Fatturazione a 28 giorni: tra rimborsi e aumenti

Fatturazione a 28 giorni: tra rimborsi e aumenti
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di | 28-12-2017 | Fastweb, Internet ADSL e Fibra, News e Varie, Telecom, Telefonia, TIM, TRE, Vodafone, Wind

La notizia è di qualche giorno fa: l’AgCom ha irrogato le multe per la pratica di fatturazione a 28 giorni da parte degli operatori telefonici. Un provvedimento che non ha scritto la parola “fine” a un capitolo turbolento della storia del mercato TLC italiano. Arriva, infatti, da parte dell’Autorità la richiesta di quello che, praticamente, può essere definito un rimborso forfettario per i clienti vittime della fatturazione a 28 giorni. Un affondo che rischia di colpire pesantemente le finanze dei provider e che si va a sommare alla multa comminata a TIM, Vodafone, Wind Tre e Fastweb.

Gli operatori del mercato dovranno trovare un’altra via per far fronte a quel calo di ricavi del 15,8% che ha colpito il settore tra il 2012 e il 2016. Ma la soluzione è ovvia. Infatti, l’AgCom ha questionato solo sulla forma dell’aumento di fatto delle tariffe, non sul merito. E qualche compagnia ha già posto rimedio al mancato guadagno.

I rimborsi per la fatturazione a 28 giorni

I consumatori saranno senz’altro attratti dall’ipotesi di rimborso per un aumento percepito come subdolo e ingiustificato. Ma andiamo a vedere su cosa si baserà questo reintegro e quali sono i presupposti.

Presentata come un innocuo cambio di tempistiche di emissione della bolletta, la fatturazione a 28 giorni nasconde una mensilità da pagare in più all’anno. Un escamotage che è stato subito messo sotto i riflettori da clienti e associazioni dei consumatori. Un aumento di fatto che è stato quantificato in una maggiorazione della spesa dell’8,6% per utente. Da uno studio AgCom si apprende che il tutto ha portato a un’entrata di circa 1,19 miliardi di euro in più per le compagnie telefoniche.

In seguito al divieto di fatturazione a 28 giorni, reso legge dalla conversione del Decreto fiscale 148/2017 (l. 172/2017), la fatidica bolletta a 4 settimane sarà fuori legge. Gli operatori possono adeguarsi al nuovo corso entro aprile.

Nel provvedimento nel quale l’AgCom ha irrogato la multa a TIM, Vodafone, Wind Tre e Fastweb si legge anche di un reintegro dei giorni non fruiti dai clienti. Il rimborso si dovrebbe concretizzare in uno storno nella prima bolletta che seguirà il ripristino della fatturazione mensile. In tale bolletta, gli utenti dei servizi telefonici e Internet si troveranno una somma a credito, da sottrarre a quanto dovuto per il canone, corrispondente ai giorni che, a partire dal 23 giugno 2017, sono stati sottratti alla legittima fatturazione su base mensile.

I rincari

La risposta degli operatori è ovvia: si riporta la fatturazione al mese, ma il guadagno su base annua non cambia. Che siano 13 o 12 mensilità, le telco non mollano sugli aumenti. E su questo, l’AgCom non ha nulla da ridire. Il risultato è che la bolletta torna mensile, ma l’aumento rimane a +8.6% su base annua.

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