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Convertire auto a benzina in elettrica: è possibile?
di Fabio Caliendo | 13-05-2026 | News e VarieSi può convertire un'auto a benzina in elettrica? Ecco tutto quello che c'è da sapere

Chiamatela “conversione” o “retrofit”, il risultato è sempre lo stesso: trasformare un’auto con motore termico in un’auto elettrica. Va detto, però, che si tratta di un’operazione piuttosto costosa, anche se in passato sono stati previsti incentivi dedicati. Ad esempio, con il Decreto Agosto furono introdotti contributi fino al 60% dei costi di conversione, con un tetto massimo di 3.500 euro. In ogni caso, bisogna valutare attentamente il costo dell’operazione e confrontarlo con i consumi e i costi attuali di benzina o diesel.
Sommario
La legge
In Italia la conversione elettrica è regolata dal Decreto Ministeriale 219/2015, conosciuto come Decreto Retrofit. La normativa disciplina le procedure di omologazione e installazione dei sistemi di riqualificazione elettrica sui veicoli originariamente dotati di motore termico. :contentReference[oaicite:0]{index=0}
La legge prevede la possibilità di modificare sia auto private sia veicoli aziendali. Basta poi una rapida ricerca online per trovare diverse aziende e officine specializzate in questo tipo di interventi. Ovviamente ogni auto è diversa e non sempre la conversione è tecnicamente conveniente o possibile, ma generalmente l’operazione prevede tre fasi:
- Rimozione del motore termico e della meccanica collegata
- Installazione del powertrain elettrico e della batteria
- Omologazione e aggiornamento della carta di circolazione
Convertire un’auto a benzina in elettrica: a chi si rivolge
La conversione elettrica si rivolge principalmente alle auto piuttosto anziane. Vetture che magari non abbiano un particolare valore storico, e che quindi non sarebbe un peccato “snaturare”.
L’idea è quella di recuperare un’auto ancora valida dal punto di vista di carrozzeria e interni, ma magari con il motore ormai arrivato a fine vita. Inoltre, il retrofit può essere interessante per chi vive in città soggette a limitazioni ambientali e possiede un’auto con una classe Euro ormai superata.
Retrofit elettrico: cosa serve
Naturalmente ogni vettura è un caso a sé, ma le componenti necessarie sono quasi sempre le stesse. Il tecnico dovrà installare:
- batteria;
- motore elettrico;
- inverter e sistemi elettronici di gestione;
- sistema di ricarica;
- componentistica elettrica di supporto.
La disposizione delle componenti varia in base allo spazio disponibile sulla vettura e alle richieste del cliente, oltre che ai vincoli tecnici e omologativi.
Attenzione al… peso
Il problema tecnico principale di questo tipo di trasformazioni è sicuramente il peso. Un retrofit elettrico modifica in maniera importante la massa complessiva dell’auto. Sulle vetture leggere, sotto i 1.000 kg, è difficile installare batterie molto grandi. Il motivo? Si rischierebbe di compromettere spazi interni, bilanciamento e requisiti omologativi.
Da benzina a elettrica: come cambia l’auto
Se vi preoccupate dell’estetica, state tranquilli: normalmente si cerca di rispettare il più possibile la disposizione originale del mezzo. Il motore elettrico trova generalmente spazio nel vano motore originale, mantenendo anche lo schema di trazione iniziale. Va poi ricordato che un powertrain elettrico è molto meno ingombrante di un motore termico.
E la batteria? L’accumulatore viene spesso installato al posto del serbatoio del carburante oppure sotto il pianale. In alcuni casi viene montato anche nel cofano anteriore, ma così si rischia di sbilanciare troppo il peso sull’avantreno.
Quanto costa convertire un’auto a benzina in elettrica?
Veniamo al punto più importante: il costo. Ovviamente varia molto da caso a caso, ma generalmente, batteria esclusa, il costo dell’intervento può oscillare tra i 5.000 e i 7.000 euro. :contentReference[oaicite:1]{index=1}
Perché escludere la batteria? Perché è il componente che incide maggiormente sul prezzo finale. Una piccola batteria da 10 kWh, adatta magari a una citycar, può costare intorno ai 5.000 euro e garantire circa 50-70 km di autonomia reale. Salendo a 15 kWh si possono superare i 7.000 euro, mentre con 20 kWh si arriva tranquillamente vicino ai 10.000 euro.
Insomma, la spesa media complessiva per un retrofit elettrico può facilmente arrivare tra i 14.000 e i 18.000 euro, soprattutto se si scelgono batterie più capienti.
L’omologazione
Come la mettiamo con la legge? Parliamo pur sempre di modifiche molto importanti. Ebbene, le officine specializzate che effettuano conversioni elettriche normalmente includono anche l’iter di omologazione. :contentReference[oaicite:2]{index=2}
Il veicolo dovrà infatti essere sottoposto a collaudo presso la Motorizzazione per ottenere l’aggiornamento della carta di circolazione. La targa resterà la stessa, mentre il PRA riceverà comunicazione della nuova alimentazione del mezzo.
Non solo… elettrica
Attenzione poi a un altro aspetto interessante. Solitamente il retrofit elettrico prevede la completa rimozione della meccanica originale. Esistono però anche progetti ibridi, nei quali il motore elettrico viene affiancato all’unità termica.
Un esempio noto è quello dell’Officina Gentile di Torino, che ha lavorato su una Fiat Panda 4×4 del 2012. In quel caso è stato rimosso l’albero di trasmissione ed è stato installato un motore elettrico sull’asse posteriore. Il risultato? Una sorta di ibrida integrale: motore termico davanti e motore elettrico dietro.
Si può fare anche sulle auto totalmente elettriche? Sì, in alcuni casi è possibile aggiungere un secondo motore su un altro asse, ma chiaramente i costi salgono ulteriormente. Insomma, il retrofit elettrico è affascinante, ma al momento resta un’operazione tutt’altro che economica.
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