Energia solare in Italia: grandi risultati ma anche tanti ostacoli

Energia solare in Italia: grandi risultati ma anche tanti ostacoli
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di | 20-05-2015 | Energia, News e Varie

energia solare italiaL’energia solare in Italia attraversa una fase di grande sviluppo, i dati parlano chiaro, ci sono impianti in tutti i comuni Italiani, segno che gli incentivi governativi hanno funzionato negli anni, e cittadini e imprese si sono dotati con una certa facilità di pannelli solari per abitazioni, capannoni, e diversi tipi di locali.

Oggi gli impianti sono presenti in tutti gli 8.047 Comuni italiani, e la crescita è costante: nel 2009 erano 6.993, 3.190 nel 2007 e 356 nel 2005. Numeri confortanti anche per quanto concerne la copertura dei fabbisogni elettrici e termici locali, basti pensare che solo nel 2014 si è arrivati a soddisfare il 38% del dispendio energetico nazionale.

Questo ha portato l’Italia a guadagnarsi il primo gradino del podio a livello mondiale per incidenza del solare anche se Legambianete denuncia una miriade di ostacoli che rischiano di arrestare l’ottima tendenza in corso. Difatti il 2014 non è stato un anno di eccelsi risultati, il peggiore dell’ultimo decennio, alcune problematiche hanno minato lo slancio di un’evoluzione verso l’energia solare che sembrava ormai consolidato.

I problemi che Legambiente ha voluto sottolineare sono tanti, anche se fra tutti, due si distinguono maggioramente: il primo è di tipo burocratico, in Italia purtroppo non esistono ancora procedure chiare per l’approvazione dei progetti. La seconda problematica invece riguarda la sfera economica di questo settore che a causa di parecchi interventi normativi di vario genere, ha subito tagli agli incentivi e ha accumulato un sovraccarico a livello di imposte per molti non più sostenibile. Governo, imprese e istituzioni sanno dunque che non possono pianificare strategie ottimali nel lungo periodo.

Le speranze risiedono perciò in un “Green Act” alle porte, un testo ricco di provvedimenti che dovrebbero entrare in vigore già da giugno. Si è parlato inoltre di Carbon Tax, una tassa che potrebbe ridare slancio al piccolo declino avuto negli ultmi mesi, e quindi far partire nuovi investimenti per una nuova efficienza energetica.

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Una riforma verde potrebbe definire nuove regole decisive per la valutazione dei progetti scaturiti da fonti rinnovabili e quindi promuovere un’innovazione costante nel mercato dell’energia elettrica che permetta al settore italiano di competere con altri Paesi tramite l’unione degli impianti più piccoli e la creazione di contratti di lungo termine, e soprattutto avviando un “rinnovamento” degli impianti già esistenti.

Non ci resta che aspettare le prossime manovre di un Governo, che sembra sempre più lanciato verso politiche riguardanti le energie pulite ma che ancora stenta a dirimire impicci burocratici e a risolvere il fastidioso problema del taglio agli incentivi.

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