Bolletta luce in Italia: quanto paghiamo rispetto al resto dell’UE

Bolletta luce in Italia: quanto paghiamo rispetto al resto dell’UE
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di | 24-10-2018 | Energia, News e Varie

Con gli ultimi rincari sul prezzo dell’energia elettrica e con la prospettiva di ulteriori aumenti a partire dal 2019, le bollette della luce potrebbero diventare una voce di spesa rilevante per tutti i consumatori. Non solo per quelle famiglie che già vivono in condizione di povertà energetica. Viene naturale chiedersi quanto paghiamo l’energia elettrica rispetto al resto dei Paesi dell’Unione Europea. Da noi, la luce costa di più? O anche i nostri connazionali europei si trovano nella stessa situazione?

Per rispondere a questa domanda, abbiamo analizzato uno studio pubblicato di recente, nel quale si effettua una comparazione delle bollette della luce a livello europeo. Si tratta del rapporto “Energia elettrica, anatomia dei costi” pubblicato a inizio ottobre da RSE (Ricerca sul Sistema Energetico) sui dati 2017.

Ciò che abbiamo scoperto è sorprendente.

Sommario

Costo al kWh in Italia rispetto all’UE: penalizzati i medi/alti consumi residenziali e l’impresa

La tentazione di dare la colpa al sistema-Italia per il disagio economico rappresentato dalle bollette della luce è forte. Eppure, la fornitura di energia elettrica è un servizio con nessun valore aggiunto: una differenza di prezzo è inconcepibile e la comparazione delle bollette è legittima. Ma, chiaramente, la questione è più articolata. La composizione del prezzo della bolletta di ciascun Paese comprende costi generali, tasse e imposte e un costo al kWh per l’approvvigionamento della materia energia che possono variare sensibilmente il loro peso sul valore finale della fattura. Inoltre, la progressività o la rigidità di alcuni elementi di costo possono determinare un maggiore o minore impatto dei volumi di consumo.

Lo studio mette in luce una grande differenza nel rapporto tra prezzi italiani (costo dell’energia, tasse incluse) e media europea, proprio in base al volume di consumo.

Confronto dei prezzi dell’elettricità in Italia, tasse incluse, con la media europea per diverse categorie di utenti

Tipo utenteConsumo annuoItalia (€/MWh)Francia (€/MWh)Germania (€/MWh)Regno Unito (€/MWh)Spagna (€/MWh)Media UE-27 (€/MWh)Differenza % su media UE
Domestico base2,5 MWh198175317193241214-7,48%
Domestico medi consumi3,5 MWh231153292177215200+15,5%
Domestico alti consumi7 MWh288141278161194192+50,0%
Piccola impresa100 MWh233131217160184176+32,4%
Media impresaDa 500 MWh a 2 GWh197108189129147148+33,1%
Energivoro5 GWh17694170128129132+33,3%
Grande energivoro>20 GWh14885152121105118+25,4%

Energia elettrica, anatomia dei costi – dati 2017 (RSE)

Consumatore domestico: -7,48% per chi consuma meno di 3.500 kWh/anno, +15,5% per chi supera la soglia

Per i clienti domestici che consumano meno di 3.500 kWh all’anno, le bollette nostrane, comprese di costi e tasse, sono più convenienti della media europea. Si paga il 7,48% in meno. Secondo quanto riportato dallo studio di RSE, si tratta di una larga fetta di famiglie italiane: il 77% dei punti di prelievo sul nostro territorio consumano meno di 2.640 kWh all’anno. Chi rientra in questa categoria, secondo i dati del 2017 sui quali si basa lo studio, ha pagato 0,198 ogni kWh consumato. È andata peggio a tedeschi (0,317 €/kWh) e spagnoli (0,241 €/kWh).

In Italia va meno bene a chi consuma tra i 3.500 e i 6.900 kWh all’anno. Quelli che vengono considerati medi consumatori, pagano il 15,5% in più della media europea. I grandi consumatori (7.000 kWh e oltre) arrivano ad avere un 50% in più in bolletta rispetto a un europeo medio con gli stessi consumi.

Impresa: +33%, l’energia che mina la competitività

La nota dolente arriva per i clienti business. Già la media impresa (con consumi tra i 500 MWh e i 2 GWh all’anno) paga il +33,1% rispetto a quanto pagano mediamente le concorrenti europee. Anche le imprese energivore (5 GWh/anno) devono mettere in bilancio bollette del 33,3% più care rispetto alla media europea. Le grandi energivore ( consumi superiori ai 20 GWh/anno) sopportano fatture del 25,4% più alte della media UE.

Aumenti 2018/2019: come cambiano le cose

Quanto riportato dallo studio di RSE, come si è detto, fa riferimento ai dati 2017. Oggi le cose sono cambiate? Cambieranno nel prossimo futuro? Probabilmente sì. E per capire in che senso, non possiamo che attendere l’aggiornamento del rapporto.

Tuttavia, qui possiamo fare alcune considerazioni che possono portare a rivalutare quella piccola posizione di vantaggio economico conquistata dall’Italia rispetto alla media europea: la convenienza della bolletta per il 77% delle famiglie italiane.

Gli aumenti del prezzo dell’energia elettrica durante l’ultimo semestre 2018 può avere impattato sulla classifica europea stilata da RSE, ma solo se in qualche Paese UE è stato introdotto un sistema di calmieramento del prezzo della materia prima o se il fabbisogno energetico è stato coperto da un aumento della produzione interna. Infatti, gran parte degli aumenti a cui abbiamo assistito sono derivati da fattori che hanno influenzato i mercati all’ingrosso a livello internazionale. Nel 2018 i consumatori italiani hanno anche dovuto farsi carico degli sgravi

La situazione cambierà senz’altro con il 2019: l’ultima fase della riforma tariffaria per la luce, che doveva compiersi all’inizio del 2018, è stata rimandata al prossimo anno, così come l’incremento degli oneri generali di sistema. Tutti costi che andranno a pesare maggiormente proprio su quella fascia di consumatori italiani che, fino al 2017 erano stati favoriti rispetto alla media europea.

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