Assegnazione frequenze 5G: svelate le offerte per l’asta

Assegnazione frequenze 5G: svelate le offerte per l’asta
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di | 11-09-2018 | Internet ADSL e Fibra, News e Varie

Il 10 settembre 2018 è scaduto il termine per la presentazione delle offerte economiche per la gara di assegnazione delle frequenze per il 5G. Un momento epocale nella storia del mercato delle telecomunicazioni italiano, per le potenziale d’innovazione che ci si attende da questo standard per i network di quinta generazione.

Dalla nota pubblicata ieri dal Mise si apprende che le offerte sottoposte entro il termine (e quindi ammesse alla gara) sono di Iliad Italia S.p.A., Fastweb S.p.A., Wind 3 S.p.A., Vodafone S.p.A. e Telecom Italia S.p.A. Prima di capire quali sono gli operatori che hanno ottenuto le frequenze oggetto della gara, si dovrà passare per le fasi di perfezionamento competitivo e di assegnazione. Ma c’è già qualcosa di definitivo.

Sommario

Perché è importante il 5G

Nel mondo TLC (e nell’industria più in generale) c’è una grande attesa per la diffusione del 5G. È una tecnologia disruptive, in grado di abilitare sviluppo in diversi settori dell’economia, grazie all’ampliamento delle applicazioni della connettività e alla creazione di nuovi modelli di business.

Cosa c’è di nuovo: la rivoluzione dell’architettura di rete

Il 5G, a prima vista, non è una rivoluzione Copernicana: si tratta di una tecnologia che sfrutta le reti radiomobili. Tuttavia, dal punto di vista progettuale, la strutturazione delle reti 5G rappresenta un cambio di paradigma notevole, introducendo una flessibilità che migliora le performance a seconda delle applicazioni (network slicing).

C’è, tra gli altri, il fattore velocità di trasmissione dati e l’affidabilità della connessione: una rete 5G avrà una prestazione stabile ed equiparabile a una connessione in fibra ottica (FTTH), raggiungendo anche i 6 Giga al secondo e una latenza di 1 ms. Al di là delle prestazioni di picco, comunque, le reti 5G permetteranno una velocità minima di trasferimento dati di 100 Mbps in downstream e 50 Mbps in upstream.

Una caratteristica che, con ogni probabilità, segnerà il tramonto delle connessioni fisiche (e delle loro costose infrastrutture).

Il 5G è anche un tassello importante per raggiungere l’obiettivo fissato dall’UE per il 2025: quello della gigabit society: la diffusione universale delle connessioni ad almeno 1 Giga al secondo.

Frequenze 5G: lo spettro

Come avviene per ogni trasmissione radiotelevisiva, le frequenze sono limitate e devono essere assegnate a un gestore attraverso una gara. Le bande pioniere per le trasmissioni 5G sono state definite a livello europea e, in Italia, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha preso in carico il compito di regolarne l’assegnazione e l’utilizzo.

Le bande a disposizione sono le seguenti:

  • 694-790 MHz (attualmente dedicato ai broadcaster fino al 1° gennaio 2022)
  • 600-3.800 MHz
  • 5-27.5 GHz

Frequenze 5G: la gara

L’8 maggio 2018, con la delibera n. 231/18/CONS, l’Agcom definiva le regole per l’utilizzo delle frequenze da dedicare al 5G, nonché le procedure per la loro assegnazione. La licenza di 20 anni prevista dall’assegnazione, aggiudicherà l’utilizzo delle frequenze fino al 2038.

Per l’asta si individuavano diversi lotti di banda:

  • Banda 694-790 MHz (6 lotti) – Destinata a servizio radiomobile classico.
  • Banda 3.600-3.800 MHz (4 lotti) – Destinati ad applicazioni IoT come connected car, e-health…
  • Banda 26.5-27.5 GHz (5 lotti) – Modello sharing (accesso alle frequenze degli altri lotti non assegnate).

In UK, la gara per l’assegnazione delle frequenze ha fruttato allo Stato 1,35 miliardi di sterline (1,52 miliardi di euro). In Italia, dall’operazione si attendevano 2,5 miliardi: una stima che si è avvicinata molto all’ammontare delle offerte iniziali (2,48 miliardi).

Tra le regole della procedura di assegnazione, ce n’è una particolarmente significativa per l’attuale scenario, che già ci dà qualche certezza sull’esito dell’asta. L’accesso alla banda attorno ai 700 MHz verrà assegnata in via riservata alla società qualificata come “nuove entranti”, per colmare lo iato d’investimento in infrastrutture rispetto alle concorrenti, nonché al “remedy maker” che ha permesso la fusione tra Wind e 3. In una parola, stiamo parlando di Iliad.

Asta 5G: Iliad ha già vinto

Seppure nell’incertezza derivante dai rilanci competitivi, le posizioni d’asta sembrano già delineate. Tuttavia, c’è una certezza: Iliad si aggiudica d’ufficio una banda pregiata, quella attorno ai 700 MHz, destinata alle radicomunicazioni classiche. E lo ha fatto offrendo la base d’asta.

C’è, però, una questione: attualmente la banda è utilizzata dai servizi di broadcasting (Tv) e sarà resa disponibile solo a partire dal 1° gennaio 2022.

Assegnazione frequenze 5G: gli assenti e i rilanci

Alla gara erano stati ammessi anche Linkem e Open Fiber. Tuttavia, la scadenza di ieri non ha visto le due società presentare le loro offerte. Ci si attende che entrino in gioco durante la fase di rilancio, competendo con le offerte iniziali di Iliad Italia S.p.A., Fastweb S.p.A., Wind 3 S.p.A., Vodafone S.p.A. e Telecom Italia S.p.A. o andando a coprire le frequenze per le quali non è stata avanzata alcuna offerta.

I miglioramenti competitivi vedranno, come campo di battaglia, la banda 3.7 GHz: ambitissima anche per la sua immediata disponibilità (1° gennaio 2019).

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