Dal 2018 Sky Go e Netflix si potranno guardare all’estero

Dal 2018 Sky Go e Netflix si potranno guardare all’estero
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di | 17-03-2017 | Leggi Norme Regole, News e Varie

Sky Go sta al calcio come Netflix sta alle serie TV. È un’equazione facile e immediata per tutti i fanatici dello sport e per tutti gli appassionati di telefilm. Ecco, per tutti loro è arrivata una grande notizia: dal 2018 le le due applicazioni di streaming TV più popolari del momento – Sky Go e Netflix – potranno finalmente essere utilizzate all’estero, per la precisione all’interno dei paesi della Comunità Europea.

Al momento si tratta soltanto di una proposta al vaglio della Commissione Affari Giuridici del Parlamento Europeo ma, dopo la decisione di porre fine al roaming internazionale per chiamate, SMS e traffico Internet dal prossimo giugno 2017, è molto probabile che anche la proposta di abbattere i confini dello streaming online si trasformerà in legge e l’Europa potrà finalmente perdere le sue barriere anche nel settore della fruzione dei contenuti in streaming.

Una proposta, quindi, che renderà disponibili all’estero non solo Sky Go e Netflix ma anche tutte le altre piattaforme di distribuzione di contenuti in streaming come Mediaset Premium Play, Now TV, Chili.

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Una vera e propria rivoluzione che renderà forse obsoleta per sempre la pratica di utilizzare i server VPN per guardare i canali in streaming e on demand quando ci si trova all’estero. L’accordo – raggiunto l’8 febbraio 2017 – e sottoscritto da Parlamento Europeo, Commissione e Consiglio – prevede tuttavia dei limiti. La possibilità di vedere in streaming film, serie TV, partite, gare di Formula 1 e MotoGP come se si fosse nel proprio paese di residenza sarà consentito soltanto a coloro che si spostano temporaneamente da un paese all’altro, dunque solo a chi viaggia. Non sarà permesso, invece, a chi sposta la propria residenza proprio per evitare che chi si trasferisce in un altro paese in modo permanente possa sfuggire ai controlli dei distributori di contenuti e sfruttare in questo modo le tariffe del paese di appartenenza.

Ma, se da un lato l’accordo garantisce il diritto del consumatore di utilizzare il proprio abbonamento anche quando si trova all’estero, dall’altro come potranno le aziende tutelarsi da chi, trasferendosi all’estero, continuerà a fruire dell’abbonamento sottoscritto nel suo paese pagando il prezzo – magari più basso – praticato nel suo Stato? Per evitare questo tipo di abusi, pare che le piattaforme di streaming online potranno effettuare controlli sugli indirizzi IP.

E questo è il passaggio delicato sul quale si sta discutendo e che necessita di essere regolamentato in modo chiaro per evitare che venga leso il diritto alla privacy dei consumatori.

Se le aziende potranno sapere dove si trova l’abbonato in qualsiasi momento, se potranno venire a conoscenza dei dati personali dei loro clienti, come potranno questi difendersi e tutelare il proprio diritto alla privacy? La palla ora è passata formalmente nelle mani della Commissione Affari Giuridici del Parlamento Europeo ma, nonostante ci sia ancora questo delicato passaggio da chiarire, c’è da credere che anche questo scoglio verrà superato e che presto sarà possibile seguire le gare di calcio, Formula 1, MotoGP e le serie tv sul proprio smartphone, tablet o laptop anche quando ci si trova in vacanza.

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