Iliad accusata di poca trasparenza dall’Aeci

Iliad accusata di poca trasparenza dall’Aeci
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di | 22-06-2018 | Iliad, News e Varie, Telefonia

Sicuramente l’arrivo del colosso della telefonia mobile francese Iliad in Italia, ha scosso notevolmente le acque del mercato destando palpabile preoccupazione tra gli operatori della telefonia mobile concorrenti, dati i buoni risultati ottenuti dai francesi in poco tempo. L’offerta a 5.99 euro ha inevitabilmente sconvolto la piazza, e la pioggia di critiche non è tardata ad arrivare. Contestazioni queste, che qualche giorno fa, si sono trasformate in un esposto arrivato dai consumatori.

Ricapitoliamo la vicenda.

Sommario

L’arrivo di Iliad in Italia e il terremoto nel mercato

Iliad è una società francese che lavora nel campo dalle telecomunicazioni dal 1990, offrendo servizi di telefonia mobile con sede a Parigi. Grazie alle offerte dai costi stracciati, la società, a partire dal 2010 ha scritto un nuovo corso della storia in Francia per la telefonia mobile. Nel 2017 ha servito più di 13 milioni di clienti (18,5% di share di mercato).

Il 1° settembre 2016 la Commissione europea ha approvato ufficialmente la fusione di Wind e 3 Italia, confermando l’ingresso di Iliad come nuovo operatore mobile italiano e il 29 maggio 2018 a Milano il brand è stato ufficialmente lanciato nel nostro Paese in concomitanza con la presentazione dell’offerta commerciale.  Si tratta di una tariffa che con soli 5,99 euro offre:

  • Chiamate illimitate verso i telefoni fissi e cellulari italiani
  • Chiamate illimitate verso fissi e cellulari di 60 Paesi esteri
  • Sms illimitati verso tutti i numeri nazionali
  • 30 GB di Internet in 4G/4G+
  • Pacchetto per l’utilizzo all’estero con minuti e sms illimitati e 2 GB

Leggendo l’offerta, non è difficile immaginare quanto può essere avvenuto dopo il 29 maggio: un vero e proprio terremoto tra le compagnie di telefonia mobile italiane.

L’esposto dell’Associazione Europea Consumatori Indipendenti

L’Associazione Europea Consumatori Indipendenti (Aeci) ha presentato un esposto (che potete leggere in formato integrale aprendo questo link) all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AgCom) e al Garante della Privacy, contro Iliad accusando la società francese di non tutelare i clienti, data la scarsa trasparenza contrattuale della tariffa, che rischia di intaccare i diritti dei consumatori a causa del prezzo e delle modalità di attivazione.

In sostanza secondo l’Aeci non è tutto oro quello che luccica: i 5,99 euro al mese “per sempre” dell’offerta Iliad, a quanto pare, potrebbero non essere destinati a durare tanto. Leggendo il contratto che viene sottoscritto al momento dell’attivazione della tariffa, infatti, la compagnia telefonica si riserva il diritto di modificare le condizioni economiche delle sue offerte, senza specificare quali. Una clausola presente in pressoché tutti i contratti di telefonia (fissa e mobile) del mercato italiano. Nel contratto, inoltre, si legge che le modifiche non possono essere applicate a offerte “non modificabili dedicate”, ma queste non  sono indicate.

I principali imputati dell’esposto sono i 9,99€ di attivazione della nuova Sim, che non verrebbero comunicati al cliente, se non alla fine del processo di attivazione. Secondo l’Aeci la mancata comunicazione trasgredisce l’articolo 21 del d.lgs 206/2005 che stabilisce che, deve essere considerata ingannevole una pratica commerciale che contiene informazioni che se pur corrette, potrebbero indurre i clienti in errore.

Inoltre, per quanto riguarda le modalità di pagamento, viene contestato il fatto che il metodo di pagamento pre-impostato è quello con la carta di credito, mentre il bonifico, contrassegno e altre modalità sono indicate con caratteri piccoli e poco evidenti.

L’Aeci ha parlato anche del traffico internet extra soglia che, secondo l’Associazione, non si conformerebbe alle delibere emanate da AGCOM, poiché Iliad applica per ogni 100MB in più dopo l’esaurimento della soglia prevista dal piano tariffario, 0,90 euro, mentre l’Autorità ha stabilito che debbano essere i clienti a decidere se accettare il pagamento del consumo del traffico. Senza l’autorizzazione dell’utente, che deve essere esplicitata in forma scritta, il gestore non può addebitare alcun costo aggiuntivo sulla SIM.

Fra le accuse a Iliad si può leggere anche quella che riguarda la mancata attenzione da parte della società francese agli utenti non vendenti o non udenti nella navigazione sul sito.

La risposta di Iliad all’esposto non è tardata ad arrivare. La società ha tenuto a precisare che si tratta di “minimi dettagli contrattuali” e che sarà loro premura chiarire ogni dubbio circa la sua offerta per dimostrare agli utenti rimarrà invariata per sempre.

Il precedente attacco di Tim sui SimBox

Nonostante Iliad sia attiva in Italia neanche da un mese, l’esposto dell’Aeci non è la prima contestazione che si è scatenata contro l’operatore francese. Già Tim, circa una settimana fa, ha attaccato Iliad sulla scarsa sicurezza dei distributori automatici di SIM Iliad: i SimBox.

Tim si è rivolta al Ministero degli Interni per sollevare una importante questione che riguarda un possibile problema di sicurezza dovuto alle concessioni di Iliad delle sue SIM tramite SimBox. Si tratta di distributori automatici, come quelli delle vivande, solo che invece di rifornire di cibo e bevande, vendono SIM Iliad presso gli store dell’operatore. Secondo Tim tali distributori non riescono a garantire un esatto procedimento di identificazione degli utenti che sottoscrivono il contratto, con il rischio di favorire il terrorismo internazionale. I SimBox sarebbero, dunque per il gestore italiano, pericolosi e comprometterebbero l’assolvimento della Legge Pisanu del 2005 che prevede l’identificazione del titolare di una SIM tramite il rilascio di un documento di Identità valido. I distributori Iliad erogano,secondo Tim, SIM in modo immediato, e in caso di informazioni errate fornite dall’utente, Iliad provvede a bloccare l’attivazione della SIM troppo lentamente.

Anche in questo caso la risposta di Iliad non si è fatta attendere ribadendo la totale legittimità dei SimBox, garantendo che il controllo delle SIM avviene in modo efficace.

Ai consumatori non rimane che l’ardua sentenza: bisogna fidarsi ciecamente di Iliad?

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