Eni e Conoe: il biocarburante dal riciclo di oli esausti

Eni e Conoe: il biocarburante dal riciclo di oli esausti
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di | 17-05-2017 | News e Varie

L’olio utilizzato per le fritture può diventare energia e carburante le per nostre case e per i nostri veicoli. È la sfida che Eni ha lanciato, assieme a Conoe, il Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi esausti, stringendo un accordo per favorire il riutilizzo degli scarti delle fritture per alimentare le bioraffinerie di Eni (prima quella di Venezia e, il prossimo anno, quella di Gela).

Il Consorzio, secondo l’accordo sottoscritto con Eni, grazie alla propria rete di aziende specializzate nella rigenerazione degli oli e dei grassi vegetali e animali utilizzati, sarà la chiave di volta del progetto per la produzione di carburanti green (diesel, nafta, Gpl).

Si stima che, con l’avvio della produzione della bioraffineria di Gela nel 2018, Eni sarà in grado di acquistare, dalle aziende aderenti al Conoe, ben 65mila tonnellate di oli usati.

Il risparmio per l’ambiente in cifre

La convenienza dell’operazione non interesserà solo le due realtà industriali, ma anche l’ambiente. Secondo le stime del Consorzio, si potranno risparmiare fino a 3.130 kg di CO2 per ogni tonnellata di biodiesel prodotto e consumato. Inoltre, nella produzione di una tonnellata di biodiesel con oli esausti, si potranno risparmiare fino a 1,9 metri cubi d’acqua.

L’eccellenza della bioraffineria di Venezia

In un momento in cui i rifiuti sono un tema caldo della cronaca, la notizia del protocollo Eni-Conoe porta alla luce un’eccellenza italiana. La bioraffineria di Porto Marghera può, infatti, vantare un primato eccellente: è il primo esempio in tutto il mondo di riconversione di una raffineria petrolchimica in impianto di produzione di biocarburanti di alta qualità da materie prime approvvigionabili dalla filiera del riciclo (oli vegetali e biomasse).

L’impianto è attivo dal 2014 e, finora, è stato alimentato a olio di palma, di cui è sempre stata certificata la provenienza per il rispetto della biodiversità. Da oggi, l’olio di palma viene progressivamente sostituito dagli oli esausti.

L’evoluzione del protocollo Eni-Conoe? Il riciclo dell’olio esausto domestico

Grazie all’incremento del fabbisogno di oli esausti di cui necessiterà Eni per sviluppare e mantenere la produzione di biocarburante, si apre la strada a una politica di recupero dell’olio utilizzato nelle cucine delle case italiane. Ciò potrà avvenire grazie agli accordi con le PA locali e alle aziende pubbliche di raccolta dei rifiuti domestici.

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