Internet 100 volte più veloce della fibra ottica: la nuova tecnologia

Internet 100 volte più veloce della fibra ottica: la nuova tecnologia
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di | 29-10-2018 | News e Varie

Ora che la fibra ottica sta entrando, piano piano, nelle case degli italiani, grazie all’operato di Open Fiber e dei diversi Comuni della Penisola, si è iniziato già a parlare di una  nuova tecnologia per le connessioni internet. Si tratta di un dispositivo nanofotonico, la cui tecnologia “Twisted Light” permetterebbe di raggiunger velocità di trasmissione 100 volte superiore a quella della fibra ottica.

Vediamo di cosa si tratta.

L’evoluzione tecnologica delle connessioni internet

Il cavo in fibra ottica, o più comunemente, la fibra ottica è una tecnologia di trasmissione dei dati che permette di raggiungere alte velocità di navigazioni in internet. Materialmente si tratta, appunto, di un cavo al cui interno si trovano filamenti in vetro o polimeri plastici del diametro non inferiore a quello di un capello umano. Per quanto riguarda il funzionamento, la connessione in fibra ottica è possibile grazie a impulsi di luce che viaggiano attraverso i filamenti.

Rispetto al cavo in rame della comune ADSL, il cavo in fibra riesce a trasmettere molti più dati per unità di tempo e a resistere agli agenti atmosferici avversi. Inoltre, un trasferimento di dati tramite fibra ottica non è soggetto alla diminuzione del segnale tra grandi distanze in quanto è in grado di sfruttare una banda di frequenze più ampia.

Al giorno d’oggi, la fibra ottica non è più un mistero per molti italiani che grazie all’operato della wholesale only Open Fiber, possono usufruire dei vantaggi che le velocità di connessione fino a 1Gigabit al secondo permette, quali:

  • Utilizzare contemporaneamente pc, smartphone, tablet e smart tv, senza rallentamenti
  • Avere accesso a soluzioni professionali per le imprese
  • Scaricare video e film in pochissimo tempo senza interruzioni
  • Effettuare chiamate e videochiamate senza perdita di segnale

Ormai anche tutti i principali operatori telefonici italiani propongono offerte Fibra Ottica in base alla copertura raggiunta dal servizio nelle diverse aree del territorio, che potete facilmente confrontare anche su ComparaSemplice.it.

Proprio grazie ai recenti investimenti di Open Fiber in collaborazione con Fastweb, Tiscali, Vodafone e Wind, le prospettive di espansione della copertura, in Italia, sembrano avere un grande futuro.

Eppure, la fibra ottica potrebbe essere già acqua passata in vista di una nuova innovazione per le connessioni.

Come abbiamo detto poco sopra, il funzionamento della fibra si basa su impulsi di luce che viaggiano da una estremità all’altra del cavo in fibra. Il modo in cui la luce viene codificata all’inizio del cavo e elaborata alla sua fine, rallenterebbe la velocità di trasmissione di dati che, potenzialmente, potrebbe raggiungere performance di netto superiori.

Secondo il Dr. Haoran Ren della School of Science di RMIT University in Australia, le attuali comunicazioni ottiche si stanno dirigendo verso una crisi di capacità. A risolvere il problema ci penserebbe una nuova tecnologia: il primo dispositivo nanofotonico al mondo, capace di codificare e elaborare molti più dati e molto più velocemente rispetto alla fibra ottica, grazie a un impulso luminoso, “twisted light” (letteralmente “luce attorcigliata”), che riesce a utilizzare l’oscillazione delle onde luminose per codificare i dati, aumentando così, la larghezza di banda. Questo dispositivo sfrutta anche la luce che non è possibile vedere, al contrario della fibra che riesce a sfruttare solo una frazione della capacità dell’onda luminosa. La luce è “attorcigliata” perché questa nuova tecnologia trasporta onde luminose ridimensionate in spirali. Questo stato è detto “light in a state of orbital angular momentum” (OAM).

Di questa nuova tecnologia si era già cominciato a parlare nel 2016, quando il laboratorio Artificial-Intelligence Nanophonics (LAIN) sempre de RMIT University aveva pubblicato uno studio in cui si parlava della luce “twisted”, ma allora, la tecnologia per rilevare una più ampia gamma di luce OAM era impensabile. Eppure, dopo soli due anni di lavoro, il Professor Min Gu, direttore generale per l’innovazione nella ricerca e l’imprenditorialità presso il RMIT, ha fatto sapere che i materiali utilizzati nel dispositivo sono compatibili con i materiali a base di silicio utilizzati nella maggior parte delle tecnologie e si adattano alle dimensioni della tecnologia in fibra esistente. Dunque potrebbero  essere applicati per aumentare la larghezza di banda, o potenzialmente la velocità di elaborazione di oltre 100 volte rispetto alla fibra ottica, entro i prossimi due anni.

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