Bollette a 28 giorni: che fine hanno fatto i rimborsi?

Bollette a 28 giorni: che fine hanno fatto i rimborsi?
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di | 20-12-2018 | Internet ADSL e Fibra, Leggi Norme Regole, News e Varie

Il Consiglio di Stato, così come richiesto da Telecom Italia, Vodafone, Wind e Fastweb, ha sospeso l’obbligo di rimborso per le bollette emesse a 28 giorni. Il braccio di ferro tra Agcom e Telco iniziato più di un anno fa continua ai più alti livelli della giustizia amministrativa. Dopo la conferma dell’obbligo da parte del Tar del Lazio, sede dinnanzi alla quale le società TLC avevano impugnato la decisione di Agcom, ora il Consiglio di Stato fa fare un passo indietro. E non è l’unico passo indietro nei confronti dei diritti dei consumatori di cui il Consiglio di Stato è attore o testimone in questi ultimi giorni dell’anno: il 18 dicembre TIM ha potuto presentare le proprie ragioni contro la delibera Agcom sulla libertà del modem, senza il controcanto dell’Avvocatura di Stato che avrebbe dovuto difendere la decisione del TAR di procedere con l’entrata in vigore del divieto di imposizione del terminale di connessione. Mentre su quest’ultimo punto si attende la decisione del Consiglio di Stato, per quanto riguarda il rimborso delle bollette emesse a 28 giorni, per ora non c’è speranza: i consumatori non vedranno il rimborso sotto l’albero di Natale per effetto della sospensiva del Consiglio di Stato.

Sommario

La crono-storia (infinita) delle bollette a 28 giorni

27 giugno 2017 entra in vigore il procedimento n° 252/16/CONS (come modificato dalla delibera n° 121/17/CONS) dell’AgCom, che impone la fatturazione mensile per le utenze di telefonia fissa.

4 dicembre 2017: con la conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, il divieto di fatturazione a 28 giorni diventa normativo.

21 dicembre 2017 Agcom diffida TIM, Fastweb, Vodafone e Wind a stornare gli importi illegittimamente fatturati ai consumatori attraverso la fatturazione a 28 giorni.

Gli operatori si rivolgono al TAR per impugnare il provvedimento di Agcom.

1° marzo 2018 Agcom richiede una tutela immediata ed effettiva dei consumatori lesi dalla fatturazione a 28 giorni. Si ipotizza un rimborso non economico, sotto forma di giorni di servizio gratuito.

Aprile 2018, gli operatori ritornano alla fatturazione a 30 giorni.

Luglio 2018 Agcom stabilisce che il rimborso ai clienti dovrà essere calcolato a partire dal 27 giungo 2017, fino ad aprile 2018. In via compensatoria, gli operatori dovranno fornire ai clienti un numero di giorni di servizio gratuiti, corrispondenti ai giorni erosi attraverso la fatturazione a 28 giorni. Gli operatori ricorrono al TAR del Lazio.

21 novembre 2018, il TAR respinge il ricorso degli operatori, imponendo la restituzione delle giornate sottratte ai clienti entro il 31 dicembre 2018, ma annulla la multa comminata alle Telco da Agcom. Gli operatori impugnano la sentenza dinnanzi al Consiglio di Stato, chiedendo di congelare i rimborsi.

Il 20 dicembre 2018 il Consiglio di Stato accoglie la richiesta delle TLC, bloccando i rimborsi a carico delle compagnie.

Il ricorso delle compagnie telefoniche accolto dal Consiglio di Stato si basa sul fatto che l’Autorità non aveva il potere di obbligare le compagnie a rimborsare ai clienti i giorni di fatturazione erosi, stabilendone anche le modalità. Infatti, tale potere (secondo le compagnie ricorrenti) è stato acquisito da Agcom grazie a un decreto legge successivo al periodo in cui è stata presa la decisione.

Quando verranno rimborsate le bollette a 28 giorni

La sospensione degli effetti di una sentenza da parte del Consiglio di Stato è un atto cautelativo che il Consiglio può mettere in atto in situazioni che richiedono approfondimento. Quindi, non si tratta di un atto definitivo, ma temporaneo, in attesa di emettere una sentenza esecutiva.

Attualmente non si hanno maggiori informazioni su quanto avverrà nei prossimi mesi, ma vi terremo aggiornati per informarvi sui rimborsi per le fatturazioni a 28 giorni.

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