Comunicato Sky, Vodafone e WINDTRE: Rete unica sia neutrale e indipendente

di | 22-09-2020 | Fastweb, Fibra, Internet ADSL e Fibra, News e Varie, SKY, TIM, Vodafone, Wind

La vicenda sulla Rete unica tiene ancora banco tra le discussioni relative alla banda ultralarga nel nostro Paese: il rischio di un ritorno al passato, ad una situazione di squilibrio tra provider (se non ad un vero e proprio monopolio), sta preoccupando non poco le diverse compagnie che operano sul mercato, tanto da spingere Sky, Vodafone e WINDTRE a diramare una nuova nota congiunta in merito.

Rete unica indipendente per dare competitività all’Italia

I tre amministratori delegati, a seguito dell’incontro con TIM e CdP, hanno ribadito la posizione già presa nei mesi scorsi, auspicando che “il progetto di rete possa svilupparsi in maniera coerente con le premesse, dando vita a un operatore non verticalmente integrato, e pertanto capace di garantire condizioni di neutralità e indipendenza rispetto a tutti gli operatori”.

Solo in questo modo, quindi, è possibile avere una rete in fibra ottica FTTH capace di contribuire alla competitività dell’Italia, grazie ad un’infrastruttura moderna, all’avanguardia, ma soprattutto senza posizioni dominanti o di vantaggio nell’accesso.

Perché l’idea di una Rete unica

Tutto parte dal via libera del Governo per la creazione di una società unica che realizzi una rete nazionale, grazie all’accordo tra Cassa Depositi e Prestiti (controllata in maggioranza dal Ministero dell’Economia e proprietaria, insieme a ENEL, di Open Fiber) e TIM. Inizialmente il progetto di una rete unica e neutrale era parte del progetto Open Fiber, realtà che è riuscita in questi anni a sviluppare un’infrastruttura di banda ultralarga.

A seguito delle decisioni sull’Agenda Digitale Europea e gli ambiziosi obbiettivi di portare Internet veloce anche nelle aree a “fallimento di mercato” (comuni dove solitamente i provider non hanno convenienza ad investire, a causa degli alti costi e di margini di ricavo ridotti), la stessa Open Fiber è riuscita ad ottenere i fondi per l’estensione della rete anche nei comuni più “difficili”.

Per evitare di incappare in contrasti tra Open Fiber e TIM (già presente su buona parte del territorio nazionale con una rete propria) sia dal punto di vista dei lavori che degli investimenti, è tornato sul tavolo il progetto di una rete unica che coinvolgesse anche l’ex monopolista, soprattutto a seguito dell’evidenza di una infrastruttura inadeguata emersa durante i mesi dell’emergenza Coronavirus.

Per far ciò Telecom Italia, in accordo con Fastweb e KKR, ha creato FiberCop, società che andrà a gestire la rete secondaria del provider e che, insieme a OpenFiber, diventerà il gestore della Rete unica. Il nome scelto sarà AccessCo e dovrebbe esordire già nei primi mesi prossimo anno.

Gli obiettivi del gestore unico

Tra gli obiettivi dichiarati di AccessCo, quindi, vi sono:

  • la realizzazione di una rete indipendente e neutrale a cui gli operatori potranno accedere alle stesse condizioni, evitando posizioni dominanti e di vantaggio;
  • la creazione una rete unica in banda ultralarga ancora più estesa, coinvolgendo anche le aree a fallimento di mercato;
  • sostituire i cavi in rame degli armadi stradali con la fibra ottica sulla rete secondaria di TIM;
  • incrementare le prestazioni della rete Internet fissa a livello nazionale.

Le preoccupazioni degli altri provider

La presenza di TIM come attore principale del progetto di Rete unica può suscitare timori di scarsa neutralità e indipendenza: l’operatore, infatti, avrà il 50,1% di AccessCo. Tuttavia, la governance dell’azienda prevedrebbe dei meccanismi specifici per evitare qualsiasi posizione dominante da parte della società.

Nonostante le varie rassicurazioni delle società coinvolte, è comprensibile la richiesta dei provider concorrenti di ottenere più garanzie in merito, un maggior coinvolgimento in nome di una più ampia pluralità e di un obiettivo che, stando all’idea stessa del progetto, dovrà avvantaggiare tutti, in particolare i cittadini e le aziende del Paese che usufruiranno dei servizi della Rete unica.

Che cosa succederà, quindi? TIM e CdP puntano a chiudere la partita entro il primo trimestre 2021 ma non è escluso che durante questi mesi mesi vi siano dei cambi di rotta in merito al progetto. Ovviamente vi terremo aggiornati nel caso in cui vi fossero delle novità importanti.

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