioni di utente che adorano l’iPhone, da qui il salto alla conquista della musica e quindi a marcare stretto i competitors potrebbe essere brevissimo e pericolosissimo un po’ per chiunque.

Spotify. Il miracolo svedese della “musica su internet” è avvisato, a breve un nuovo concorrente digitale enterà in scena. Spotify può contare su una user experience geniale e sulle orme di un miracolo economico senza precedenti, milioni di utenti in giro per il mondo non ne possono fare a meno, sia della versione gratuita sia di quella premium, quest’ultima la vera fonte di redditività per la piattaforma che per prima ha messo in seria difficoltà i big del mercato della musica. Ciò nonostante la “start up” è ancora in passivo, e sembra lentamente venir fuori dalle ingenti spese di gestione, anche se i nuovi abbonati si affollano ogni giorno sulla piattaforma web in ambito musicale più innovativa del momento.

Youtube. Già, nel mercato dello streaming musicale non poteva mancare Google. Youtube è ancora la piattaforma web in ambito musicale (gratuita) capace di incollare al pc e al mobile la maggior parte degli utenti di tutto il mondo. Solo che a Mountain View vogliono fare le cose in grande, e non lasciarsi scappare le prelibate fette di un mercato musicale online in netta espansione, con Play Store dunque un altro competitor per Cupertino sembra avere le carte in tavola per dare battaglia sul web, a colpi di ascolti di brani, interazione con gli artisti e quanto altro ancora in materia musicale il digitale possa proporre.

Gli artisti. Gli artisti hanno beneficiato secondo gli esperti della nascita di questo nuovo duopolio: “vecchie major vs nuove piattaforme digitali. Certo, perchè il web non è solo a favore di chi investe milioni di quattrini in nuovi e mastodontici progetti interattivi, ma anche per piccole etichette e artisti emergenti che tramite l’online si promuovono, si fanno conoscere e soprattutto si fanno ascoltare, staremo a vedere.

 

 

 

 

 

 

 

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