L’Antitrust multa Telecom, H3G, Vodafone e Wind

L’Antitrust multa Telecom, H3G, Vodafone e Wind
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di | 26-01-2015 | Internet ADSL e Fibra, News e Varie

internet icona modem adsl Le compagnie telefoniche, ne abbiamo già parlato in questo sito, spesso adottano delle pratiche scorrette, se non addirittura illegali. E’ dei giorni scorsi allora la notizia che è arrivata una multa di 1,75 milioni di euro per Telecom Italia Mobile ed H3g, e di 800.000 euro per Wind e Vodafone, a causa di pratiche commerciali scorrette nei servizi premium utilizzati via Internet da terminale mobile.

L’Antitrust, cioè l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ha riscontrato infatti irregolarità evidenti in alcuni atteggiamenti commerciali della maggior parte delle società principali del campo della telefonia, infliggendo loro in totale ben 5 milioni di euro circa di multa.

Non informare dunque i propri clienti che il contratto di telefonia mobile sottoscritto pre-abilita la sim alla ricezione dei servizi a sovrapprezzo, e sull’esistenza del blocco selettivo per impedirne la loro ricezione, dall’altro, viene considerato giustamente un comportamento lesivo nei confronti dei diritti dei consumatori e commercialmente aggressivo. Tale atteggiamento illecito viene descritto minuziosamente nel comunicato ufficiale dell’Antitrust, che in proposito descrive in tal modo la situazione riscontrata: “Comportamenti riconducibili all’attuazione di una procedura automatica di attivazione del servizio e di fatturazione in assenza di qualsiasi autorizzazione da parte del cliente al pagamento, nonché di qualsiasi controllo sulla attendibilità delle richieste di attivazione provenienti da soggetti quali i fornitori di servizi estranei al rapporto negoziale fra utente e operatore”.

Per l’Antitrust inoltre, H3g e Tim sarebbero andate anche oltre omettendo altre informazioni rilevanti. Lo stesso comunicato dell’Antitrust recita infine che: “La responsabilità delle quattro aziende è chiara: gli operatori traggono infatti uno specifico vantaggio economico dalla commercializzazione dei servizi premium, in quanto condividono con i fornitori i ricavi dei servizi erogati, trattenendone un’elevata percentuale, ed inoltre, si sono dimostrati ampiamente consapevoli circa la sussistenza di attivazioni e di addebiti relativi a servizi non richiesti da parte dei propri clienti mobili”.

In poche parole il Garante ha riconosciuto che le 4 compagnie telefoniche hanno operato in maniera subdola volontariamente, ingannando i propri clienti per ricavarne del profitto insieme alle società erogatrici dei cosiddetti servizi premium.

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