Ddl concorrenza 2017: ecco cosa cambia nel mondo dei contratti telefonici

Ddl concorrenza 2017: ecco cosa cambia nel mondo dei contratti telefonici
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di | 22-08-2017 | Internet ADSL e Fibra, Leggi Norme Regole, News e Varie, Telefonia

Con la pubblicazione in Gazzetta del 14 agosto 2017 il Ddl concorrenza assume valore ufficiale. La legge annuale per il mercato e la concorrenza apporta alcune interessanti modifiche alla normativa precedente relativa ai contratti di telefonia fissa e mobile: modifiche che, perlopiù, vanno a tutelare maggiormente il consumatore, definendo alcuni punti fermi nel far west tariffario e contrattuale del mercato.

Gli interventi normativi integrativi e di modifica introdotti con il decreto di legge, oltre la telefonia, toccano anche altri settori; nello specifico le reti televisive e di comunicazione elettronica.

Andiamo a vedere quali sono le modifiche più significative introdotte dalla Legge concorrenza 2017 nel settore telefonia.

Sommario

Recesso e cambio operatore

Il Ddl concorrenza 2017 rafforza quanto già definito dalla legge 2 aprile 2007, n. 40 in fatto di recesso e cambio operatore per i contratti di telefonia, servizi Tv e di comunicazione elettronica.

Lo stato attuale

Secondo il comma 3 della legge 2 aprile 2007, n. 40, i contratti devono prevedere la facoltà di recesso o di trasferimento dell’utenza presso altro operatore senza che siano applicati vincoli temporali e senza dilazioni che non riguardino esigenze tecniche. Soprattutto senza spese che non siano giustificate da costi effettivamente sostenuti dall’operatore per la gestione della richiesta di chiusura o gestione del passaggio dell’utenza. Per tali procedure, non può essere richiesto all’utente un preavviso superiore ai trenta giorni.

Le clausole che non rispondono a quanto sopra sono nulle.

Gli operatori hanno dovuto adeguare anche i contratti già in essere all’entrata in vigore della legge.

Le novità del Ddl concorrenza 2017: le spese di chiusura del rapporto

A quanto già definito il Ddl concorrenza 2017 ha aggiunto che le spese di recesso o trasferimento dell’utenza ad altro operatore devono essere:

  • Note fin dal momento della pubblicizzazione dell’offerta;
  • ribadite in fase di sottoscrizione del contratto;
  • dettagliate all’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni;
  • commisurate al valore del contratto;
  • commisurate ai costi effettivamente sostenuti dall’azienda (dismissione della linea telefonica o trasferimento del servizio).

Le novità del Ddl concorrenza 2017: modalità di recesso e cambio gestore

Dopo aver trattato la questione dei costi (che comunque rimane ancora fumosa, almeno per il consumatore), la nuova norma si occupa delle modalità di recesso  e cambio operatore per i contratti di telefonia, reti televisive e comunicazioni elettroniche, che devono essere offerte in modo da agevolare il più possibile l’utente. Le procedure devono:

  • Essere semplici e d’immediata attivazione;
  • seguire le stesse forme utilizzabili per la sottoscrizione;
  • consentire la possibilità di comunicare recesso o cambio operatore per via telematica.

Per quanto riguarda le operazioni con le SIM card per la telefonia mobile (integrazioni SIM aggiuntive, cambio SIM di utente già attivo per passaggio ad altro gestore), al fine di rendere più snelli i processi, il legislatore dà agli operatori un termine di sei mesi dall’entrata in vigore del Ddl concorrenza 2017 per introdurre sistemi d’identificazione indiretta del cliente (ad es. attraverso l’identità digitale).

Le novità del Ddl concorrenza 2017: risoluzione anticipata in caso di fornitura di beni

Nel caso in cui l’offerta dell’operatore telefonico o televisivo preveda la fornitura di beni (cellulari, modem, decoder…) abbinati al servizio, secondo la nuova norma:

  • Non può durare oltre i 24 mesi;
  • i costi di risoluzione anticipata devono essere adeguati e proporzionali alla durata residua della promozione.

Servizi in abbonamento

Nel mondo della telefonia mobile, i servizi in abbonamento mai richiesti sono una vera e propria piaga che mina la fiducia dei consumatori nei confronti delle compagnie telefoniche e che prosciuga il credito sui cellulari. Fortunatamente, il fenomeno non è passato inosservato agli occhi del legislatore; probabilmente anche grazie alle numerose segnalazioni da parte di consumatori indignati.

Vi abbiamo già parlato dei servizi in abbonamento non richiesti per spiegarvi come disattivarli per TIM, Tre e Wind.

Il Ddl concorrenza 2017 interviene definendo che, nel caso dei servizi in abbonamento offerti da terzi, gli operatori devono:

  • Evitare che vengano attivati servizi in abbonamento senza espresso consenso dell’utente;
  • acquisire la prova del consenso espresso da parte dell’utente.

Quando la concorrenza fa bene al consumatore

Come si è visto, almeno per quanto riguarda la telefonia, il legislatore ha deciso di dedicare una legge, pensata per agevolare la concorrenza, alla tutela del consumatore. In un ambito in cui la guerra tra tariffe e offerte per la conquista del consumatore è già accanita, la norma ha definito alcuni aspetti importanti che migliorano la qualità del mercato.

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