Assicurazione Peer to Peer: nasce Lemonade

Assicurazione Peer to Peer: nasce Lemonade
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di | 11-11-2016 | Assicurazione Casa, Assicurazioni, News e Varie

Con la sempre maggiore digitalizzazione della vita, non stupisce che dagli Stati Uniti sia arrivata Lemonade la prima assicurazione Peer to Peer. Come si applica il modello Peer to Peer alle assicurazioni? La risposta non è difficile: basta condividere il rischio con un gruppo di altre persone ed essere consapevoli che in caso si arrivi alla fine del periodo assicurativo senza aver fatto incidenti, si potrà contare su un rimborso.

Questo modello assicurativo è già molto diffuso in diversi Paesi del mondo soprattutto in Germania, con Friendsurance, in Inghilterra, con Guevara e in Francia con Inspeer. A differenza di queste tre società, che si appoggiano ad assicuratori tradizionali per sostenere i rischi, Lemonade opera con una propria licenza che è stata approvata il 15 settembre 2016.

Il fondatore della start up, Daniel Schreiber, si è ispirato alle piattaforme tecnologiche di Uber e Facebook. «Un’assicurazione costruita sul paradigma delle reti social»”, spiega Schreiber, «unirebbe la vera affinità, con un’accessibilità universale. Si manterrebbe la promessa di un’assicurazione che è di gran lunga meno conflittuale, meno costosa e meno burocratica. Realizzare questo, richiede la creazione di un’assicurazione da zero: nuovi modelli di business e un radicale nuovo quadro tecnologico. Questo è esattamente quello che stiamo facendo».

Assicurazione Peer to Peer: Come funziona?

L’assicurato può scegliere se entrare a far parte di un gruppo (o cerchia) già esistente oppure dare vita a una nuova cerchia, diventandone ambasciatore. I gruppi hanno un numero di persone comprese tra 5 e 50, spesso composto da persone che si conoscono.

Se da una parte il peer to peer si pone come l’assicurazione del futuro, dall’altra la possibilità di incappare in problemi  derivanti dalla condivisione dei rischi è elevata. Uno di questi potrebbe essere l’estensione della cosiddetta shadow insurance, ovvero l’attività para-assicurativa esercitata da soggetti non vigilati.

Attualmente le assicurazioni più diffuse sono ancora quelle che si basano sui canoni tradizionali ma la possibilità concreta di vedere diffondersi un’assicurazione che mescola elementi di collettivismo a quelli dei normali sistemi assicurativi potrebbe rivelarsi una buona opportunità per il mondo assicurativo del futuro.
Ora è ancora presto per sbilanciarsi in previsioni ma l’opportunità offerta dalle assicurazioni peer to peer sembra andare incontro alle esigenze della generazione dei millenial che, visto le instabili sicurezze economiche, cercano di trovare prodotti dai costi ridotti ma nel contempo efficaci.

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