Aumenti bollette: nuova stangata per gli italiani, +55% luce +41% gas

di | 03-01-2022 | Gas, Luce e Gas, News e Varie

A partire dal prossimo mese scattano gli aumenti per luce e gas, solo in parte compensati dal bonus sociale pensato dal governo.

Aumenti bollette: nuova stangata per gli italiani, +55% luce +41% gas
Confronta

Il nuovo anno non inizia nel modo migliore per i contribuenti italiani, già stremati da aumenti che stanno coinvolgendo molti settori. Tra questi c’è una voce di spesa che riguarda tutti, famiglie e imprese, che non può che rappresentare l’ennesima stangata in un periodo complesso come quello che stiamo vivendo: le bollette luce e gas, infatti, registrano una vera e propria impennata, mitigata solo in parte dall’intervento del governo. L’esecutivo guidato da Mario Draghi, infatti, ha concesso alle famiglie in difficoltà la possibilità di versare il contributo dovuto a rate.

Sommario


Bollette più care: +55% luce, +41% gas

Come annunciato qualche settimana fa, il 2022 inizia nel modo peggiore per gli italiani, già stremati da tasse e aumenti che coinvolgono diversi settori. Sin dal primo giorno dell’anno nuovo, infatti, si registrano rialzi alle stelle per le bollette luce e gas: per quanto riguarda l’energia elettrica, il rialzo sarà del 55%, mentre nel caso del metano sarà del 41%. Numeri che inevitabilmente non possono che generare preoccupazione nei contribuenti, soprattutto in chi da quasi due hanno ha riscontrato un calo del potere d’acquisto a causa delle restrizioni introdotte per arginare la pandemia.

Ma c’è un dato ulteriore che non può che fare riflettere. Se non ci fosse stato un intervento del governo, che ha predisposto un bonus ad hoc per chi si trova in difficoltà, la situazione sarebbe stata ben peggiore. In questo caso, infatti, secondo quanto riportato da Arera (l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), gli incrementi record delle materie prime “avrebbero portato a una maggiorazione del 65% della bolletta dell’elettricità e del 59,2% di quella del gas”.

Aumenti luce e gas 2022: le conseguenze per le famiglie italiane

Sfruttare i vantaggi previsti già da ora per chi decide di aderire al mercato libero, che consente di scegliere fornitore e tariffa che si ritengono più adeguate alle proprie esigenze di consumo in attesa dell’entrata in vigore definitiva, può permettere di provare a mitigare almeno in parte la situazione.

L’Autorità ha così provato a effettuare un calcolo per avere un’idea più precisa della portata degli aumenti e capire quindi quali effetti possono avere sulle tasche degli italiani. Per una famiglia tipo nel primo trimestre del nuovo anno questa situazione si traduce in una spesa per la famiglia tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il primo aprile 2021 e il 31 marzo 2022) pari a circa +823 euro, con una variazione del +68% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente. Questo sta a significare un incremento di circa 334 euro/anno.

Per quanto riguarda il gas, invece, la spesa per la bolletta del gas sarà di circa 1.560 euro, con una variazione del +64% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente, (+610 euro/anno).

A vigilare sulla situazione ci sta pensando il Codacons, associazione in prima linea in difesa dei diritti dei cittadini, che ritiene sia inaccettabile quello che sta accadendo. Si arriva infatti cifra record di + 1.119 euro a famiglia solo per i rincari di luce e gas tra il 2021 e il 2022. La variazione rispetto a solo poco tempo fa è davvero rilevante: “Alla luce dei nuovi aumenti disposti, in soli 9 mesi le tariffe del gas salgono del +84,4%, mentre l’elettricità cresce del +86,9%. Questo significa che ogni singola famiglia si ritrova a spendere +1.119 euro a causa sia degli aumenti registrati nel 2021, sia di quelli che sono scattati dal 1° gennaio” – sono le parole del presidente Carlo Rienzi.

Un aiuto alle famiglie e alle aziende grazie al Bonus

Il bonus introdotto dal governo per aiutare a calmierare le spese previste per le bollette luce e gas può rivelarsi provvidenziale per molti. Sulla base dell’Isee sono 2,5 milioni i nuclei familiari che hanno diritto all’agevolazione per l’elettricità, mentre 1,4 milioni quelli che aderiranno all’incentivo per il gas.

L’Autorità ha potenziato il Bonus, che sarà pari a 600 euro solo per il primo trimeste del 2022. Di questi, 200 euro per l’elettricità (famiglia con 3-4 componenti) e 400 euro per il gas (famiglia fino a 4 componenti, con riscaldamento a gas in zona climatica D).

Per chi invece dovesse usufruire del sistema di rateizzazione (sono previste fino a dieci rate) stabilito dal governo, questo sarà valido per le fatture emesse da gennaio fino ad aprile 2022 e non prevede alcun tasso di interesse. Per chi ha questa necessità è stato stabilito un fondo pari a 1 miliardo di euro, con un meccanismo di anticipo alla filiera elettrica da attuarsi con la Csea, la Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali.

Stefano Besseghini, presidente ARERA, è consapevole che la situazione non sia da sottovalutare, soprattutto perché può avere conseguenze pesanti anche per le imprese che hanno necessità di sfruttare l’energia in tutto l’arco della giornata o quasi. “Siamo in presenza di una situazione assolutazione eccezionale – si legge nella nota ufficiale che è stata emessa a riguardo –. Anche ARERA cerca di dare il proprio contributo sfruttando le limitate leve disponibili delle bollette e lo strumento dei bonus sociali luce e gas. Come già avvenuto nella fase del lockdown, sarà determinante l’azione responsabile dei consumatori. Il risparmio energetico (clicca qui se desideri conoscere quali sono gli erroir che spesso commettiamo, anche inconsapevolmente, e che finiscono per incidere sui conti di luce e gas) è uno strumento a cui dobbiamo guardare con attenzione. Serve però anche la solidarietà tra i consumatori, che si esprime anche nella puntualità dei pagamenti per chi ne ha la possibilità. Siamo consapevoli che parti importanti della società si trovano oggi di fronte a difficoltà pesanti e inattese. ARERA sta valutando modifiche a quella parte di regolazione che normalmente si applica alle fasi ordinarie adeguandola, coerentemente con il proprio mandato istitutivo, a una situazione che non ha precedenti”.

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