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Auto a guida autonoma: quando arriveranno in Italia?
di Fabio Caliendo | 25-04-2026 | News e Varie, News NoleggioNon basta la tecnologia: tenendo conto dei ritardi normativi e i limiti infrastrutturali, il percorso resta ancora tortuoso. <Ecco cosa manca davvero per vedere le auto a guida autonoma sulle nostre strade.

Auto a guida autonoma. Roba da fantascienza. Viene da pensare a Blade Runner, dove le auto si spostavano da sole. Era il 1982 e una cosa del genere non era minimamente immaginabile. Oggi, invece, ci siamo: non è più fantascienza. I costruttori continuano a lavorarci, con ADAS sempre più sofisticati e tecnologici. Le auto moderne frenano da sole in emergenza, mantengono la corsia, accelerano autonomamente e molto altro ancora. Sono sempre più connesse e l’intervento dell’essere umano sarà sempre minore. Quando arriveranno in Italia? Ecco cosa sappiamo.
Sommario
E’ SAE che decide sulla guida autonoma
Lo standard globale in tema di guida autonoma è definito dalla classificazione internazionale della SAE (Society of Automotive Engineers). I livelli vanno da 0 a 5: se volete sapere quali sono i gradi di automazione, cliccate su questo link dove spieghiamo tutto. Va detta una cosa molto importante: il livello 3 rappresenta il vero “salto”, dato che la responsabilità legale passa dal conducente al costruttore. Va da sé che questi ultimi dovranno essere estremamente sicuri prima di affidarsi a questa tecnologia. In Germania troviamo il Mercedes DRIVE PILOT, che però recentemente ha rallentato il proprio sviluppo. Continua invece lo sviluppo Tesla, che presto potrebbe portare questa tecnologia anche nel nostro Paese, ma andiamo con ordine.
Dal 2024, qualcosa è cambiato
Può sembrare assurdo, ma esistono già sistemi ADAS (Advanced Driver Assistance Systems) che rendono la guida parzialmente autonoma. Dal luglio 2024, grazie alla normativa europea GSR2, sono obbligatori su tutte le auto nuove vendute nell’Unione Europea. Parliamo di sistemi come la frenata automatica d’emergenza, l’avviso di superamento involontario della corsia, il rilevamento della stanchezza del conducente, la telecamera posteriore e l’adattamento intelligente della velocità (ISA). Tecnologie che rientrano nella guida autonoma di livello 1 e 2.
Tre costruttori a caccia del primato
A contendersi il primato sono attualmente tre marchi: Tesla, Mercedes-Benz e BMW. Partiamo dai tedeschi, che come detto stanno rallentando lo sviluppo. Mercedes-Benz offre il DRIVE PILOT, sviluppato su Classe S ed EQS, omologato in Germania, Nevada e California come sistema di livello 3. Fino a 60 km/h, su autostrade mappate e in condizioni di traffico intenso, il conducente può togliere le mani dal volante e distogliere lo sguardo dalla strada.
BMW ha risposto con il sistema Highway Assistant, con funzioni di livello 2+ già viste su Serie 7 e i7. Il livello 3 era in sviluppo, ma anche qui si registrano rallentamenti. Volkswagen, tramite il gruppo Cariad, sta lavorando a soluzioni simili per Audi e Porsche, ma al momento ci sono poche informazioni.
E Tesla? Con il sistema Autopilot offre un pacchetto aggiuntivo chiamato Full Self-Driving (FSD). Attenzione però: siamo ancora a un livello 2 SAE, quindi le mani devono restare sul volante. Nei Paesi Bassi è stata introdotta una procedura chiamata “FSD (Supervised) Activation Tutorial”: dopo aver completato un tutorial iniziale, è possibile attivare il sistema, ma la responsabilità resta comunque del conducente.
La normativa europea per le auto a guida autonoma
Va detto che l’Unione Europea è ancora in ritardo dal punto di vista normativo. Attualmente, il Regolamento UN-ECE 157 consente l’uso di sistemi di livello 3 per la guida automatizzata, ma solo in autostrada e fino a 60 km/h (ALKS — Automated Lane Keeping System). La Germania lo ha già recepito nel proprio Codice della Strada. Si parla di futuri sviluppi, come l’aumento del limite fino a 130 km/h, sorpassi automatici e guida in aree urbane delimitate. Entro il 2028 il quadro normativo dovrebbe essere più chiaro.
Auto a guida autonoma: quando arriveranno in Italia?
L’Italia? Siamo ancora indietro, anche per via della burocrazia. Ma c’è un altro problema: le infrastrutture. La guida autonoma non dipende solo dall’auto, ma anche dall’ambiente in cui si muove. La segnaletica orizzontale deve essere ben visibile, servono reti 5G per la comunicazione veicolo-infrastruttura (V2X), mappe HD aggiornate e strade in buone condizioni. Autostrade come la A1 o la A14 potrebbero essere idonee, ma su molte strade statali e provinciali, con segnaletica sbiadita e manutenzione carente, è difficile immaginare una diffusione rapida.
Assicurazione e guida autonoma
C’è poi il tema assicurativo. L’attuale RC auto copre la responsabilità del conducente, ma con i sistemi di livello 3 la responsabilità passa al costruttore o al fornitore del sistema. L’ANIA (Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici) sta discutendo la questione con il Ministero dei Trasporti, ma al momento manca una regolamentazione chiara. C’è ancora molta incertezza e il nostro Paese non sembra pronto. Insomma, la strada verso la guida autonoma in Italia è ancora lunga… e non proprio in discesa.
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