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Auto nuove con telecamera interna obbligatoria: cosa è cambiato dal 7 luglio
di Fabio Caliendo | 04-08-2026 | News e Varie, News NoleggioCon l'ingresso del sistema denominato ADDW, le nuove auto vantano una microcamera nell'abitacolo. A cosa serve e perché c'è?

Non si fa altro che parlare di auto connesse e videocamere. Tutto questo fa parte degli ADAS, sistemi progettati per aiutare il conducente e aumentare la sicurezza alla guida. Oggi le videocamere di bordo non rappresentano più soltanto un supporto per le manovre di parcheggio. Con l’introduzione dei nuovi sistemi ADAS obbligatori dall’estate del 2024, la normativa è diventata più severa e articolata. Dallo scorso 7 luglio, inoltre, l’obbligo è stato esteso a tutti i veicoli di nuova immatricolazione. Parlando di telecamere, siano esse esterne o interne all’auto, queste sono sempre più diffuse. La videocamera interna, in particolare, svolge una funzione ben precisa. Vediamo quale.
Sommario
ADAS obbligatori dal 2026: le videocamere
Come vedremo nel corso di questo approfondimento, le telecamere, insieme ai sensori, fanno parte dei nuovi sistemi ADAS obbligatori. La normativa europea prevede infatti che il veicolo sia in grado di “leggere” l’ambiente circostante e di monitorare anche il livello di attenzione del conducente. In quest’ultimo caso, il sistema elabora le immagini e interviene con avvisi sonori o, in alcuni casi, con manovre automatiche. Ma andiamo con ordine.
Quali sono i nuovi ADAS obbligatori? Il primo è proprio quello di cui parleremo oggi, ossia l’Avviso avanzato di distrazione del conducente (ADDW). Troviamo poi l’Assistenza intelligente alla velocità (ISA), che rileva i limiti imposti dalla segnaletica stradale, il Sistema di mantenimento della corsia di emergenza (ELKS), la Frenata automatica di emergenza evoluta (AEBS) e il Registratore di eventi (EDR, la cosiddetta “scatola nera”). Non mancano inoltre il Rilevamento in retromarcia, la Predisposizione all’installazione dell’Alcolock (cos’è e come funziona – chi deve installarlo e quanto costa) e le Luci di stop adattive. In generale, quindi, alla classica telecamera posteriore si affiancano numerosi altri sistemi basati su radar, lidar, sensori e centraline elettroniche.
Advanced Driver Distraction Warning: come funziona
Tra gli ADAS obbligatori troviamo il sistema di monitoraggio del conducente. Questo utilizza una videocamera interna ed è denominato ADDW (Advanced Driver Distraction Warning), ovvero Avviso avanzato di distrazione del conducente. La tecnologia è prevista dal Regolamento UE 2019/2144, ma come funziona? Il principio è piuttosto semplice. Sfrutta una telecamera rivolta verso il volto del conducente, in grado di analizzare gli occhi, la posizione della testa e, in molti casi, anche le mani sul volante. Attraverso algoritmi di visione artificiale valuta se lo sguardo è rivolto verso la strada oppure se il conducente è distratto, ad esempio perché utilizza lo smartphone o compie altre azioni che possono compromettere la sicurezza. Inoltre, se rileva segnali di stanchezza prolungata che aumentano il rischio di incidente, il sistema interviene.
Se lo sguardo resta lontano dalla strada per un determinato intervallo di tempo oppure il sistema rileva segnali compatibili con un colpo di sonno, interviene emettendo avvisi acustici, vibrazioni al volante e/o messaggi sul quadro strumenti. Alcuni sistemi di ultima generazione possono inoltre richiedere al conducente di riprendere saldamente il controllo del volante o intervenire con altre azioni di assistenza.
Ora è tutto di serie
Se fino a pochi anni, o addirittura pochi mesi fa, tutta questa tecnologia era riservata agli optional, oggi le cose sono cambiate profondamente. Le videocamere dedicate alle manovre non sono più un semplice accessorio. Le nuove auto sono infatti quasi sempre equipaggiate con almeno una telecamera posteriore e con sistemi di rilevamento durante la retromarcia. Spesso sono presenti anche sensori per il monitoraggio dell’angolo cieco.
Le versioni più ricche dispongono inoltre della visione a 360°, ottenuta combinando le immagini provenienti da più telecamere installate sul frontale, sugli specchietti e nella parte posteriore dell’auto. In questo modo il conducente può visualizzare praticamente ogni lato del veicolo.
Naturalmente la tecnologia continua a evolversi. Queste telecamere sono ormai in grado di gestire numerose funzioni. Tra queste troviamo l’assistente al parcheggio semi-automatico, capace di controllare non solo lo sterzo, ma in alcuni casi anche acceleratore e freno. Sono inoltre disponibili sistemi di assistenza all’uscita dai parcheggi con avviso di veicoli in avvicinamento. Nei sistemi di guida assistita più evoluti, la telecamera frontale lavora in sinergia con il radar per mantenere la corsia e la distanza di sicurezza, contribuendo al funzionamento dell’ELKS e dell’ISA. Per chi vive in città, frequenta strade particolarmente strette o parcheggi difficili, questi sistemi rappresentano un aiuto davvero prezioso. Resta comunque fondamentale ricordare che gli ADAS assistono il conducente, ma non possono sostituire la sua attenzione.
Privacy: come funziona?
C’è poi un altro aspetto da considerare: la privacy. La crescente diffusione delle videocamere a bordo impone inevitabilmente alcune riflessioni sulla gestione dei dati raccolti. Del resto, il quadro normativo europeo in materia di sicurezza apre anche questo tipo di interrogativi. È vero che molti sistemi non registrano continuamente le immagini e conservano soltanto ciò che è realmente necessario. Tuttavia, le dashcam integrate e le “scatole nere” video hanno funzioni differenti. Possono infatti registrare e conservare immagini e altri dati relativi agli eventi critici o ai sinistri. Si tratta di soluzioni proposte dai costruttori e spesso consigliate anche dalle compagnie assicurative.
Il proprietario dell’auto può generalmente gestire alcune di queste funzioni tramite le impostazioni del veicolo. È quindi opportuno verificare se sia disponibile la registrazione automatica, per quanto tempo vengano conservati i dati e quali informazioni vengano effettivamente salvate, dalle immagini fino ai parametri di guida e allo stato dei sistemi ADAS.
Il fattore sicurezza
Chiudiamo con una riflessione. Le auto dotate di sistemi ADAS contribuiscono concretamente a migliorare la sicurezza stradale. L’utilizzo di una o più videocamere di bordo, insieme agli altri sistemi di assistenza, può ridurre gli incidenti causati dalla distrazione del conducente, come i tamponamenti, ma anche i piccoli urti durante le manovre di parcheggio. Si tratta quindi di tecnologie che meritano sicuramente attenzione e che, con il tempo, contribuiranno a rendere la circolazione più sicura.
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